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31 Ottobre: tutto ciò che c’è da sapere sulla festa di Halloween

Daniela

di Mamma Daniela

30 Ottobre 2010

Il termine  “Halloween” non ha origini Nord Americane, come erroneamente possiamo pensare, bensì ha antiche radici anglosassoni , e molto probabilmente deriva dalla frase  “All Hallows Eve” ( la notte di ognissanti ). Poiché nell’Irlanda celtica, questa data  coincideva con la fine dell’estate, la tradizione vuole che nella notte fra il 31 di ottobre e il 1° novembre gli antichi  Irlandesi, dopo aver spento tutti i fuochi, festeggiassero l’arrivo dell’inverno ( Samhain o Samhuin),  con una processione.
I membri di ciascuna famiglia  si recavano presso una collina, dove ai piedi di un grande fuoco  allestito dall’alto sacerdote dei Druidi (che la leggenda situa a Usinach,in Irlanda), accendevano le proprie torce.  Queste torce, alimentate dal fuoco sacro, venivano poi riportate nei villaggi dove sarebbero rimaste accese per tutto l’anno. Così dal tramonto del 31 ottobre all’alba del 1° novembre il mondo dei vivi diventava  possesso del mondo dei morti, il confine tra mondo terreno e ultraterreno spariva e gli spiriti si divertivano insieme agli uomini. E poiché vi era la convinzione che  i morti tornassero a trovare i loro cari, questi ultimi per accoglierli, lasciavano gli usci aperti e cibo pronto, per potersi saziare.

Le storie sono tante e varie, infatti un’altra leggenda narra che lo spirito di chi è morto durante l’anno torna indietro la notte del 31 ottobre in cerca di un corpo da possedere per l’anno successivo. E poiché secondo le antiche credenze in quella notte il mondo dei morti si fondeva con quello dei vivi, tutto era possibile. Di conseguenza i contadini dei villaggi, che non volevano essere posseduti, si organizzavano per respingerli, rendendo le loro case poco accoglienti e buie , spegnevano i fuochi nei camini e si mascheravano da mostri per apparire orribili,così conciati  gironzolavano tra le case per far scappare di paura tutti gli spiriti che si trovavano davanti. Racconti e leggende parlano di sacrifici umani, sembrerebbe che al crepuscolo venisse riacceso il fuoco per bruciare  coloro che erano ritenuti posseduti.

Più avanti questa festa  fu adottata anche dalla Chiesa per celebrare  i santi della tradizione cristiana, dando così origine alla festività di Ognissanti che tutti conosciamo. In questo modo l’antico rito pagano dei Celti viene assorbito dalle tradizioni locali. Infine dal 1800, quando gli Irlandesi  portarono le loro tradizioni di Halloween  in  America, la festività ha subito un evoluzione incredibile, tanto che ora è conosciuta e festeggiata a livello mondiale.

Dolcetto o Scherzetto?

La conosciamo tutti, è la tipica frase di minaccia che i bambini rivolgono alle persone ad Halloween, ed è uno dei simboli della festa.  Secondo la tradizione la frase  “trick-or-treat” (appunto dolcetto o scherzetto ), non ha origini Celtiche, ma deriva bensì da una pratica europea del nono secolo d.C., chiamata “souling”. Si narra che i primi cristiani, il 2 Novembre, vagassero di villaggio in villaggio, per elemosinare  un po’ di “pane d’anima” (soul cake) , un dolce  quadrato fatto  con uva sultanina. Più erano i dolci ricevuti , più preghiere promettevano per i parenti defunti dei donatori. A quell’epoca infatti si credeva che i morti rimanessero nel limbo (né paradiso,né inferno,una via di mezzo precaria) per un certo periodo dopo la morte e che le preghiere potessero rendere più veloce il passaggio in paradiso. In seguito sempre  secondo  la tradizione “souling,” , erano i bambini ad andare di porta in porta a chiedere un pezzo di torta, proprio come nel moderno trick-or-treat, in cambio anche loro dovevano pregare per i defunti.

Vi chiederete: Ma  in tutta questa storia fatta di culti religiosi e pagani, le zucche che ruolo hanno?

Secondo una leggenda Irlandese un  uomo di nome Jack, noto  malfattore e grande bevitore, in una notte di Ognissanti , mentre si recava al bar come sua consuetudine incontrò il  diavolo e insieme si recarono a bere. Per pagare la consumazione, Satana si trasformò in una moneta, e Jack lo chiuse velocemente nel borsellino. Il diavolo per farsi liberare, gli promise che non lo avrebbe più tentato per i successivi dieci anni. Allo scadere del tempo, il diavolo si presentò da Jack, questa volta sicuro di riuscire a rubare la sua anima, ma Jack lo ingannò ancora una volta  sfidandolo  a scalare un albero sulla cui corteccia incise una croce intrappolandolo tra i rami. Jack fece così un patto con il diavolo: se non lo avesse più indotto in tentazione lo avrebbe liberato. Quando Jack morì, gli venne impedito di entrare in paradiso a causa della cattiva condotta avuta in vita, ma gli venne negato l’ingresso anche all’inferno perché aveva ingannato il diavolo. Allora Satana gli porse un piccolo carbone ardente dell’inferno per illuminare la sua strada  nelle  tenebre che lo circondavano. Per fare durare più a lungo la fiamma Jack ebbe l’idea di scavare all’interno di  un grosso cavolo rapa e pose il tizzone  all’interno. Così in Irlanda il cavolo rapa  sistemata sulla finestra o davanti alla porta di casa, veniva usata per allontanare gli spiriti.

