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La diossina rende sterili le donne della provincia ionica

L'inquinamento mette a rischio le donne di Taranto

di Mariangela Saulino

26 Novembre 2012

Il Comitato “Taranto Lider” ha esposto una denuncia il fine di accertare i danni biologici che le donne di Taranto e provincia possano aver subito a seguito delle immissioni tossiche dell’area industriale.
Il Comitato ha presentato, in una conferenza stampa, la sua iniziativa, sottolineando lo stretto rapporto che è emerso dalle indagini tra l’endometriosi e le emissioni inquinanti.
Un approfondimento d’indagini ritenuto necessario anche dai consulenti che si erano occupati delle patologie tumorali provocate dall’inquinamento dell’Ilva.
L’endometriosi è una patologia che viene originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero in altri organi come ovaie, tube, vescica, intestino e che, oltre a provocare un violento dolore alle pelvi è accompagnato da una stanchezza cronica che rende difficile la vita sociale di chi ne è affetto.
“Taranto Lider” si è, quindi, rivolto a dei legali al fine di stilare una denuncia perché ritengono leso il diritto alla salute ed all’integrità psico fisica delle donne della zona.
Nella denuncia si fa riferimento non solo alle indagini dei periti nominati per l’Ilva ma anche ad uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità secondo il quale “la correlazione tra le diossine  e i composti diossina-simili e l’endometriosi è stata dimostrata finora su modelli animali, tanto che l’Oms nel 1998 e poi la Scientific Commitee on Food dell’Unione Europea nel 2000 hanno incluso l’endometriosi tra gli obiettivi sensibili all’esposizione a tali inquinanti, inoltre, nell’ambito del programma comunitario per l’identificazione delle sostanze che alterano il sistema endocrino, lo studio di questi contaminanti è stato indicato come prioritario”.
La conseguenza più importante dell’endometriosi è l’infertilità per cui le donne che abitano nel bacino di Taranto sono costrette nella maggior parte dei casi a far ricorso a stimolazioni ormonali e cicli di fecondazione assistita che però, secondo uno studio dell’Università di Bari, perdono efficacia in presenza della diossina.
Il Comitato, quindi, invita tutte le donne che abbiano questo tipo di problema, in possesso di cartelle cliniche, a sottoscrivere la denuncia che verrà depositata in Procura entro la prima settimana di dicembre.

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