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Favole per bambini, disegni da colorare: Il topo di campagna e il topo di città

Il topo di campagna e il topo di città: favola e disegni da colorare

di la matita di Gianna

09 Aprile 2013

il topo di campagna e il topo di città: favola e disegni da colorareIl topo di campagna e il topo di città

Favola scritta da Esopo

Lettutadatta a bambini di 24mesi+

Un giorno un topo di città andò a trovare il cugino che abitava in campagna. Il topo di campagna era di modi rozzi e semplici, ma adorava tanto suo cugino infatti lo accolse con un cordiale benvenuto.  Pane e formaggio e lardo e fagioli erano tutto ciò che possedeva e li offrì molto volentieri al cugino venuto dalla città.

Il topo di campagna e il topo di città FAVOLA

Il topo di città storse un po’ il naso e disse: “Non riesco proprio a capire, mio caro cugino, come tu riesca a tirare avanti con un cibo così misero, ma è ovvio che in campagna non si può sperar di meglio. Parti con me, ti porterò in città e ti farò vedere com’è che si vive. Dopo una settimana in città, ti meraviglierai di come hai potuto sopportare per così tanto tempo la vita in campagna!”.

Il topo di campagna accettò e detto fatto si incamminarono e a notte tarda, giunsero presso l’abitazione del topo di città.

Il topo di campagna e il topo di città FAVOLA

Ti va un rinfresco, dopo questo lungo viaggio?” domandò il topo di città al cugino, mentre lo conduceva in una enorme sala da pranzo. Qui vi erano i resti di un ricchissimo banchetto ed entrambi si misero subito a divorare delle enormi fette di torta, marmellate, dolci e tutto ciò che c’era di buono.

Quando ad un tratto si udirono dei latrati. “Che cos’è?” chiese il topo di campagna. “Oh, nulla, sono solo i cani di casa” rispose il cugino.  “Soltanto?” esclamò impaurito il topo di campagna.

E mentre il topo di campagna spiegava al cugino di non amare questa musica durante i pasti, la porta si spalancò ed entrarono due enormi cani. I due topi riuscirono a scappare e furono salvi per un pelo.

 favole

Addio, caro cugino” disse il  topo di campagna. “Ma come, già te ne vai?” domandò l’altro. “Certo!” replicò il topo di campagna: “Meglio mangiare lardo e fagioli in santa pace che dolci e marmellata nell’angoscia.

Morale: La serenità è un bene che non ha prezzo; non sempre la felicità è frutto di lussi e fasto, il più delle volte discende da cose semplici.

Testo redatto da mamma Giò, immagini della Matita di Gianna

 

 

 

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