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L’ Epifania: Tradizioni e Leggende del 6 Gennaio

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

03 Gennaio 2014

L’Epifania è una festa tra le più onorate dal mondo religioso, cattolico e non solo.

“Epifania” deriva dal termine greco che significa “manifestazione”, apparizione, venuta.

E’ considerata la Natività, la prima manifestazione di Gesù Cristo.

E’ il giorno nel quale i Re Magi, sovrani persiani, arrivano in visita al Cristo Redentore.

Nella chiesa ortodossa invece nel giorno della Teofania si celebra il battesimo di Gesù, mentre per il rito bizantino la festa coincide con il giorno di Natale.

Anche l’Epifania, così come molte altre feste religiose, ha radici antiche, e spesso si rifà a culti pagani, antecedenti alla nascita di Gesù.

Nell’antichità infatti dodici notti dopo il solstizio d’inverno veniva celebrata la morte e la nascita di Mdre Natura, collegata successivamente proprio a questa festività.

Per i Romani infatti durante queste notti delle figure femminili volavano sui campi per renderli fertili.

Successivamente la chiesa perseguitò queste credenze dando l’immagine di queste figure trasposte, ed ecco che la vecchina sulla scopa prese forma.

C’è anche una leggenda cristiana che parla della befana:

“I Re Magi in visita a Betlemme con i loro doni Oro incenso e Mirra avessero chiesto informazioni ad una vecchia. La donna non volle uscire dalla sua abitazione per accompagnarli, ma si pentì subito dopo, e per riscattarsi preparò dei dolci e uscì a cercare i Magi. Non trovandoli regalò i suoi dolci ai bambini che incontrava sul suo cammino, sperando di trovare almeno il Bambin Gesù tra questi.”

La tradizione di festeggiare l’Epifania è molto sentita anche oggi, e in molte parti del mondo i bambini aspettano questo giorno sperando di  ricevere doni e dolci che trovano dentro le calze, appese al camino. Qualcuno rischia di trovare il carbone perchè non è stato proprio bravissimo, ma quasi sempre anche il carbone non è di quello che si trova in miniera!

Diverse sono le celebrazioni nei vari paesi.

In Francia si prepara la galette des rois (galletta dei Re): un dolce di sfoglia con all’interno una fava portafortuna (oggi al posto della fava si trova spesso una statuina di ceramica).

In Spagna ad esempio il 5 gennaio i bambini mettono un bicchier d’acqua davanti la porta di casa, per far abbeverare i cammelli dei magi che porteranno loro i doni, che trovano poi nelle calze.

In Romania i bambini percorrono le strade dei villaggi raccontando le loro storie nelle case, a rappresentazione del viaggio dei Magi, e ricevono dei soldini in cambio.

In Islanda il 6 gennaio si organizza una fiaccolata per concludere le feste natalizie, alla quale partecipano anche il re e la regina degli Elfi. La tradizione vuole che 13 Babbo Natale arrivino dall’11 dicembre fino al 25, che vanno poi via uno ad uno, l’ultimo dei quali proprio in occasione della fiaccolata dell’Epifania, che si conclude con un falò, a significare proprio la fine delle feste.

In Italia le celebrazioni per l’arrivo della Befana sono tante quanti sono i comuni dello stivale!

Da Nord a Sud, la notte del 5 gennaio le case si riempiono di calze, i bimbi vegliano per aspettare la vecchina, nelle piazze dei paesi si organizzano roghi e si sfornano dolci.

In Friuli Venezia Giulia si accende un covone chiamato “Pignarul” con in cima la befana che predice l’andamento del nuovo anno a seconda della direzione del fumo del rogo.

A Cuneo si impasta la Fugassa d’la Befana, un dolce tipico della festività, nel quale si nascondono una fava bianca e una nera: chi trova la bianca paga il dolce, chi la nera il vino

A Ferrara per le strade passano in processione personaggi in maschera che incarnano befane e Re Magi, mentre a Faenza nella “Nott de Bisò” si beve vin brulé.

Anche a Firenze si organizza la Cavalcata dei Magi con più di 500 personaggi che si ritrovano in Piazza della Signoria e cantano la “Befanata”.

A Roma e a Napoli la notte del 5 le piazze si popolano di bancarelle che vendono giocattoli e dolciumi fino a tarda notte, per riempire le calze dei bimbi, che aspettano la mattina del 6 per scoprire i doni che la vecchina con la scopa ha portato loro.

E in tutta Italia si alzano le vocine che intonano la filastrocca, declinata nelle varie forme, ma che inizia ovunque con la stessa rima:
“La befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte…”

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