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Bambini Piccoli Armati di Fucili e Pistole che Camminano per Strada, Succede in Italia (Guarda il Video Choc)

Bambini armati camminano indisturbati per strada

Federica Federico

di Federica Federico

05 Settembre 2013

bambino spara con arma da fuocoDove c’è miseria, povertà e dolore è semplice che si insinui il baco malvagio della criminalità.

L’indigenza impedisce di vivere con dignità, costringe ad una sopravvivenza forzata, fatta di stenti e privazioni.

Molto spesso la miseria si trasforma in abbandono e l’indigente abbandonato altro non è che il figlio dimenticato dalla sua Terra, ricusato da uno Stato che lo considera uno scarto improduttivo.

Quando lo Stato non c’è, è facile che alla porta dei miserabili bussi la malavita organizzata.

La criminalità organizzata è un parastato, un’alternativa illegale all’assistenzialismo statale, al lavoro e quindi alla sopravvivenza ed alla vita.

Questo accade nelle bidonville di Rio de Janeiro ma succede pure a Napoli. Nella bella Napoli accade dietro i quartieri “per bene”; accade nelle vie lontane dal lungomare pedonale e distanti dai monumenti storici che dovrebbero dare lustro alla città; accade dove le strade si fanno vicoli e l’asfalto si apre in voragini che diventano pozze d’acqua putrida mentre sullo sfondo cumuli enormi di detriti abbandonati invadono i marciapiedi.

La criminalità affascina quei miserabili sulla cui pelle bruciano le ferite di una terra martoriata … terra che lo Stato finge di non poter curare.

Ed è semplice affascinare chi non ha nulla: niente da perdere e nessun futuro a cui aspirare.

Gli abbandonati sono disposti a tutto e persino a vendere i propri figli. A Napoli è alto e vivo l’allarme sulla prostituzione minorile e l’allerta sullo sfruttamento dei minori nei traffici di armi e stupefacenti.

Il CorrieredellaSera.it  ha appena pubblicato un video choc che denuncia come la camorra armi i minori nell’intento di costruire un esercito di delinquenti sempre più giovani e sempre più spietati.

Tre sono i punti nodali del dramma dei minori “abbandonati alla camorra” nel napoletano:

1 – innanzitutto esiste una larga fetta di minori disadattati che vengono materialmente affidati alla camorra dalle famiglie.

Questi bambini provengono dal bacino della disperazione napoletana, sono i figli

Dove c’è miseria, povertà e dolore

dei miserabili dimenticati dallo Stato, nullatenenti e nullafacenti. Le famiglie di questi minori vendono la fanciullezza dei bambini al migliore offerente e lo fanno mossi dal bisogno di sostenere la vita materiale di famiglie anche numerose o numerosissime.

2- la camorra va letteralmente alla ricerca di manovalanza minorile. I bambini sono convenienti: costano meno degli adulti; non hanno affinato ancora il senso del pericolo e perciò sono disposti a correre rischi più alti; godono di “sconti di pena e di immunità” determinate dalla minore età per cui gli adulti ritengono che possa essere vantaggioso caricare i bambini di responsabilità morali che su un adulto diventerebbero penalmente più rilevanti e stringenti.

Ovviamente il discorso relativo al rapporto tra moralità e crescita non sfiora né la mente né il cuore dei camorristi.

3- lo Stato, per quanto teoricamente garantista ed assistenzialista, ha smesso di pulire le strade e, allo stesso tempo ed allo stesso modo, ha rinunciato a controllare in maniera capillare il territorio cittadino.

Il video choc del Corriere della Sera ricorda la Gomorra di Saviano ed è terribilmente vero come vere sono tante storie di malavita raccontate dai pentiti, dalle vittime, dalla stampa di nicchia e dalle associazioni anticamorra … resta aperta però sempre la stessa drammatica domanda: “Lo Stato dov’è?

E lo Stato che dovrebbe esserci ed intervenire non può essere solo quello d’assalto: la polizia, i carabinieri e la magistratura rappresentano le forze dello stato cosiddetto repressivo.

A Napoli, e contro la malavita in generale, occorre uno Stato costruttivo capace di creare futuro.

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