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Come svezzare il bambino: Autosvezzamento, alimentazione complementare a richiesta, un modo alternativo

di Mamma Giò

18 Novembre 2010

E’ pronta la pappa!! Tutti a tavola!! L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) consiglia l’introduzione di alimenti diversi dal latte solo dopo il raggiungimento dei 6 mesi, quando l’apparato digestivo del bambino matura pressoché completamente .

Spesso, con l’introduzione delle prime pappe nasce anche l’era degli sputi, degli aeroplanini,dei trenini carichi di, degli aum, del piattino rovesciato, minuziosamente preparato secondo le dosi e ingredienti della “ricettina magica” e dulcis in fundo nasce anche, ahimè, l’epoca  dei piatti ormai gelidi e delle mamme che vanno a riempire il bidoncino dell’indifferenziata.

E se provassimo ad immaginare cosa nostro figlio sceglierebbe di mangiare se sapesse esprimersi? Se gli offrissimo le cose genuine che mangiano mamma e papà?
Impossibile? Perchè No??!!

Dalle sue prime ore di vita non e’ stato sempre in grado di autoregolarsi staccandosi dal seno o dalla tettarella quando si sentiva sazio? Perché dovrebbe perdere questa sua naturale capacità con il passare del tempo?
Come in tutte le cose anche sull’introduzione dei primi alimenti nella dieta del bambino ci sono diverse scuole di pensiero una delle quali sostiene l’”Alimentazione complementare a richiesta” detta anche “Autosvezzamento” che prevede un’alimentazione”Libera”.

Il tempo ideale per questo passaggio sono i 6 mesi, a volte poco prima, in molti casi dopo. I 6 mesi sono riconosciuti, solo in linea di principio, come l’età in cui  si riuniscono le varie competenze necessarie (intestinali, motorie, psichiche) per l‘Autosvezzamento.
Mamma e papà non devono far altro che aggiungere un posto a tavola quando il bimbo e’ capace di stare seduto da solo  ed aspettare i suoi segnali di interessamento ed eccitamento verso i piatti colorati e diversi di ogni giorno; come un bambino non si forza affinché cammini o per farlo parlare … ugualmente non si dovrebbe forzare rispetto all’alimentazione!
Autosvezzamento vuol dire lasciare ad ogni cosa il suo tempo: il bambino allunga le mani per afferrare quello che avete nel piatto? Accontentatelo!
Ovviamente dovete inizialmente tritarlo grossolanamente,in seguito offrirglielo a pezzettini ,per poi passare ai pezzettoni. Quanto deve mangiare il piccolo? Quanto ne vuole. Cosa? Tutto. Fa male solo quello che fa male anche a noi “Grandi”!
L’unico vero compito di noi mamme e’ di imparare a cucinare rispettando quello che un’alimentazione corretta prevede: una cucina salutare povera di grassi ,senza eccessi di sale e di zucchero.

Qualcuna di voi  a questo punto starà sbarrando gli occhi sbigottita da ciò che  legge.
Niente di più vero! Studi e ricerche sono pronti a toglierci qualsiasi nostro dubbio, basta solo informarsi un pochino.Ed ecco le prime domande allarmanti: << Ma il sale non e’ sconsigliato nella dieta dei piccoli?>> … Povero Signor sale … che messo brutalmente alla porta,rientra dalla finestra vestito da vasettino ,come fosse una maschera di carnevale, facendosi chiamare cloruro di sodio.Mi fischiano le orecchie!
Qualche mamma starà pensando: << Ma esistono “Alimenti specifici per l’infanzia”che sono super controllati!>>
Io rispondo: << Scusate mamme,ma gli alimenti che portiamo ogni giorno sulla nostra tavola ,non subiscono gli stessi controlli? O ci sono controlli di serie A e controlli di serie B? Non credo! E guai se fosse così!
Ad una certa età nessuno scamperebbe a questi alimenti di seconda serie.Non esiste nessun adulto che si ciba esclusivamente di vasetti!
>>
Le orecchie continuano a fischiare.
Qualche altra mamma si starà chiedendo << Ma in caso di allergie come faccio a scoprire l’ingrediente incriminato se non mi attengo all’introduzione graduale? >>
Io rispondo: << Come si e’ sempre fatto … uguale e  preciso.;se nostro figlio avesse una reazione allergica scaveremmo e riproporremmo uno per volta gli ingredienti  contenuti nel nostro bel piatto di pastasciutta.>>
Non e’ certo l’introduzione tardiva di alimenti ritenuti potenzialmente allergizzanti  ad evitare eventuali allergie.
Ciò facendo, ovviamente, particolare attenzione ai casi di familiarità e ad iniziare sempre con dei piccolissimi assaggi soprattutto per quei pochissimi  alimenti che rientrano nella categoria a rischio allergie. Per tutto il resto perchè fasciarsi la testa prima di rompersela? Nostro figlio conosce perfettamente i sapori della nostra tavola, li ha prima assaporati attraverso il liquido amniotico e successivamente durante l’allattamento! Non resta che dargli fiducia!
Mamma Gio’ ed il piccolo A. hanno detto “si” all’Autosvezzamento!!

Una piccola nota autografa:
Quest’articolo non e’ frutto della pura fantasia di chi scrive, c’e’ un mondo da scoprire sull’Alimentazione  Complementare a richiesta, basta aggiornarsi.
Colgo l’occasione per consigliarvi un libro scritto da un noto Pediatra: Lucio Piermarini“Io Mi Svezzo Da Solo” Bonomi edizione. Parla per l’appunto del  bambino che viene messo al centro del sistema, non i genitori o il pediatra, ed il tutto e’raccontato in modo logico,originale e con un pizzico di autoironia.

Nota:

La particolarità di questo argomento rende necessaria una breve chiusa redazionale. Dal confronto con le redattrici (non autrici del testo) è emerso che non a tutti gli utenti potrebbe essere chiaro quanto segue:

Il racconto di mamma Giò è frutto di una personale esperienza di vita, narrata con trasporto e partecipazione. L’autosvezzamento normalmente non è consigliato dai pediatri che, diversamente, seguono un protocollo alimentare rigido e cadenzato.

Ogni genitore decide come crescere il proprio bimbo in autonomia e nessuna scelta è censurabile, purchè non sia dannosa per il piccolo. E’ sempre bene conoscere, informarsi e sapere, entrare negli argomenti anche avvantaggiandosi delle altrui esperienze. Ma è sempre meglio, quando si tratta di infanti, non decidere in autonomia, affidandosi piuttosto ai consigli ed alla guida del pediatra. Perciò sia chiaro a tutte le mamme che è sempre opportuno il confronto con il medico prima di ogni personale decisione.

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