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La donna di colore bruciata non è stata vittima del Ku Klux Klan, si sarebbe ferita da sola

La ragazza avrebbe simulato l'aggressione attribuendola a l Ku Klux Klan

di Mariangela Saulino

24 Ottobre 2012

La ragazza della Louisiana, Sharmeka Moffit, ricoverata ieri con gravi ustioni su più della metà del corpo, avrebbe inventato la sua aggressione e si sarebbe data fuoco da sola.

La ragazza aveva raccontato di essere stata aggredita nel parco cittadino da tre uomini con cappuccio bianco, appartenenti chiaramente al Ku Klux Klan, sottolineando la circostanza che indossasse una maglietta in supporto di Barak Obama.

Sulla sua macchina erano poi state trovate delle scritte offensive e la rivendicazione del KKK.

La polizia locale con il supporto dell’FBI si è subito messo all’opera analizzando le prove rilevate: il dentifricio usato per le scritte sull’auto e le impronte sull’accendino e la boccetta di liquido infiammabile.

Dall’analisi dei reperti gli inquirenti hanno concluso che la donna abbia inscenato l’aggressione e, quindi, si sia ferita da sola.

Le autorità non hanno, però, potuto ancora parlare con la donna perché le sue condizioni sono ancora molto gravi, ma il caso è stato trasferito al Procuratore Distrettuale che deve decidere, a questo punto, se incriminare la ragazza.

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