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Attentati in Afghanistan: soldato perde tre arti, dopo la riabilitazione si sposa e diventa papà

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

27 Febbraio 2013

soldato sopravvissuto in Afghanistan perde arti  Il mondo, soprattutto quello esposto sul web, molto spesso ci pone di fronte a delle storie che ci commuovono, ci fanno riflettere e ci consentono di apprezzare ancor più ciò che abbiamo perché, come spesso si è portati a dire, “c’è sempre qualcuno che sta peggio di te”.

Sovente ci ritroviamo impegnati in continue lotte giornaliere, piccole e grandi che siano, che ci portano a perdere di vista i nostri reali obiettivi, le nostre più grandi aspirazioni, sopprimendo la nostra forza di volontà e stritolando la nostra gioia di vivere.

Ci si limita a sopravvivere piuttosto che vivere …..

….. finchè non arriva “la scossa”, qualcosa di così potente in grado di scuotere i nostri sensi assopiti, capace di farci aprire gli occhi ed iniziare ad osservare, capire, pensare …..

Non posso vantare una grande esperienza di vita, non sono così avanti con l’età e quindi non posso permettermelo, ma nel mio piccolo ho anch’io dei momenti bui che molto spesso vengono illuminati dalle storie di vita vissuta che a volte mi ritrovo a leggere sul web.

soldato sopravvissuto in Afghanistan  La mia lettura odierna mi ha portato a conoscere la storia di un uomo definito un vero eroe britannico capace di “riprendersi” la propria vita nonostante il fato, se così volgiamo definirlo, gli abbia portato via 3 dei suoi quattro arti: il Caporale Andy Reid.

Per rendere pubblica la sua storia, Reid ha pensato di scrivere un libro intitolato “Standing Tall”, un volume che racconta la sua vita di uomo e di soldato prima e dopo l’incidente in Afghanistan, un racconto ripreso dal Daily Mail online che oggi ne riporta alcuni passi.

Andy Reid è di stanza nella provincia di Helmand, Afghanistan, militante con il grado di caporale nel 3° Battaglione del Reggimento Yorkshire, Sezione Comandante Fanteria. La sua vita subisce una brusca battuta d’arresto il 13 ottobre del 2009 quando, uscendo di pattuglia assieme ai suoi compagni, viene colpito da un ordigno esplosivo talebano.

soldato sopravvissuto in Afghanistan “Non ricordo nemmeno la sensazione di aver calpestato qualcosa. Tutto quello che ricordo è che un momento prima stavo seguendo Jamie cautamente lungo il terreno polveroso ed un momento dopo stavo girando in aria come un acrobata per poi schiantarmi di nuovo a terra con un tonfo nauseante……. Non sentivo dolore in quel momento …. le mie orecchie che fischiano con un sibilo acuto, ero senza fiato….. Ho allungato il collo verso il basso per vedere se riuscivo a vedere le mie gambe. Non ho potuto. Ho guardato al mio braccio destro. Non riuscivo a vederlo. Nella mia mano sinistra, il dito medio era appeso fuori.”

La scena dell’incidente, che tutti possiamo immaginare come più che cruenta, viene così descritta da colui che l’ha vissuta in prima persona, da colui che in pochi istanti si è reso conto che la sua vita era appesa ad un filo molto sottile.

Trasportato d’urgenza e ricoverato poi presso il Selly Oak Hospital di Birmingham, Reid subisce l’amputazione di entrambe le gambe e del braccio destro, mentre con un’altra operazione i medici riescono a recuperare la funzionalità del dito medio della mano sinistra.

Nel suo racconto il caporale non omette di certo i momenti di sconforto, i pianti, il forte rammarico di non essere morto in quell’incidente anzicchè ritornare a casa con un corpo martoriato e con “pezzi mancanti”. Momenti in cui la lucidità mentale lascia il passo alla disperazione, all’angoscia, ma soprattutto alla paura di non poter più avere una vita normale.

soldato sopravvissuto in Afghanistan  Momenti che, per fortuna, si rivelano essere momentanei e passeggeri, che lasciano il posto alla voglia di riprendersi la propria vita, dando a se stessi una seconda opportunità, ponendosi piccoli obiettivi alla volta:

“Sarebbe sbagliato far finta che non ci sono stati momenti in quei primi giorni, quando ho voluto che l’attentatore talebano fosse stato più bravo nel suo lavoro e mi avesse finito completamente….. Il mio primo obiettivo era la giornata della memoria, quando avrei dovuto ricongiungersi con i membri della mia pattuglia. Mi sentivo triste e colpevole che avrei dovuto lasciare i miei uomini prematuramente. Ero ancora il loro comandante …. I medici mi hanno detto che se volevo partecipare al servizio del Giorno della Memoria allora avrei dovuto dimostrare che potevo alzarmi e sedermi su una sedia a rotelle senza alcun aiuto. Era proprio la sfida che mi serviva”.

Trasferito al Centro di Riabilitazione di difesa a Headley Court, Reid riceve due protesi che gli consentono di riprende a camminare, operazione che riesce ad imparare in sole sei settimane di riabilitazione e che gli consente di partecipare, il 9 luglio del 2010, alla sfilata assieme ai suoi compagni.

Ma le sfide per l’eroe britannico non si concludono di certo!

Supportato dal grande amore e affetto dimostratogli, decide così di chiedere la mano alla fidanzata Claire che, contrariamente alle sue aspettative, non è “scappata” di fronte al suo incidente.

soldato sopravvissuto in Afghanistan  Qual è la particolarità, vi starete chiedendo: Reid decide di farle la proposta in vecchio stile, ovvero mettendosi in ginocchio!

“Avevo deciso che volevo chiedere a Claire di sposarmi. E volevo farlo correttamente, in ginocchio. Il problema era che avevo avuto solo un ginocchio e scendendo su di esso era difficile…. Per fare ciò avevo bisogno di una gamba che poteva flettere e lasciarmi spingere il mio corpo da terra. Le protesi alle gambe non sono realmente progettate per azioni da aspiranti fidanzati. Ma i fisioterapisti a Headley Court non si sono lasciati abbattere da questo semplice problema. E così il 7 agosto 2010, grazie al loro aiuto – ore di formazione per rafforzare i muscoli e migliorare il mio equilibrio – sono finalmente riuscito a formulare la domanda sul mio ginocchio come un vero Romeo.”

soldato sopravvissuto in Afghanistan Ed eccoci finalmente giunti al nostro tanto amato lieto fine: Andy Reid e la fidanzata Claire si sposano nel settembre del 2011 e il 30 novembre dell’anno successivo nasce il piccolo William.

“A Claire parlo spesso delle difficoltà che dobbiamo affrontare su come crescere una famiglia. A proposito di cose che non sarei mai in grado di fare, come buttare i miei figli in aria e riprenderli, o giocare con una palla nel parco….. Ma c’è molto che posso offrire come un padre. Come un amore familiare, buoni valori e un sacco di attenzione.”

 

Fonte: Daily Mail on-line

 

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