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Pillola del quinto giorno polemiche: è immorale e illegale

Simona

di Mamma Simona

16 Aprile 2012

Pillola del “quinto giorno dopo”

Dopo un acceso dibattito protratto per mesi, dall’inizio di Aprile la famosa pillola dei “5 giorni dopo“, altrimenti conosciuta come ElleOne è in commercio anche nel nostro paese, ma le polemiche non si placano.

In un’istanza al Ministro della Salute, Renato Balduzzi, un gruppo di parlamentari, nella fattispecie i parlamentari per la vita, nell’intergruppo bipartisan che conta in tutto 85 rappresentanti tra parlamentari e senatori, chiede che l’ElleOne sia sospeso.

La ragione di tale richiesta risiederebbe nella promiscuità di interpretazione del farmaco, perlomeno ciò è quanto sostengono i gruppi pro-life, che sarebbe proposto come anti-concezionale, ma celerebbe un principio abortivo da qui la definizione del farmaco “immorale e illegale“.

Il gruppo ne sostiene l’immoralità in quanto, a loro detta, farmaco abortivo; mentre l’illegalità risiederebbe neilla contrarietà ai principi sanciti dalle leggi 194 del 1978 e 405 del 1975, che dispongono in materia.

In realtà l’ulipristal, la pillola dei 5 giorni dopo, è una contraccezione di emergenza (così definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) la cui efficacia perdura fino a 120 ore dopo il rapporto non protetto o non sicuro, con una percentuale di successo molto alta, che si aggira attorno al 98%.

Il principio del farmaco si basa sulle caratteristiche dell’anti-progestinico teso a ritardare l’ovulazione e dunque non permettere la fecondazione.

Laddove l’ovulo sia già fecondato (a causa di rapporti precedenti), potrebbe impedirne l’impianto in utero e qui sorge la contraddizione con la legge 194 sull’aborto; per bypassare l’incaglio basta sottoporsi, per una chiarezza della situazione, all’individuazione della quantità dell’ormone beta HCG nel sangue, a conferma della presenza di una gravidanza.

La negatività di tale test è condizione essenziale per accedere alla prescrizione medica del farmaco, necessaria per ottenere la somministrazione, che deve essere assunto entro le 120 ore dal rapporto.

L’Italia è da sempre un paese in cui convivono forte spinte progressiste e tendenze tradizionaliste, volte alla conservazione di valori etico-morali di stampo religioso.

Trovare un equilibrio che accontenti tutte le parti è un’impresa ardua, per questo motivo la polemica è sempre in agguato e il dibattito costantemente aperto.

 

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