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Marò italiani in India news: continua il braccio di ferro Italia – India

Simona

di Mamma Simona

16 Marzo 2012

Marò italiani in india, news e aggiornamenti Marò italiani in India –

E’ passato ormai un mese dall’incidente accaduto in acque internazionali al largo delle coste indiane: due pescatori indiani sono stati uccisi, la petroliera Lexie, battente bandiera italiana è da allora ferma nelle acque indiane “a disposizione” della magistratura indiana e due marò, facenti parte della scorta militare presente sull’imbarcazione come da programma anti-pirateria, sono detenuti in un carcere indiano in attesa della loro sorte.

La vicenda ha subito presentato incongruenze che a tutt’oggi devono ancora essere superate.

Essendo la nave al momento dell’incidente in acque internazionali, la giurisdizione avrebbe dovuto essere italiana ovvero quella di appartenenza dell’imbarcazione; i marò, benché militari del battaglione San Marco in servizio sulla nave, non vedono riconosciuti i diritti derivanti dal loro stato, vengono arrestati, incarcerati e sottoposti alla magistratura indiana, alla stregua di civili; in altri tempi sarebbe stata intesa come dichiarazione di guerra. Usando una strategia diplomatica, i governi stanno cercando di uscire dall’empasse. Certo è che la strumentalizzazione della vicenda, usata dalle fazioni politiche del luogo per accaparrarsi voti alle elezioni ormai in corso (la popolazione è composta per lo più da pescatori, aizzati dalla stampa contro i militari italiani) diventa un capro espiatorio di una situazione politica confusa e poco seria.

Marò italiani in india, news e aggiornamenti E confuse appaiono anche le tesi portate dall’accusa (i legali dello stato di Kerala, il governo centrale e gli avvocati che rappresentano i due pescatori uccisi) che sostengono la tesi della “zona contigua” ovvero quel tratto di mare che si estende dopo le acque territoriali e dove si trovava la nave Lexie al momento dell’incidente. Tesi colabrodo e poco proponibile, in linea con tutti i procedimenti adottati finora dagli indiani.

Nel frattempo l’Alta Corte del Kerala ha negato il permesso alla petroliera Lexie di lasciare le acque indiane poiché le indagini sono in corso e si potrebbero rendere necessarie ulteriori verifiche. La soluzione sarà presa in considerazione dopo il risultato dell’esame balistico, in corso ormai da diversi giorni ma il cui verdetto viene continuamente posticipato, forse a causa di un’ipotetica manipolazione delle armi che paleserebbe la necessità di condurre ulteriori indagini a bordo. Formalmente non sotto sequestro ma “a disposizione”, la nave continuerà a rimanere nelle acque indiane.

Nulla è valsa la cauzione pagata dall’armatore agli indiani di 450mila euro, che ha presentato anche una petizione, rimbalzata però ad un’altra sezione del tribunale indiano. In questa si elencavano diversi punti tra cui la presenza a bordo di 24 membri dell’equipaggio abbandonati da oltre un mese in mare oltre all’enorme perdita di guadagno della compagnia.

I marò intanto, sono ancora in attesa di sistemazione alternativa alla prigione di Trivandrum, dove al momento occupano due stanze attigue all’ospedale della prigione.

Lunedì 19 è attesa un’udienza circa la battaglia legale per il braccio di ferro tra Italia e India sull’assegnazione della giurisdizione. Giornata in cui si spera venga superata la situazione di stallo che si è creata.

Per la stessa giornata di lunedì è prevista la scadenza dei 15 giorni di carcerazione preventiva cui sono sottoposti i due marò; ci sarà una probabile estensione dei termini in attesa dei risultati balistici.

Il sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura, in Italia per qualche giorno per tornare presto in loco, dove da subito si è recato per salvaguardare la posizione dei marò, si sta battendo con risoluzione affinché i militari vengano presto riportati a casa.

Marò italiani in india, news e aggiornamenti Manifestazioni di solidarietà per i due ragazzi sono diffuse ovunque, dai municipi che espongono le foto dei marò con lo slogan “Riportiamoli a casa”, all’adozione della fascia gialla che ricorda i prigionieri di guerra e che avvolge ora il leone della San Marco.

Il Ministro degli Esteri Giulio Terzi non ha perso occasione di ribadire l’errore da parte del capitano Vitelli al comando delle Lexie, di acconsentire alla richiesta degli indiani di abbandonare le acque internazionali e dirigersi al porto di Kochi. Il rifiuto lecito avrebbe consentito di evitare le conseguenze gravi che ci si trova ora ad affrontare. In nessun caso la nave avrebbe dovuto entrare in acque indiane.

E’ di questi giorni la notizia del ferimento di 16 pescatori durante una spedizione repressiva della Marina dello Sri Lanka che ha attaccato una flottiglia di pescherecci indiani. Ricordiamo che negli ultimi 30 anni sono 530 i pescatori uccisi dai militari cingalesi.

E’ sorprendente come queste notizie passino nell’anonimato mentre si mantenga una linea dura e solerte, il cui verdetto sarebbe già scritto per gli indiani, se non fosse per le interferenze del governo italiano, verso i nostri due marò.

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