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Giorgio Napolitano: fine mandato del Presidente della Repubblica

Il Presidente Napolitano e la moglie Clio nell'ultimo colloquio privato da Benedetto XVI. il settennato di Re Giorgio volge al termine

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

02 Marzo 2013

Sabato 23 febbraio il presidente Napolitano, con la moglie Clio, è stato ricevuto in udienza privata da Papa Benedetto XVI. Quasi un commiato, visto che ambedue rimetteranno a breve il proprio mandato. Per scelta il Pontefice, per forza il Presidente. Per forza perché un po’ anche lui per Ingravescentem etatem, un po’ perché le condizioni socio-politiche difficilmente prevedranno un secondo mandato, sebbene la costituzione non fa menzione del numero massimo di nomine.

 Giorgio Napolitano nasce a Napoli il 29 giugno 1925, ed è l’undicesimo Presidente della Repubblica italiana, in carica dal 2006. E’ il primo  membro del partito Comunista ad essere eletto alla più alta carica dello Stato.

Durante il suo mandato ha eletto quattro presidenti del Consiglio dei Ministri di cui uno tecnico, e si appresta ad eleggerne il quinto.

Prima della carica di Presidente della Repubblica aveva ricoperto il ruolo di Presidente della Camera, all’indomani dell’elezione di Scalfaro alla Presidenza della Repubblica, ed ancora Ministro dell’Interno nel Governo Prodi nel 1996.

Ha vissuto nel suo settennato diverse crisi politiche che hanno attraversato il nostro paese. La prima nel 2007 a seguito delle dimissioni dell’allora premier Romano Prodi. Ancora nel 2008 riceve sempre da Prodi ulteriori dimissioni a causa del voto di sfiducia al governo, causato dall’ uscita di Mastella dalla maggioranza. E infine nel novembre 2011 a seguito della sfiducia al governo Berlusconi. In quella data Napolitano nomina Mario Monti Primo Ministro per un governo tecnico, che si dimetterà a sua volta nel dicembre dello scorso anno.

Napolitano ha anche presieduto ad una serie di eventi come la finale del campionato mondiale di calcio all’Olympiastadion di Berlino nel 2006. Finale che decretò la vittoria della Nazionale italiana, proprio come avvenne nel 1992, quando a vedere l’Italia sugli spalti c’era il Presidente Pertini.

Ha assistito ad una serie di iniziative di ordine giudiziario in veste di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Come ad esempio le indagini del magistrato Woodcock o la cosiddetta guerra delle procure nel 2008, periodo in cui il giudice De Magistris indagava nell’inchiesta Why not.

Ha presieduto alle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia nel 2011.

Napolitano è stato un personaggio che ha destato nel corso di questi 7 anni sentimenti contrastanti.

Qualcuno lo accusa di essersi “autonominato” come in una Repubblica Presidenziale. Accusa mossa per avere fortemente manifestato contro le intercettazioni che lo volevano partecipe della trattativa stato-mafia durante discussioni telefoniche con Mancino, all’epoca delle stragi di Capaci e via D’amelio.

In molti altri lo accusano di essere stato più che un super partes, non un arbitro ma un giocatore ed essersi intromesso in decisioni tutte politiche sia in ambiti esteri (la guerra in Libia) che politici (le dimissioni di Berlusconi e la nomina di Monti) che economici (l’austerity suggerita da BCE e FMI era caldeggiata da Re Giorgio).

Altri ancora invece lo dipingono un “servitore” per non aver intralciato il cammino di leggi anticostituzionali.

Nel 2008 specialmente, quando Berlusconi torna a Palazzo Chigi ed emana una serie di provvedimenti ad personam come il Lodo Alfano che concede l’immunità alle più alte cariche dello stato. In quel caso il Presidente firmò il lodo che fu dichiarato una copia ciclostilata del precedente lodo Schifani, giudicato incostituzionale nel 2007. Successivamente Napolitano firma la legge sul legittimo impedimento causando le ire dell’opposizione, e anche di parte dell’opinione pubblica. E ancora appone la sua firma sulla legge per lo scudo fiscale e il rientro dei capitali dall’estero.

Ma tutti riconoscono in “Re Giorgio” una personalità di alta levatura morale ed etica.

Chi sarà il prossimo Presidente della Repubblica italiana? D’Alema, la Finocchiaro, Dario Fo, sponsorizzato da Grillo?

Tutto dipende dalla formazione di questo nuovo governo ovviamente. Anzi qualcuno pronostica che l’elezione del prossimo capo della Repubblica e una probabile legge elettorale saranno le uniche cose che il nuovo governo riuscirà a fare, a causa della sua vita brevissima, viste le ipotesi di maggioranze risicate.

O magari si sbagliano tutti e il prossimo governo resisterà al pari del prossimo Presidente della Repubblica. Allora non ci resta che aspettarne la nomina. Se fosse donna poi….

 

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