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Corsi Preparto Quando Cominciare

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

29 Novembre 2013

La nascita di un bambino è un evento bellissimo e naturale: il corpo della madre in nove mesi di gravidanza si trasforma e si modifica per accogliere una nuova vita,  e il momento del parto conclude questo processo. Ma se la gravidanza, e di conseguenza il parto sono così naturali perché allora si dovrebbe seguire un corso pre-parto?

Non è naturale che il corpo si prepari a questo evento? Il travaglio, le contrazioni, la dilatazione, non bastano già a far “sentire” alla donna come partorire?

In effetti tutto questo è vero, ma, soprattutto oggi, seguire un corso di preparazione a questo evento naturale, è soprattutto un modo di condividere esperienze, scambiarsi impressioni, comunicare agli altri e con gli altri. E liberarsi di ansie e paure, già solo questo riduce lo stress che è legato al parto.

Oggi il parto è diventato quasi un intervento ospedaliero, troppo “medicalizzato” dalle mamme stesse, e dagli esperti, che inducono a sempre maggiori controlli, analisi, screening e quant’altro.

Ed è proprio durante un corso di preparazione che si può riconciliarsi” invece con tutta una serie di ritmi e sensazioni, che possono aiutare la futura mamma ad accompagnare il suo corpo, vivendo questi momenti con maggiore preparazione, appunto.

In genere infatti la prima cosa che si insegna alle donne nei corsi pre-parto è il rilassamento, la respirazione, la capacità di concentrazione.

Soprattutto nelle primipare l’ansia e il timore del dolore possono suscitare una preoccupazione sovrastimata: anche il controllo dell’ansia è una delle tecniche che in genere viene spiegata durante un corso. E anche il solo frequentare un corso già dà alla futura mamma una sensazione di positività, di rassicurazione.

Il momento migliore per iniziare un corso è soggettivo, da donna a donna, ma anche da struttura a struttura.

Alcuni ospedali cominciano i corsi dal sesto mese, altri dal settimo, in altri ancora ci si prepara durante le ultime nove settimane.

Importante però, se si decide di partecipare al corso, è iscriversi per tempo: spesso infatti le strutture che organizzano corsi preparatori al parto sono a numero chiuso, ed è bene aderire con largo anticippo per evitare di rimanere escluse.

Mamme che volete frequentare un corso, ricordate: per quante regole vi possano insegnare, per quante tecniche possiate apprendere, in realtà tutto potrebbe risultare vano in sala parto!

Perché ogni parto non segue regole prescritte, perché ognuno sarà diverso, e spesso gli eventi non sono programmabili.

Un buon corso infatti dovrebbe ambire ad insegnare principalmente di assecondare le situazioni che possono venirsi a creare: accettare che il protagonista sia l’utero e ci si uniformi ai suoi ritmi e le sue necessità.

Percepire la propria respirazione, ascoltare i movimenti del proprio corpo, conoscere parti fisihce che non si immaginava di possedere, acquisire consapevolezza della propria fisicità. Questa è la reale finalità che dovrebbe prefiggersi un buon corso di preparazione.

Poi ecco qualche tecnica che può essere insegnata

  • Training autogeno.

E’ una tecnica di respirazione e autosuggestione che tende ad alleviare la tensione sia fisica che mentale.

Il training autogeno serve per abituare il corpo a reagire ad ogni fase del parto, applicando una corretta respirazione già dalle prime contrazioni, e può in certi casi ridurre sia la durata del travaglio sia il dolore durante il parto..

  • Stretching

Allungare i muscoli, ossigenarli, è una tecnica utilizzata anche dagli sportivi. Lo stretching aiuta a raggiungere un maggiore relax, e un migliore successivo lavoro di tutto il corpo.

Anche nello stretching la respirazione è fondamentale: la donna infatti impara a prendere fiato e ad espirare nei momenti corretti, per aiutare il movimento muscolare.

Lo stretching aiuta maggiormente nel parto attivo, nel quale cioè è permesso alla partoriente di trovare una sua posizione consona al parto: riduce il dolore causato da posizioni viziate o da crampi o mal di schiena.

  • Metodo Lamaze.

Metodo dall’omonimo medico francese che propone una respirazione particolare per contrastare naturalmente il dolore del parto e l’atteggiamento negativo che influisce nel dolore.

Si insegna dunque ad abbinare un tipo di respirazione ad ogni contrazione, fino all’inizio della dilatazione uterina.

Oltre alle tecniche di respirazione vengono poi fornite una serie di indicazioni teoriche circa l’anatomia e la fisiologia della gravidanza.

  • Yoga

Lo yoga è una disciplina che ha origine in India, oramai diffusasi in tutte le parti del mondo, anzi molto apprezzata proprio in occidente.

Anche nello yoga la parte principale delle tecniche di rilassamento e concentrazione è affidata alla respirazione.

Attraverso la respirazione si recupera l’energia e si sperimenta una sorta di “pace interiore”.

E’ importante per imparare lo yoga, un buon insegnante, che trasmetta i fondamenti della disciplina e insegni ad ascoltare i ritmi del proprio corpo (battito cardiaco, respiro) con costanza e molta pratica.

Per praticare gli esercizi di yoga è sufficiente, una volta appresa la tecnica, anche un luogo calmo e isolato di casa, per continuare gli esercizi e imparare il controllo del proprio corpo.

  • Corso pre-parto in acqua

Molte sono ormai le strutture che prevedono un corso di preparazione al parto in acqua. Il corso si svolge in piscine attrezzate appositamente per accogliere le gestanti: l’acqua ha temperatura tra i 29 e i 32 °, le vasche sono adatte per esercizi che prevedono sia appoggio che lavori in sospensione, e sono anche fornite di galleggianti e ausili per la futura mamma.

Al corso è presente sia un’ostetrica che un insegnante di nuoto, e anche in questo caso vengono insegnati sia esercizi per allenare specifici distretti muscolari che tecniche di respirazione.

Principalmente però ricordate che la cosa da tenere a mente una volta terminato il corso pre-parto, è ascoltare il proprio corpo ed assecondare gli eventi.

 

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