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Attentato scuola Brindisi, c’è un complice

Aggiornamenti sull'attentato di Brindisi Avvalorata l'ipotesi di un complice del Vantaggiato. Veronica lascia l'ospedale.

Simona

di Mamma Simona

16 Luglio 2012

Proseguono le indagini sull’attentato del 19 maggio presso la scuola Morvillo Falcone di Brindisi, in cui perse la vita Melissa Bassi e rimasero ferite cinque studentesse, mentre si stavano recando a scuola per l’inizio delle lezioni.

L’attentatore è già stato individuato nella persona di Giovanni Vantaggiato, un commerciante di carburante di 68 anni, arrestato e reo-confesso.

Le indagini del caso si concentrano ora sul movente dell’assassino e sull’ipotesi che ci possano essere complici.

A tal proposito, è stato ascoltato dal pm, Cosimo Parato che dal Vantaggiato venne ridotto in fin di vita a causa di una vendetta ideata dal Vanni, vittima di una truffa ad opera del Parato, che, stando a quanto affermato dal Vantaggiato, gli avrebbe firmato assegni non coperti per un totale di 343mila euro. Per vendicarsi Vantaggiato, nel 2008, avrebbe preparato un ordigno depositandolo nella bicicletta del Parato, che, una volta esploso, gli ha causato una situazione di “coma” protratta  per diversi mesi. Da parte sua Parato respinge le ipotesi di frode. Per questa vicenda Vantaggiato, in carcere in attesa di giudizio con l’accusa di strage aggravata dalla finalità terroristica e in concorso possesso, detenzione ed esplosione di ordigno micidiale, per l’attentato di Brindisi, è stato raggiunto da una nuova ordinanza cautelare per tentato omicidio.

Vantaggiato si è mostrato lucido circa la ricostruzione dei tempi precedenti l’innesco della bomba, ma confuso quanto all’individuazione del movente, ritrattando le dichiarazioni sulle ipotesi. Alla base dell’attentato, ci sarebbe, stando a quanto da lui affermato, la giustificazione di una vendetta verso la giustizia, che non gli avrebbe riconosciuto i suoi diritti.

Pare che le due vicende siano legate. Parato avrebbe affermato al pm che lo interrogava che qualcuno era solito aiutare il Vantaggiato nella preparazione delle bombe. Il suo legale dichiara: “Cosimo Parato ha fornito agli inquirenti dettagli importanti anche sull’esistenza di un presunto complice di Vantaggiato, ma si è riferito esclusivamente alle vicende che lo hanno riguardato in prima persona e non all’attentato di Brindisi”. Alcune fonti affermano che Parato abbia rivelato agli inquirenti il nome del collaboratore del Vantaggiato, ma tali ipotesi sono da confermare.

Peraltro l’esistenza di un possibile complice era un’ipotesi da subito presa in considerazione dagli inquirenti.

Parallelamente, una buona nuova: Veronica, la studentessa che ha riportato ferite più preoccupanti in seguito all’attentato, dopo 50 giorni di ricovero, lascia l’ospedale centro grandi ustionati di Pisa. La ragazza necessita ancora di medicazioni e di cicli fisioterapici, ma si tratta di un percorso che potrà svolgere anche tornando a casa, in un ambiente di certo più famigliare, contornata dall’affetto di parenti e amici. Ora la aspetta un percorso impegnativo che riguarda l’accettazione della realtà e il ritorno graduale al quotidiano; un passo non semplice per chi abbia subito in tenera età, un trauma tanto profondo nel corpo e nell’anima.

Durante il pomeriggio di sabato, alcuni vandali ignoti hanno lanciato delle pietre contro le finestre della scuola Morvillo Falcone. I carabinieri stanno indagando per individuare i responsabili dell’atto.

Ieri la giornata è stata segnata da un lutto per la famiglia Vantaggiato: uno dei fratelli del Vanny, Giuseppe, docente di matematica di 68 anni, in pensione, sarebbe stato colto da infarto mentre era in spiaggia con la famiglia, accasciatosi sull’arena, non si è più rialzato.

 

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