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Concepimento: quanto sono fertile? Test di fertilità

DanielaBrancaccio

di Dott.ssa Daniela Brancaccio

31 Ottobre 2010

TEST DI FERTILITA’ FAI DA TE E DUBBI SULL’EFFETTIVA EFFICACIA

Molte donne iniziano tardi a mettere su famiglia al giorno d’oggi, per questo motivo aumentano la richiesta di test domestici che possano predire quanti anni fertili hanno ancora a disposizione prima della menopausa, o che semplicemente indichino loro se sono in grado di restare incinte o meno. In America tale pratica è molto diffusa ma da pochi anni sta prendendo piede anche qui in Italia. Essi funzionano controllando i segnalatori dell’età ovarica dal momento che la causa principale dell’età riproduttiva è quella ovarica.

Gli ormoni segnalatori dell’età ovarica ( FSH o AMH) sono in grado di prevedere l’età della menopausa e la possibilità di concepire con la riproduzione assistita, ma non sappiamo con certezza se possono predire anche la fertilità o la sterilità.

Di conseguenza, il metodo utilizzato per determinare la fertilità nei test fatti in casa potrebbe non essere il migliore per identificare quali donne avranno problemi nel restare incinte, secondo le nuove ricerche della University del North Carolina alla Chapel Hill School of Medicine.

Lo studio ha scoperto che le scorciatoie utilizzate da tali test della fertilità che misurano i livelli di una molecola chiamata ormone follicolo stimolante, indicano molte donne come sterili mentre in realtà esse possono avere figli naturalmente nel giro di pochi mesi o anni. Essi suggeriscono inoltre che tali test sono inutili, per una diagnosi di sterilità le donne certamente necessitano di ulteriori analisi.

Partendo dalla premessa che le donne che impiegano di più per restare incinte sono meno fertili di quelle che impiegano di meno, un progetto chiamato “Tempo di Concepire”, guidato da Steiner, assistente professore di ostetricia e ginecologia alla UNC ha analizzato 100 donne in età riproduttiva a rischio tra i 30 e i 45 anni. Ricreando le condizioni dei test di fertilità si è scoperto che un quarto delle donne aveva livelli anomali di FSH ed era perciò definita sterile, ma seguendole per altri sei mesi dopo il test si è notato che esse non avevano difficoltà a restare incinte.

“Ciò vuol dire che tali test rivelano si la sterilità ma noi dobbiamo definire univocamente dove arriva la scorciatoia che essi sfruttano” dice Steiner.

I ricercatori hanno poi scoperto che l’AMH ( ormone fratello dell’ FSH) era superiore nel predire la sterilità. Sicché un’ analisi che ne tenesse conto fornirebbe sicuramente un risultato più dettagliato della situazione.

Fonte: http://www.sciencedaily.com/releases/2010/10/101026153359.htm

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