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Yuri D’Angelo: la fuga del padre col figlio termina a Pomezia

Yuri D'Angelo si è consegnato ai Carabinieri di Pomezia, sta bene e sta bene anche il suo bambino. Una volontaria fuga si conclude, così, con un volontario ritorno alla difficile realtà di una separazione dolorosa.

Federica Federico

di Federica Federico

26 Marzo 2012

yuri d'angelo: la fuga del padre col figlio termina a PomeziaYuri D’Angelo è un padre separato, ha meno di 30 anni ed un figlio di 3 che ha cresciuto con l’aiuto dei suoi più prossimi familiari nella comunità di Valle Castellana, in provincia di Teramo.

La madre del piccolo è una cantante di Corfù che da tempo è tornata nella sua terra natale, lasciando il figlio alle amorevoli cure paterne.

La donna dalla Grecia ha reclamato il suo bambino ed il Tribunale per i Minori le ha concesso l’affidamento.

Dinnanzi a questa sentenza, che comporterebbe un allontanamento fisico del piccolo dal padre e dagli affetti che lo hanno “svezzato”,  Yuri D’Angelo ha “sottratto” suo figlio dalla casa ove lui ed il bimbo vivevano con i nonni (genitori del D’Angelo) ed è scomparso nel nulla, facendo perdere le sue tracce per circa 15 giorni.

Il 24 marzo il giovane papà si e’ consegnato ai carabinieri di Pomezia.

Il parroco di Valle Castellana si era dichiarato convinto che Yuri fosse “fuggito” per non separarsi da suo figlio, tuttavia, scappando il giovane non si sarebbe reso conto della portata del suo gesto.

L’avvocato dell’uomo è parso da subito convinto delle innocue intenzioni del suo assistito, aveva, infatti, dichiarato: <<Posso solo dire  che è un padre affettuoso ed equilibrato, a quel bambino vuole molto bene, l’ha cresciuto e svezzato lui praticamente».

I Carabinieri di Ascoli Piceno e di Teramo erano sulle tracce dell’uomo, avevano effettuato più perquisizioni in abitazioni di familiari e conoscenti di Yuri D’Angelo.

L’Interpol aveva valutato la possibilità che padre e figlio si fossero spostati in Germaniao in Svizzera sfruttando l’appoggio di alcuni parenti ed amici.

La fuga, invece, finisce a Pomezia. E si rivela per ciò che è: il dramma della disperazione di un papà che non vuole rinunciare al figlio che ama.

Il bambino è al momento  affidato ai servizi di assistenza sociale, potrebbe essere subito “restituito” alla madre, la decisione definitiva sul destino del piccolo “conteso” spetta  al tribunale dei minorenni, al quale adesso rispondono anche i servizi sociali che hanno cura del minore.

L’affidamento del bimbo alla mamma non sarà automatico e potrebbe non essere tanto scontato, infatti sulla prima sentenza che avrebbe voluto il bimbo con la mamma ed  in Grecia, pende un ricorso del padre.

Di contro come atto inevitabile e dovuto, Yuri D’Angelo è stato denunciato a piede libero, con l’accusa di sottrazione di minore.

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