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Mutilazioni genitali femminili: infibulazione è violenza sulle donne

Simona

di Mamma Simona

08 Febbraio 2011

GIORNATA MONDIALE CONTRO INFIBULAZIONE

È stata celebrata la Giornata Mondiale contro l’infibulazione, e vita da mamma, sensibile ai problemi delle donne e dei bambini, non poteva esimersi dal ricordare che questa orrenda pratica tutt’oggi esiste.

Sono più di 100 milioni le donne che hanno subito durante la loro infanzia o adolescenza la mutilazione genitale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che siano oltre 91 milioni le bimbe con più di 9 anni, vittime dell’infibulazione ed ogni anno il numero aumenta di ben 3 milioni. La zona geografica dove per tradizione più si concentra questa pratica è l’Africa.

L’infibulazione è una mutilazione profondamente radicata nelle tradizioni di molti paesi africani e difficile da debellare, nonostante di recente molte nazioni africane ne abbiano decretato l’illegalità.

Vengono sottoposte alla mutilazione bambine di pochi anni. L’operazione viene praticata spesso in condizioni igieniche precarie con alte possibilità di infezioni, ovviamente il tutto in assenza di anestesia.

A loro viene “regalato” con questo rito il passaggio all’età adulta, in quanto spesso si tratta di un requisito necessario per sposarsi, è così in alcuni villaggi.

Alle donne vengono “regalati” disagi fisici e psicologici che non le abbandoneranno mai nell’arco della loro vita:

– le mestruazioni molto spesso sono assenti,

– importanti problemi nel parto

– ma sopratutto difficoltà ad urinare, una bambina o donna infibulata impiega più di 20 minuti ad urinare… goccia dopo goccia

A questo proposito gli esperti suggeriscono alle insegnanti un controllo sui tempi di soggiorno in bagno a scuola delle bambine, per poter individuarne i casi ed intervenire a loro sostegno.

Anche in Italia vivono donne infibulate, sono arrivate nel nostro paese a seguito dei flussi migratori: sono 35.000 le donne immigrate in Italia che hanno subito l’infibulazione nel loro paese e oltre 1000 le bambine che rischiano di subire lo stesso trattamento.

In Italia sono stati stanziati 4 milioni di euro per propaganda di informazione e prevenzione, è attivo un numero verde 800 300 558 a cura del Dipartimento delle Pari Opportunità.

Presso l’Ospedale Careggi a Firenze, nel Reparto di Maternità è stato predisposto un centro con ambulatorio per la cura e prevenzione delle mutilazioni genitali femminili. Qui si dà aiuto psicologico, ginecologico, sanitario, pediatrico e quando è possibile si interviene chirurgicamente per ricreare un’anatomia normale nella donna mutilata tramite intervento.

Violenza è la parola per definire l’infibulazione.

L’augurio è che in un futuro molto vicino questa pratica possa finire in tutte le parti del mondo.

State rabbrividendo mentre leggete questo articolo? Io sì, ho i brividi solo a scriverlo….

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