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Malformazioni uterine: infertilità, aborto e interventi di chirurgia

Federica Federico

di Federica Federico

10 Ottobre 2010

Il progetto di un figlio parte dal cuore, ma la sua realizzazione pretende una buona risposta del corpo che deve essere pronto ad accogliere e sostenere la gravidanza.

Molte donne, apparentemente in perfetta forma fisica, hanno difficoltà a rimanere incinta o incorrono in un ripetuto numero di aborti.
Per alcune la causa risiede in malformazioni uterine.
Le anomalie dell’utero possono essere asintomatiche, è per questo che diverse donne ignorano di soffrire di un “difetto” uterino e intuiscono della esistenza di un problema solo quando provano senza successo ad affrontare una gravidanza.

La scienza medica cataloga le malformazioni uterine in classi.
Vediamo insieme quali sono, che conseguenze comportano e come si possono risolvere:

Prima classe

  • Agenesie,  chi ne è affetto manca dell’utero.
  • Ipoplasie comunemente denominate “utero infantile”, volume uterino fortemente ridotto.

Le malformazioni di prima classe sono molto rare e gravi;
esse compromettono in modo assai importante la capacità riproduttiva, tanto più perchè non sono curabili.

Seconda classe

  • Utero unicorne. Questa malformazione è il risultato di un anomalo sviluppo uterino: la donna che ne è affetta, infatti, matura solo una parte del suo utero. Con il risultato di possedere in età fertile solamente metà utero (con cavità uterina di piccole dimensioni), un’unica tuba ed una unica ovaia. L’atra porzione di utero o non esiste affatto o è rimasta appena abbozzata. Normalmente non è del tutto assente, esiste ma il suo sviluppo risulta “rudimentale” e spesso non comunica neanche con il resto dell‘utero.

Nonostante le ridotte dimensioni e l’unicità della cavità uterina, della tuba e dell’ovaia l’utero unicorne, in alcuni casi, può surrogare efficacemente un utero “comune”. Infatti di norma  la capacità riproduttiva non è in linea di principio intaccata, sebbene questo genere di anomalia aumenti le possibilità di aborto e quelle di parto prematuro

È consigliabile la asportazione chirurgica della porzione non sviluppata di utero quando questa parte “rudimentale” è isolata (non comunica con il corpo uterino principale) e provoca frequenti coliche addominali.

Terza classe

  • Utero didelfo. La donna con una simile anomalia uterina ha due distinti uteri: nel suo corpo coesistono due corni nettamente separati con due colli. Lo sbocco può aversi in un’unica vagina ma più comunemente, circa nel 75% dei casi, la vagina è doppia. Possono essere doppie anche le tube e le ovaie.

Come per l’utero unicorne la capacità riproduttiva non è in potenza esclusa, ma simili anomalie espongono ad aumentati rischi di aborto.

Quarta classe

  • Utero bicorne. Questa anomalia comporta che la parte superiore dell’utero resti divisa in due: una membrana fibrosa, presente nella cavità uterina, segna l’utero più o meno a metà. Ciò determina la presenza di corni separati che si uniscono confluendo nel collo dell’utero.

L’utero bicorne non impedisce il concepimento, pur aumentando le probabilità di aborto.
In presenza di una simile conformazione uterina, solo quando la donna incorra in aborti ripetuti si prende in considerazione l’intervento chirurgico.
Questa malformazione in gravidanza rende problematica la tenuta della chiusura dell’utero, ma questo inconveniente si supera agevolmente con un semplice cerchiagli uterino.

Quinta classe

  • Utero setto. Si parla di utero setto quando la cavità uterina è attraversata da una membrana fibrosa che lo divide totalmente o parzialmente in due.

Il setto pur non impedendo il concepimento può determinare l’aborto, può essere la causa di un parto prematuro o di una scorretta posizione del feto, nonché di un deficit di crescita intrauterina.
Ove necessario il setto viene chirurgicamente asportato.

Sesta classe

  • Utero arcuato o a sella. Questa costituzione dell’utero non è propriamente una malformazione, semplicemente rappresenta una insolita formazione uterina innocua, che non influisce né sulla gravidanza, né sul rischio di aborto.

Fonte: Mensile “Donna e Mamma” Sfera editore , luglio 2009

Questo sito ha natura divulgativa, le informazioni in esso contenute non sostituiscono il parere del medico, che, ove necessario, va sempre richiesto.

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