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La famiglia che vive come nel 1986 [Video]

Ad aprile scorso è successo qualcosa in questa famiglia che ha portato il papà a decidere che da allora in poi avrebbero vissuto come nel 1986

di Fabiana Cipro

10 Settembre 2013

La famiglia McMillan al completo

Se hai bisogno di sapere chi era il primo ministro nel 1960 e sei disposto ad aspettare 10 minuti per la risposta, Blair McMillan è l’uomo giusto per dirtelo. Lui passerà questo lasso di tempo sfogliando un volume della sua enciclopedia, che gli ha donato un’anima smarrita che probabilmente si è chiesta perché il 26enne, padre di due bimbi, non poteva semplicemente connettersi ad Internet. Il fatto è che Blair e la sua compagna Morgan, 27 anni, stanno facendo finta di essere nel 1986. Perché? Il motivo è molto semplice: lo stanno facendo perché i loro figli Trey, 5 anni, e Denton, 2 – non si perdano la loro infanzia giocando con l’iPhone e l’iPad dei loro genitori ma stiano invece in cortile a calciare un pallone.

Ecco perché nella loro casa è vietata qualsiasi tecnologia nata dopo il 1986, anno di nascita della coppia. Niente computer, niente tablet, niente smartphone, niente macchine da caffè a cialde, senza internet, senza cavi, e – dal punto di vista di molte persone Tecno-dipendenti – senza vita. “Vogliamo vivere così insieme ai nostri figli, allo stesso modo in cui stavamo noi, per un anno solo per vedere cosa si prova”, ha detto Blair. Fanno i loro versamenti di persona invece che on-line. Usano la macchina fotografica con i rullini, invece di usare una fotocamera digitale per immortalare le buffonate dei loro figli.

A casa della famiglia McMillan tutto è rigorosamente precedente al 1986

Recentemente hanno fatto un viaggio attraverso gli Stati Uniti con mappe cartacee e hanno intrattenuto i loro bambini urlanti con libri da colorare, le macchine che hanno incontrato sul loro percorso avevano televisori integrati nei poggiatesta e lattanti seduti nei sedili posteriori. Il loro piano è quello di continuare a vivere come se fosse il 1986 fino ad aprile 2014. L’unica eccezione al loro stile di vita degli anni ’80 e l’auto, che è una Kia del 2010 ma non dotata di GPS. Il Toronto Sun ha passato tre ore a Guelph, a casa dei McMillan, calandosi nel loro stile di vita così drasticamente diverso.

Blair gioca all'aria aperta con i suoi figli e non gli permette di 'ammuffire' in casa giocando con l'iPad

Invece di una tv da 60 pollici, nel salotto minimamente arredato – che si presenta l’esposizione di un negozio vintage – c’è una grande finestra centrale che si affaccia sul quartiere verdeggiante. Una mensola accoglie i libri e un lettore di cassette rosa è posto sulla cima di un tronco di legno. C’è una TV di quelle antiche, con il mobile di legno, e una vecchia consolle Nintendo nel seminterrato. Uno dei figli di Blair gioca al suo videogioco preferito: Super Mario. “E ‘strano“, ha detto Blair. “Ci si sente come se stessimo davvero tornando indietro nel tempo“. In un paese come il Canada dove le statistiche dicono che otto famiglie su 10 hanno l’accesso a Internet, è praticamente come entrare in una macchina del tempo.

Pienamente calato nel vivere il ruolo di un uomo degli anni 80, Blair veste anche come all’epoca. Il suo fiore all’occhiello? Capelli lunghi e un paio di baffi folti. La famiglia ha iniziato ad evitare la tecnologia dopo che l’uomo ha chiesto al figlio Trey di unirsi a lui per giocare fuori. Purtroppo, Trey ha scelto di continuare a strisciare le sue piccole dita sull’iPad di papà e, facendolo, senza volerlo, ha condannato la sua famiglia per un anno a far finta che non siamo nel 2013. “Questo mi ha colpito molto, perché quando ero un bambino, ho vissuto fuori casa a giocare ed ero felicissimo quando riuscivo a strappare il permesso di uscire ai miei genitori“, ha detto Blair.

Niente navigatore satellitare, Blair si affida alle vecchie cartine stradali

Morgan, che ammette di aver pensato che il suo compagno è/era “pazzo”, ora divora libri per passare il tempo e usa un computer solo sul posto di lavoro. Lei giura che non ha mai tradito il patto di famiglia. “Mi ricordo il giorno prima di iniziare a vivere così, ero un relitto e mi sono detta: ‘Non posso credere che devo cancellare il mio account Facebook!’“, spiega la 27enne sorridendo. Lei ha letto circa 15 libri dall’inizio della ‘sfida’. Ha anche sperimentato una forma di ‘dipendenza’ i primi giorni dopo aver lasciato il suo cellulare. “La cosa più strana, è che senza avere il cellulare sentivo la mia tasca vibrare e la controllavo“. Le ci sono volute settimane per scacciare la sensazione che qualcuno chiamasse o mandasse messaggi.

Blair e Morgan finiranno questa esperienza ad aprile del 2014, chissà quale delle 'due vite' apprezzeranno di più....

E’ così bello poter uscire senza che nessuno può interromperti con una telefonata“, ha detto Blair. Ma se lui avesse assolutamente bisogno di parlare con i suoi figli o sua moglie? “Se qualcosa succederà, vedrò al momento“, ha continuato l’uomo con una scrollata di spalle. La coppia ha anche rifiutato di guardare le foto del loro nipotino appena nato, che sono sull’iPhone di un parente. In questo modo avrebbero violato le regole. Hanno preferito aspettare di vedere il loro nipote “dal vivo e di persona.

Tuttavia, lo stile di vita eccentrico gli ha fatto pagare pedaggio sulla vita professionale. Blair ha perso un socio perché lui insisteva per lavorare la vecchia maniera. “Posso inviare fax, questo è il meglio che posso fare, ma voglio conoscere la gente di persona, voglio vederla, voglio sedermi e parlare con loro“, ha detto.

Il cambiamento è stato un bene per lo spirito della loro famiglia così, ha detto Morgan. “Siamo molto vicini, e parliamo molto di più tra noi“.

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