Quando gli Irlandesi , nel 1840 arrivarono negli USA, scoprirono che le rape americane erano piccole e scarseggiavano, ma che le zucche  non solo erano più grosse, ma anche più semplici da scavare e da reperire. Ecco perché ancora oggi  Jack-o-lantern è una zucca intagliata in modo da ricordare una faccia sogghignante , al cui interno è posata una lanterna.

Il perché del colore nero e arancio

I colori tradizionali di Halloween come ben sappiamo sono il nero e l’arancio , il nero perché è il colore usato da molte streghe, perchè oltre ad ostacolare  il maligno,assorbe e neutralizza le energie negative. E’ anche il colore sacro delle deità pagane che governano il mondo dei morti. L’ arancio invece riflette la natura agricola di Halloween, che risale alle epoche pre-Cristiane. E’ anche il colore delle zucche e delle foglie d’autunno. Questi due colori rappresentano la vera essenza di Halloween,con tutti i suoi miti e i suoi misteri.

Da qualche anno la festa di Halloween viene celebrata in ogni parte del mondo, ma non viene festeggiata  nello stesso modo in ogni paese:

Irlanda
E’ il luogo d’origine di Halloween, oggi viene celebrato con feste in strada, falò e fuochi d’artificio in tutto il paese.

Regno Unito
E’ una festa  sopratutto per i bambini, ma ci sono degli eventi per gli adulti ,che vale la pena citare: Uno è il London Ghost Festival che invita tutti ad esplorare i luoghi misteriosi e soprannaturali di Londra. Un altro è il Ghost Bus Tour,dove si possono visitare i luoghi più spaventosi della città  a bordo di un bizzarro mezzo.

Stati Uniti d’America
Oggi è il paese di Halloween per eccellenza! In america lo festeggiano tutti,il  “dolcetto o scherzetto”  è sulle labbra di ogni bambino,come le zucche-lanterna sono presenti in ogni casa. Svezia
Lo si festeggia solo da qualche anno. Sono tantissime le feste in maschera,ed eventi come il Ghost Walk di Stoccolma ( un giro per la città, che racconta storie di omicidi, e misteri insoluti).

Norvegia
Appare dopo il ’90, anche qui i bambini corrono di porta in porta con costumi spaventosi gridando “Dolcetto o scherzetto?”, mentre gli adulti, partecipano soprattutto a feste in maschera.

Tradizioni in Italia

Anche in Italia da qualche anno è diffusa l’usanza di festeggiare Halloween, così in questo giorno dell’anno Arlecchino e pulcinella spariscono per fare spazio a streghe e demoni. Ma non tutti sanno che anche in Italia esistono tradizioni, e leggende legate ad ognissanti. Eccone alcune:

In Friuli, ad esempio, c’è la credenza che nella notte di ognissanti i morti vadano in chiese fuori dall’abitato,per poi sparire  al canto del gallo.

In Valle d’Aosta, nella notte  fra l’1 e il 2 novembre, si usava vegliare davanti ai fuochi lasciando la tavola imbandita di cibo per i morti.

In Lombardia ci sono varie tradizioni. In alcuni paesi la notte del 2 novembre si metteva sul davanzale una zucca riempita di vino. Oppure alcuni dolci particolari come le ossa di morto,o il Topino Comacchiese, dolce a forma di topo.

Nella tradizione Piemontese, invece,a tavola si metteva un coperto in più per il defunto che tornava a visitare i vivi. In alcuni luoghi dopo cena, tutte le famiglie si recavano insieme al cimitero, lasciando le case vuote, perché così i morti potevano andare a rifocillarsi. Il ritorno alle case era poi annunciato dal suono delle campane, in questo modo i defunti potevano ritirarsi senza fastidi.

In Emilia Romagna vi era l’antica usanza per i poveri di andare di casa in casa a chiedere “la carita’ di murt”, ricevendo cibo per calmare le anime dei morti.

In Abruzzo, si decoravano le zucche, e i giovani del paese bussavano alle porte, chiedendo offerte per le anime dei defunti.

In Puglia, per esempio, veniva apparecchiata la tavola per i morti, i quali,sempre secondo la credenza popolare, rimanevano nelle case fino a Natale o alla Befana. Sempre in Puglia,in alcuni paesi si decorano le zucche, si accendono dei fuochi agli incroci e nelle piazze e si cucina alla brace,gli avanzi poi vengono messi da parte per i defunti.

In Calabria, era previsto un corteo  verso il cimitero, dove dopo le preghiere e le benedizioni, veniva imbandito un banchetto direttamente sulle tombe,e i visitatori erano tutti invitati.

In Sicilia, come in altre regioni del Sud, Ognissanti è vissuta come una festa, infatti vengono preparati dolci e doni per i bambini, e viene detto loro che provengono dai cari defunti. Più sono stati buoni più doni riceveranno.

In Sardegna, dopo la classica visita in cimitero, la tradizione vuole che la famiglia dopo cena non sparecchiasse la tavola, si lasciavano gli avanzi per gli spiriti che avrebbero fatto visita durante la notte. Secondo alcune credenze la mattina della festa i bambini poveri bussavano alle porte delle case, qualcuno dice che questo avvenisse invece prima della cena, e che gridassero “Morti, morti!”, e ricevevano dolci o denaro. Questa tradizione è ancora viva in alcune zone,ancora oggi  i bambini bussano alle porte urlando “is pannisceddas” (dolci di uva sultanina, mandorle, e vino cotto),e ricevono in cambio dolci e denaro.

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