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1.000 Pedofili Smascherati in Rete da Questa Bambina (Video)

La "Bambina" protagonista di un' operazione per assicurare i pedofili alla giustizia

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

06 Novembre 2013

pedofili in rete

Si chiama Sweetie, ha dieci anni ed è Filippina.

La puoi incontrare in rete, in chat dove è facile fare incontri. La paghi, è lei è pronta al turismo hot on-line.

Fortunatamente però Sweetie non esiste.

E’ una realtà virtuale creata dall’associazione olandese Terre des Hommes, che da anni si occupa della salvaguardia dei diritti dell’infanzia.

L’associazione ha così creato questa “ragazzina virtuale” di 10 anni e l’ha posta in chat, in un’operazione volta a smascherare possibili pedofili.

Per due mesi e mezzo I volontari dell’associazione si presentavano come questa ragazzina in chat, e I risultati non sono tardati ad arrivare.

Sweetie è stata approcciata da oltre 20.000 utenti di 71 paesi

Hans Guyt, direttore dello speciale progetto di TDH ha commentato durante la conferenza stampa tenutasi a L’Aia:

E’ stato come una valanga: dal momento in cui ci siamo connessi, siamo stati travolti da richieste. Se non interveniamo questo fenomeno potrebbe essere incontrollato e incontrollabile.

Le prestazioni intime virtuali consumate con minori – che normalmente coinvolge uomini occidentali che pagano ragazzini e bambini di zone disagiate e povere del mondo – sono una vera e propria industria, e deve essere fermata. Non è ancora troppo tardi, questo potrebbe essere uno scenario, che frutta miliardi di dollari a gang criminali”.

Poi racconta l’esperienza con Sweetie.

Immediatamente dopo l’accesso a queste chat pubbliche Sweetie ha ricevuto migliaia di richieste di contatto: gente con pseudonimi che nonostante la chiara identità di una decenne continuava e richiedere un suo contatto.

Poi Sweetie chiedeva: “Cosa vuoi vedere?

E dall’altro lato della webcam: “Te.”

Sweetie: “Quanto paghi?”

“Ti voglio vedere svestita”

La contrattazione si chiudeva con un pagamento di 20 dollari da trasferire sempre su conti on-line.

Con questo metodo Terre Des Hommes è riuscita ad identificare oltre mille utenti, non identificati sui media, le cui generalità sono state consegnate all’Interpol.

Guyt continua in conferenza stampa, e sostiene che non è necessario avere ancora leggi in materia, è invece necessario che le persone identificate (spesso anche facilmente, come hanno dimostrato) vengano perseguite a termini di legge, e condannate.

L’associazione da anni si occupa di combattere la prostituzione minorile nel sud est asiatico, e conosce bene le dinamiche del turismo hot in questi paesi: ragazzine di nove, dieci anni, che si appostano in bar e ristoranti, turisti occidentali pronti a pagare pochi spiccioli per stare con loro.

E oggi, poi, con l’avvento di internet, non è neanche necessario spostarsi da casa.

Spesso queste baby prostitute, come è successo di recente anche in Italia, sono spinte dalla famiglia, gente che versa non solo in gravi condizioni economiche, ma in condizioni socio-culturali di esistenza aberranti.

Con questa operazione Terre Des Hommes ha voluto dare una rilevanza e una conoscenza ad una ampissima udienza, quella della rete.

Che tutti siano sensibilizzati al problema della baby prostituzione, della pedo-pornografia e delle insidie che la rete nasconde.

Per questo l’associazione ha anche postato un video su Youtube, e una petizione per tentare di fermare questo fenomeno. Noi ve lo proponiamo, affinchè tutti possano fare il loro piccolo passo in direzione della salvaguardia dei diritti dei bambini.

 

Fonte: terredeshommes.it

 

 

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