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La famiglia moderna e tradizionale: matrimoni, unioni di fatto, separazioni e divorzi

di Dott.ssa Licia Falduzzi

10 Ottobre 2010

La famiglia “tradizionale” era numerosa, solida ed i suoi membri stavano insieme quanto più a lungo possibile perché essa svolgeva numerose funzioni: economiche, educative, assistenziali, religiose, ricreative e affettive. La famiglia “moderna”, invece, avrebbe perso tutte queste funzioni, ad eccezione di quella affettiva, perché le ha delegate ad altre istituzioni: ai luoghi di lavoro, alle scuole, alle organizzazioni religiose e a quelle di assistenza.

Molti dati hanno però messo in luce che (già nel Seicento e nel Settecento) la grande maggioranza della popolazione seguiva la regola della residenza neolocale dopo le nozze, cioè marito e moglie mettevano su casa per proprio conto, lasciando la famiglia d’origine. Non solo, ma dagli inizi del Trecento in poi, la maggior parte della popolazione (e questo dato si riferisce a tutte le città italiane) viveva in famiglie nucleari, ed una buon parte in famiglie nucleari incomplete (formate da figli con un solo genitore) o in famiglie solitarie (cioè con una sola persona).

Per lungo tempo si è pensato che l’industrializzazione e l’urbanizzazione avessero provocato il passaggio dalla famiglia di tipo patriarcale alla famiglia nucleare coniugale, ma l’industrializzazione non sembra spiegare  i mutamenti avvenuti all’interno della famiglia a proposito del tipo di relazione esistente fra marito e moglie, e fra genitori e figli.

In Italia, negli ultimi decenni del Settecento e nei primi dell’Ottocento, quindi ancora prima che iniziasse il processo di industrializzazione, il modello patriarcale è entrato in crisi. Il padre/marito, pur continuando a svolgere un ruolo preminente all’interno della famiglia, ha ridotto la distanza (affettiva e sociale) fra lui e la moglie; allo stesso tempo è mutata la relazione tra i genitori ed i figli ed i metodi di allevamento di questi ultimi. Anche il comportamento riproduttivo della coppia cambiò, facendo diminuire il numero di figli.

Tutti aspetti questi che abbiamo sempre pensato appartenere alla famiglia “moderna”.

Le ultime ricerche storiche e sociologiche hanno, inoltre, messo in luce che, contrariamente a quel che si pensa, anche nelle società industrializzate i rapporti di parentela conservano un ruolo centrale e importante, ed in più sono proprio i processi migratori a facilitarli e a favorirli. In che modo? Sono i parenti ad organizzare gli itinerari di emigrazione, sono loro che inseriscono il familiare nel nuovo ambiente sociale e lo aiutano ad adattarsi alle nuove condizioni di vita e lavorative.

Anche nelle società più avanzate la famiglia nucleare gode di una rete fitta e solida di rapporti e scambi fra parenti, e vi sono relazioni molto strette fra la giovane coppia e le loro famiglie di origine. La frequenza con la quale i nuovi sposi vedono i genitori è molto alta, come pure il flusso dei più svariati aiuti: le conoscenze e le raccomandazioni per trovare un lavoro, gli aiuti economici per l’acquisto della casa, della macchina, ed altri servizi sotto forma di compagnia, accudimento dei figli, ospitalità.

Il cambiamento più importante avvenuto negli ultimi anni di cui si può parlare non è quindi il passaggio da una famiglia di tipo complesso ad una di tipo nucleare, più solitaria ed indipendente, ma il progressivo declino della famiglia coniugale.

A partire dalla metà degli anni sessanta, nei paesi occidentali, si è avuta una diminuzione della nuzialità, un forte aumento delle separazioni legali e dei divorzi, ed una netta flessione della fecondità. Sono questi i cambiamenti più importanti che hanno riguardato la famiglia e favorito la nascita di nuovi tipi di strutture familiari. Unioni di fatto, famiglie solitarie, con un solo genitore ed i figli, famiglie ricostituite. È proprio la diffusione di queste ultime, che quasi somigliano alle famiglie estese, che ha creato un nuovo e più ampio sistema di parentela, in cui i rapporti di affettività prodotti dal matrimonio sono sempre più importanti, mentre quelli di consanguineità lo sono sempre meno.

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