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Terribile Scoperta: Questa Giovane Donna Non Potrà Mai Avere Rapporti

Jacqui è apparentemente una donna ... ma mai potrà avere una vita intima 'normale'

Gioela Saga

di Gioela Saga

17 Novembre 2013

sindrome di Mayer-Rokitansky-Kuster-Hauser (MRKH) per 17enne

Jacqui Beck, adesso diciannovenne, presenta una rara malattia: la sindrome di Mayer-Rokitansky-Kuster-Hauser (MRKH) che colpisce il sistema riproduttivo.

Questa anomalia è caratterizzata da aplasia, cioè un mancato sviluppo congenito del tessuto dell’utero e della porzione superiore (2/3) dell’organo genitale femminile. Altri caratteri intimi secondari sono invece normalmente presenti.

MRKH per una ragazza inglese di 17 anniApparentemente sono donne dall’aspetto assolutamente normale ma ben 5000 donne solo nel Regno Unito sono colpite da questa sindrome.

Per un lungo periodo, è stata considerata un’anomalia sporadica, ma un crescente numero di casi familiari oggi suggerisce un’ipotesi genetica.

Jacqui ha scoperto di esserne affetta all’età di 17 anni, solo dopo che si è presentata al pronto soccorso con un forte mal di schiena e ha menzionato superficialmente che non aveva avuto ancora il menarca, cioè la prima comparsa delle mestruazioni.

Alcuni accertamenti hanno subito rivelato la sua condizione e, dove dovrebbe esserci l’organo riproduttivo esterno, Jacqui presenta solo una piccolo fossetta, che le impedisce, in assoluto, di avere anche rapporti o di poter un giorno avere un figlio. Superficialmente non è molto diversa dalla conformazione fisiologica, ecco perché, né lei né i suoi genitori, si erano accorti prima di questo fatto.

Quando Jacqui ha saputo della sua malformazione si è sentita un mostro, mortificata ed imbarazzata indicibilmente.

Jacqui Beck scopre di non avere la vagina

“Non mi ero mai considerata diversa dalle altre, ero scioccata, non potevo credere alle mie orecchie, non pensavo neppure potesse esistere una situazione del genere.” “Mi sentivo così male che no ho avuto neppur il coraggio di chiamare mia madre e le ho scritto una mail.”

“Ero sicura che i dottori si fossero sbagliati ma poi piano, piano tutto cominciava ad avere un senso, anche il fatto che non avevo mai avuto le mestruazioni. Ero disperata al pensiero che non avrei mai avuto la gioia di poter dare alla luce un bambino, essere incinta, poter avere il ciclo come tutte le altre.” “Non mi sentivo più una donna.”

terribile scoperta di una ragazza di 17 anniEppure dopo un primo momento di scoraggiamento e comprensibile frustrazione, Jacqui ha pensato agli aspetti “positivi” pensando che non avrebbe avuto problemi di assorbenti, crampi, pap-test, strisci vaginali e candelette e anche la decisione di avere rapporti sarebbe sicuramente stata più ponderata perché significava parlare della sua anomalia e confidarla solo alla persona davvero giusta per lei.

Su questo Jacqui è assolutamente convinta: “ Voglio che il mio compagno, quando sarà, sappia subito della mia condizione, se mi ama resterà.”

Supportata dalla mamma, Jacqui si sta sottoponendo ad alcuni trattamenti presso un ospedale di Londra per dilatare il suo canale vaginale e se ciò non funzionasse potrebbe anche sottoporsi ad un’operazione.

In ospedale ha potuto conoscere e restare in contatto con altre donne nella stessa situazione e questa condivisione è stata molto importante, per sentirsi meno sola e avere la speranza di avere una vita sessuale normale come altre, nel frattempo, sono riuscite a fare.

scopre di non avere la vagina e l'uteroIl discorso di poter avere figli, invece, è senz’altro più complesso e Jacqui è consapevole che dovrà probabilmente ricorrere all’adozione. Per ora è giovane e non le pesa il pensiero di non avere figli suoi, in ogni caso pensa di averlo scoperto abbastanza in tempo per potersi abituare all’idea e non farsi illusioni.

Inizialmente ha voluto parlarne solo a poche intime amiche ma ora ha deciso di venire allo scoperto perché è una condizione anomala ma che non può e non deve condizionare le sue relazioni, anzi, conoscerla e rendere la gente più consapevole che esista, la farà senz’altro sentire più “normale”.

“Mi sono stupita della reazione positiva della gente, mi dicono che sono stata coraggiosa e, a saperlo, forse avrei fatto bene a dirlo subito fin da quando l’ho scoperto.”

Fonte: http://www.dailymail.co.uk

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