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Notizia Choc: Bambino Disabile dato in Adozione ad un Pedofilo

Bambino Disabile di 10 anni dato in Adozione ad un Pedofilo, com'è possibile?

Federica Federico

di Federica Federico

03 Dicembre 2013

bambino disabile

Un bambino disabile verrà legalmente adottato da un pedofilo.

Questa la notizia choc che arriva dalla Svezia e, rimbalzando in rete, sconvolge tutta l’Europa:

Un uomo svedese, condannato per molteplici reati economico finanziari nonché per un grave reato a sfondo ‘intimo’ e perpetrato a danno di minore, sta per adottare legalmente e col benestare della autorità un bambino affetto da una malattia fortemente invalidante.  

Dinnanzi a questa notizia scioccante, tutti si chiedono come ciò possa accadere. In base a quale principio di logica legislativa e morale si può  soprassedere sul fatto che l’uomo in questione è stato il protagonista crudele di due reati di pedofilia?

I fatti sono amaramente veri, li racconta il giornale online Helsingborgs Dagblad.

L’uomo protagonista di questa vicenda e il ragazzo disabile che dovrebbe adottare hanno un legame ‘familiare’: il ‘pedofilo’ nel 2009 ha sposato la madre del bambino. La donna è recentemente scomparsa lasciando il suo piccolo orfano. E a fronte della morte della mamma, ovviamente, si è legalmente aperta la questione dell’affidamento, della tutela e della cura del figlioletto piccolo, di appena 10 anni, e per di più diversamente abile.

Pare che l’uomo abbia fatto leva proprio sul ‘vincolo familiare’ appena descritto.

Tuttavia questo ‘padre’ ha almeno tre nei:

  1. È stato un padre poco presente, non fosse altro che per il fatto di avere speso un lungo periodo della sua vita familiare in carcere: ha sposato la madre del ragazzo nel 2009 e hanno iniziato una famiglia con questo figlio sfortunato ma il neopapà dall’aprile del 2011 all’ottobre del 2012 è stato recluso in una struttura penitenziaria. Tra il 2012 e il 2013 è ritornato in carcere, l’ultimo soggiorno in un penitenziario si è concluso nella scorsa primavera e pedofiliatornando a casa avrebbe portato con sé una cavigliera da sorvegliato speciale (ha, cioè, indossato le cosiddette cavigliere elettroniche di sorveglianza).
  2. L’uomo che si candida a divenire padre adottivo ha collezionato condanne per un totale di 90 reati e ha scontato quattro pene detentive. Sebbene i reati siano quasi esclusivamente reati economici, una delle 90 condanne è certamente un reato contro la persona e nello specifico un reato ‘intimo’ contro un altro bambino: l’uomo ha commesso un abuso sessuale nel 2004 e per questo è stato condannato. Inoltre questo stesso aspirante papà è stato sospettato di un ulteriore violenza ai danni di un quattordicenne.
  3. A fronte della condanna suddetta e dei sospetti caduti sull’uomo, nel 2007 le autorità hanno disposto su questa persona una valutazione del rischio di reiterazione di ‘reati intimi contro i bambini’. La valutazione, condotta da professionisti esperti ha concluso che l’uomo era a rischio di reiterazione dei reati ‘intimi’ e le vittime probabili erano minori (la fonte giornalistica parla di ‘ragazze minori’). Al fine di ‘proteggere i bambini’ la consulenza medica si concludeva consigliando per l’uomo un percorso di cura ovvero una terapia.

Malgrado ciò, malgrado la condanna per un reato contro un bambino, malgrado i  molteplici errori commessi dall’uomo e malgrado la perizia medica, oggi le autorità decidono di autorizzare quest’uomo ad adottare un bambino.

Il bambino di cui si tratta è, e questo è un dato non trascurabile, un cucciolo diversamente abile che a quanto pare, a causa della sua patologia, nemmeno può deporre per esprimere la sua opinione sull’aspirante papà.

La denuncia della situazione sarebbe partita dalla direttrice dei servizi sociali locali e la speranza è che la rete diffondendo a livello mondiale la notizia stimoli le autorità competenti a prendere più seri provvedimenti.

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