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Melania Rea: ultime notizie sull’arma del delitto e sulle modalità dell’omicidio

Federica Federico

di Federica Federico

21 Marzo 2012

Salvatore Parolisi è un vigliacco processo ReaSalvatore Parolisi è un vigliacco! Lo dice il padre di Melania dopo che ancora una volta, in aula, durante l’ultima udienza del processo per l’omicidio Rea, l’ex genero volta le spalle ai famigliari della vittima.

Loro i Rea sono sempre compostamente e dignitosamente presenti nelle sedi legali e non; distinti, educati, feriti da un dolore che sopportano con educazione e signorilità, restano attenti e fiduciosi nella più celere e veritiera “ricostruzione dei fatti”.

Quelle spalle offerte da Salvatore ai Rea sono una ferita inferta al padre ed al fratello di Melania, sottraendosi al loro sguardo Salvatore pare dimostrare un distacco che ha il sapore della paura … paura, forse, che si riveli una verità crudele e pericolosa?

La vigliaccheria di Salvatore sarebbe, ove l’impianto accusatori venisse confermato dal processo, una sorta di light motiv dell’omicidio Rea:

  • il vigliacco marito uccide perché non ha la forza di confessare gli innumerevoli tradimenti inanellati negli anni e non riesce, contemporaneamente, a spezzare la catena di bugie collezionate nel corso della relazione con la soldatessa Ludovica P.;
  • il vigliacco assassino colpisce alle spalle tentando un agguato mortale che, però, fallisce miseramente.

–          Stando alle risultanze autoptiche Melania è stata colpita per la prima volta al collo  (l’obiettivo doveva essere sgozzarla);

–          il suo assassino era certamente dietro di lei e con il coltello intendeva reciderle la gola;

–          la donna era accovacciata, aveva i pantaloni, i collant e le mutandine abbassate;

–          la fuga della vittima è stata materialmente impedita da tali indumenti e dalla posizione del corpo al momento dell’aggressione;

–          la postura (accovacciata) è stata assunta volontariamente da Melania, la quale autonomamente si è spogliata e naturalmente si è abbassata,  come è stato dimostrato, lo ha fatto con lo scopo di espletare il fisiologico bisogno di urinare.

Salvatore Parolisi è un vigliacco!L’aggressione a Melania dimostra un modus operandi non casuale, essa si avvicina in maniera impressionante ad una tecnica militare denominata “Assalto alla sentinella”. Tale tecnica, però, pretenderebbe una immediata morte per sgozzamento. Invece Melania non è morta subito.

Il coltello che ha colpito la giovane donna il 18 aprile 2011 era piccolo (la lama misurava secondo le risultanze dell’autopsia 8\10 cm), troppo piccolo per permettere una morte istantanea. E questo particolare, forse, era stato trascurato o sottovalutato dall’assassino che al momento dell’omicidio si è trovato “costretto” a colpire con più pugnalate il corpo della vittima. In quest’ottica le pugnalate (35 in tutto) inferte sul corpo di Melania non sarebbero state il risultato di un raptus ma, piuttosto, la conseguenza della fattiva esigenza di assicurarsi l’evento morte: l’assassino colpisce più volte perché constata che Melania non muore subito. In altre parole l’arma adoperata si rivela al momento dell’omicidio inappropriata, non completamente efficace ed è dunque indispensabile per l’assassino infierire con più e più colpi per essere certo che avvenga il decesso.

Questa ricostruzione combacia perfettamente col referto autoptico in cui si legge che Melania Rea è morta per anemia emorragica acuta.

Ecco cosa potrebbe essere accaduto:

Melania potrebbe essere stata raggiunta  da un primo colpo sferrato alla gola dall’assassino che, appunto, si collocava dietro le sue spalle;

la vittima istintivamente avrebbe tentato la fuga ma le condizioni di minorata difesa in cui versava, data la posizione e gli indumenti calati, le avrebbero impedito di correre ed allontanarsi;

subito la donna sarebbe caduta esarebbe stata sopraffatta dall’aggressore che, avendo fallito il primissimo agguato, avrebbe infierito col coltello per assicurarsi la morte della sua vittima.

Melania di fatto ha guardato in volto il suo assassino, di fatto ha compreso cosa stava accadendo e che stava morendo, di fatto non ha pianto … probabilmente non ne ha avuto il tempo, paralizzata d’improvviso dalla paura della morte, paura che le veniva procurata da una persona conosciuta e con cui la donna era in intimità, perché normalmente ci si spoglia e si urina solo dinnanzi a che condivide con noi una profonda complicità, per esempio al cospetto di un marito lo si fa senza pudore!

Va detto che tale ricostruzione, operata comparando l’aggressione a Melania con la tecnica militare dell’assalto alla sentinella  e valutando le caratteristiche dell’arma come essenziali, si coordinerebbe con le ultime deposizioni di 2 testimoni (uno zio di Melania ed un’amica) che avrebbero avuto ad oggetto un coltellino multifunzione di proprietà del Parolisi.

Il coltellino su cui le deposizioni appena citate vertono potrebbe essere l’arma del delitto: Melania Rea: Salvatore Parolisi aveva con un coltello multifunzione, è l’arma del delitto?

 

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