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Costa Concordia rimozione relitto, progetto e video

Costa Concordia naufragio: iniziate le operazioni di recupero del relitto

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

20 Giugno 2012

costa concordiaDi fronte l’isola del Giglio fervono i preparativi e i lavori per la rimozione del relitto della Costa Concordia.

Naufragata la notte del 13 gennaio scorso, a causa di una sconsiderata manovra di avvicinamento alla costa, denominata “inchino”, le cui responsabilità sono ancora da accertare (l’indagine è tutt’ora in corso), la nave da crociera della compagnia navale Costa ha già subito i primi smantellamenti in previsione della completa rimozione finale.

Dopo mesi di progettazione e di dettagliati calcoli, tenendo conto di ogni possibile variabile calcolabile (climatica, ambientale ed umana), i lavori di rimozione sono stati affidati, attraverso una gara d’appalto, alla ditta statunitense Titan Salvage e all’italiana Micoperi.

Tale procedura, ampiamente esposta in un video di 4.20 minuti disponibile sul web, prevede il raddrizzamento della nave, attraverso l’installazione di una piattaforma impiantata nel fondale marino, e il successivo trasporto via mare.

Per permettere ciò, è stato inoltre necessario “alleggerire” il più possibile lo scafo, smantellando il superfluo.

In tal caso si è già provveduto a:

  • costa concordia naufragioRimuovere lo scivolo azzurro posto sul ponte (donato dalla compagnia navale ai bambini dell’isola del Giglio);
  • Rimuovere il “frammento” dello scoglio delle Scole, rimasto incagliato nello squarcio sulla fiancata del relitto stesso e anch’esso poi donato alla popolazione del Giglio affinchè diventi un monumento per i 30 morti del naufragio;
  • Tagliare l’albero della nave;
  • Rimuovere i radar di bordo.

costa concordia naufragioNon si esclude anche un’eventuale rimozione del caratteristico fumaiolo giallo che, assieme alla grande “C” colorata di blu, raffigura l’emblema della compagnia Costa Crociere.

Purtroppo però non mancano le sconcertanti perplessità da parte degli abitanti dell’isola e delle associazioni ambientaliste, preoccupate in particolar modo delle lesioni che i lavori, e i vari “rifiuti” da essi prodotti, possano deturpare l’immenso patrimonio ambientale presente nei fondali marini.

costa concordia naufragioCi si preoccupa inoltre dei futuri lavori di trivellazione subacquei, necessari ad installare la piattaforma e i pali di sostegno, che saranno effettuate a decine di metri di profondità, notte e giorno, su una superficie di granito durissimo.

Che fine faranno i detriti prodotti da tali trivellazioni?

E come sarà la convivenza dei gigliesi, nonché dei turisti presenti sull’isola, con le vibrazioni e il frastuono prodotto dalle trivellazioni?

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