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Dislessia: eBook e Tablet un Aiuto per Leggere

Dislessia: Leggere risulta meno impegnativo su dispositivi quali e-reader, table e smartphone

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

20 Settembre 2013

Dislessia La dislessia è classificata come un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) e rappresenta la difficoltà che alcuni bambini possono avere nel leggere e scrivere in modo corretto e scorrevole.

I soggetti affetti da dislessia non risultano essere meno intelligenti dei soggetti così detti “normali, semplicemente dimostrano un mirato deficit correlato ad una particolare abilità scolastica quale la lettura, il calcolo o la scrittura.

In sostanza, chi soffre di questo disturbo ha un maggiore calo dell’attenzione e una più accresciuta difficoltà nel riuscire a concentrarsi sulle parole che sta leggendo o scrivendo.

Secondo uno studio svolto da un gruppo di ricercatori americani del Science Education Center situato presso l’ Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics,  la cui sede principale si trova a Cambridge, nel Massachusetts, la difficoltà di concentrazione sarebbe dovuta alla lunghezza delle righe e al numero di parole in esse contenute.

Dislessia Per giungere a tale conclusione, resa nota attraverso la pubblicazione dello studio sulla rivista scientifica PLoS ONE, i ricercatori hanno effettuato alcuni test su circa 100 bambini dislessici, suddivisi in diversi gruppi: ad alcuni di loro è stato affidato l’incarico di leggere sui classici dispositivi cartacei, come può esserlo un libro di testo, mentre ad altri è stato chiesto di leggere su dispositivi tecnologici quali eBook o e-reader.

Quest’ultimo gruppo è riuscito a portare a termine il proprio compito con minori difficoltà perché, secondo quanto dichiarato dai ricercatori, minore è il numero di parole presenti in un rigo, circa 5, maggiore è la velocità di apprendimento e lettura dei soggetti.

Dislessia Il team leader, il Dr Matthew Schneps, in un’intervista rilasciata alla BBC News, ha dichiarato:

“La cosa più importante, il fattore chiave che risulta essere più vantaggioso, è che ci siano poche parole per ogni rigo. Noi pensiamo che questo potrebbe essere applicato su carta stampata, sulla lavagna o su qualsiasi altro dispositivo”.

Per avallare la sua tesi inoltre, Schneps invita ad effettuare una prova: quando il soggetto mostra difficoltà nella lettura, provare ad ingrandire i caratteri del testo presente su un piccolo dispositivo, quale tablet o smartphone, e vedere se il suo compito risulta più agevolato quando nel rigo compaiono il minor numero di parole.

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