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Morte prenatale e neonatale: 15 ottobre giornata del ricordo

Federica Federico

di Federica Federico

15 Ottobre 2010

Quando si diventa genitori?

Certamente l’amore per i figli li precede e si radica nel cuore sin dal momento in cui il bimbo diviene un desiderio, un progetto ed una aspettativa della coppia.

Noi donne siamo “naturalmente” mamme e ci leghiamo alla nostra creatura da subito, non appena abbiamo coscienza del fatto che vive i noi.
Normalmente la gestazione, con tutte le accortezze che pure una donna deve tenere, è un momento magico, di indimenticabile intensità.
La bellezza dell’attesa ha inizio dal sospetto della gravidanza, la gioia di un test positivo fa esplodere il cuore, salda la coppia e regala alla vita il sapore del futuro. Ogni mamma si aspetta di attraversare i nove mesi più intensi, delicati e coinvolgenti della propria esistenza. Ogni famiglia attende di condividere la vita con il proprio figlio.

Ma la natura non sempre è benigna. Sebbene se ne parli ancora poco, accade a moltissime coppie di vivere il dramma dell’aborto o della perdita del neonato. Ogni anno la morte perinatale ferisce 3milioni di famiglie nel mondo.

Perché non se ne discute abbastanza?
La perdita di un angelo è un lutto intimo e profondo.
Generando un bimbo la donna partecipa alla natura, anzi è lei stessa natura perché con il suo corpo realizza la vita. E qual è il senso della vita se non la gioia della crescita e la bellezza del divenire.
La morte di un figlio interrompe il futuro, isola, frustra la donna che si sente avvilita, mortificata e tradita dal suo stesso corpo.

Chi ha perso un bambino giustamente avverte la “distanza del mondo”, si dice che << coloro che non hanno provato questo dolore non lo possono comprendere>> e ciò è innegabile. Ma ugualmente innegabile è l’importanza della sensibilizzazione pubblica verso questo delicato ed importante lutto.

Non si vuole e non si deve parlare di compassione, di pietosa tenerezza per chi soffre queste amare perdite, tutt’altro, la commemorazione si celebra in nome di una sensibile cultura del dolore tesa anche a stimolare il progresso della scienza.
Studi internazionali confermano che un’indagine medica approfondita su ogni singola morte perinatale permetterebbe , nel 70% dei casi, di individuare le cause del decesso. Evidentemente ciò potrebbe “salvare” molti piccoli angeli e tante famiglie, perché una successiva gravidanza si affronterebbe con la coscienza dei problemi intervenuti, consentendo una mirata prevenzione o un più pronto intervento.

È dunque essenziale la diffusione di un cultura del rispetto e della accoglienza del dolore, nonché una promozione dell’attenzione medico-scientifica al problema.

Oggi 15 ottobre commemoriamo i piccoli angeli prematuramente sottratti all’abbraccio delle madri, contribuiamo ad accendere un’onda di luce intorno al mondo.


L’onda di luce è una testimonianza di solidarietà a cui anche Tu puoi partecipare,  accendi una candela alle ore 19:00 e mantienila accesa per un’ora, per tutta la giornata del 15 Ottobre un’onda di luce attraverserà il globo, illuminando progressivamente tutto il pianeta, un fuso orario dopo l’altro.
Partecipa ad un simbolico abbraccio, idealmente e sensibilmente ti unirai con tutte quelle persone che nel mondo commemorano i propri angeli.
Ogni luce sarà una calda speranza nel futuro!

Oggi, quando andrò a prendere il mio piccolo a scuola, non torneremmo subito a casa, ma andremmo a comperare una candelina bianca. A lui spiegherò che in cielo, un passo sopra le nuvole, ci sono tanti angioletti e che accendendo la nostra luce loro ci vedranno e ci saluteranno. Io sono una madre fortunata che questa sera con una semplice candela spera di insegnare  al suo bimbo un aspetto dell’amore e del rispetto.

Amiche accendete i vostri cuori, basta 1minuto per far illuminare una candela ma sarà 1minuto nella lunga luce del mondo!


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