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Melania Rea: la figlia Vittoria Parolisi parte civile nel processo contro papà Salvatore

Melania Rea: il suo omicidio ha scosso l’opinione pubblica; la sua storia è divenuta la raffigurazione dei troppi drammi familiari in cui ancora moltissime donne, innamorate e dedite alla famiglia, sono imprigionate; la giovane mamma di Somma Vesuviana trucidata senza pietà testimonia che va difesa l’identità femminile, la fragilità dell’animo delle donne e la sensibilità delle madri educate a tenere saldamente unita la famiglia. Ancora molte, troppe donne soffrono la soggezione ad uomini prepotenti, disaffezionati ai principi di fedeltà coniugale e unità domestica. E le loro vite, pur non sfociando in tragedie tanto grandi, si nutrono di dolori, mortificazioni e pentimenti quotidiani.

Federica Federico

di Federica Federico

26 Marzo 2012

Melania Rea: la figlia Vittoria Parolisi parte civile nel processo contro papà SalvatoreOmicidio Melania Rea

Dall’unione di Melania Rea e Salvatore Parolisi, unico imputato nel processo per l’omicidio della moglie, nacque solo due anni fa Vittoria. La morte di Melania, dunque, lascia anche un’orfana. Vittoria Parolisi all’età di soli 18 mesi resta senza la mamma Melania, uccisa, morta violentemente a causa dell’emorragia causata da ben 35 coltellate.

Non appena i sospetti si addensarono su Salvatore la madre di Melania, nonna della piccolissima Vittoria, chiese a gran voce dove fosse sua nipote mentre avveniva il fatto di sangue – così come ricostruito dalla Procura che accusava (ed ancora accusa) Parolisi. Quel giorno a Ripe di Civitella, infatti, doveva esserci anche Vittoria. E se lo sfondo descritto dall’accusa fosse vero, resterebbe da collocare sulla scena del crimine la bambina: dove si trovava Vittoria, cosa ha visto o cosa ha potuto sentire?

Gli psicologi intervenuti nelle numerosissime trasmissioni televisive inerenti al caso rea sembrano concordare tutti su una cosa:

a fronte della posizione del Parolisi (e ciò anche indipendentemente dalla sua condanna o assoluzione), verrà un momento in cui  Vittoria sarà costretta a fare i conti con la figura del padre. Inevitabilmente  arriverà un tempo in cui  la figlia si troverà costretta a considerare questo suo tragico passato. Rispetto agli accadimenti “recuperati”, Vittoria dovrà decidere se per lei, secondo la sua personale sensibilità e considerazione dei fatti, quel papà, traditore e bugiardo, è pure colpevole di averle sottratto la mamma.

Allo stato dei fatti Vittoria Parolisi, per il tramite dei suoi legali rappresentanti, si costituirà parte civile nel processo contro il padre.

Il coinvolgimento di Vittoria, in qualità di parte civile, all’interno del processo contro Parolisi non è stato pacificamente accettato dall’opinione pubblica; di fatto in molti non hanno compreso che quest’atto processuale rappresenta una ulteriore tutela a vantaggio della piccola.

In tanti, banalmente, hanno considerato la costituzione di parte civile come una forzatura, come un coinvolgimento  volto ad appesantire la posizione di Salvatore Parolisi. Non è così!

Vittoria va rappresentata in sede processuale e la sua posizione va ivi affermata per due ordini di motivi:

  1. La bambina è direttamente ed irrimediabilmente parte lesa, infatti l’asssassino di Melania le ha sottratto la mamma figura primaria di riferimento;
  2. Se l’impianto accusatorio reggesse sarebbe indispensabile dimostrare dove fosse Vittoria al momento dell’omicidio. Di fatto l’accadimento delittuoso si è consumato mentre la piccola era con la mamma ed il papà, se l’una persona è stata uccisa dall’altra la bambina ove era collocata mentre il delitto si consumava? Cosa ha visto o sentito?

Due autorità giudiziarie hanno lavorato affinché a Vittoria Parolisi venisse garantita la costituzione come parte civile:

  • il Giudice Tutelare di Nola che a tal fine (ed al fine di seguire la questione della patria potestà) ha istituito un curatore speciale;
  •  il GUP che a sua volta ha individuato un curatore speciale preposto alla costituzione de parte civile.

I due curatori hanno poi concordato di dare mandato al legale della famiglia Rea per la costituzione di Vittoria come parte civile nel processo contro il padre.

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