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Stava Solo Allattando la Sua Bambina: Ecco cosa le è Successo!

Ancora discriminazione e ignoranza nei confronti dell'allattamento.

Gioela Saga

di Gioela Saga

15 Marzo 2014

allattamento in pubblico e pregiudizi

In un mondo che cambia sempre, che si diversifica e fa rivoluzioni si può affermare che vi sia ancora un gesto che possiamo considerare immutato nei secoli, icona dell’amore materno e dunque della vita che sboccia, simbolo del dono di sé ai propri figli.

L’allattamento è un gesto naturale, scevro di qualsiasi volgarità ma anzi impregnato di purezza e tenerezza  tanto che potrebbe far tremare anche un carro armato pronto a sparare.

Eppure, ancora oggi, c’è qualcuno che giudica questo atto di amore come un taboo, un siparietto imbarazzante. Pensate che anche Facebook è arrivato a censurare alcune immagini di donne che allattano! e anche Instagram non è stato da meno.

allattamento in pubblico e pregiudizi

L’ennesimo episodio “riprovevole” è avvenuto lo scorso venerdì quando Emily Slough, 27 anni si trovava a fare shopping nella sua cittadina inglese di Rugeley: sua figlia piange e ha fame, dunque Emily si ferma ad allattare la piccola Matilda di otto mesi, sedendosi su un gradino vicino ad un locale.

Uno sconosciuto la vede e le fa una foto, la pubblica su Facebook, commentando: “So che è uscito il sole ma non c’è  nessun bisogno di far vedere a tutti come tuo figlio pasteggi con il tuo seno in pubblico!!! P*** !

L’immagine è stata postata sulla pagina “Spotted In” di Rugeley, l’equivalente delle nostre pagine “Se sei di…”. Spesso dietro queste pagine non è ben chiaro l’amministratore e a volte vi sono post anonimi in questa versione anglosassone.

allattamento in pubblico

La signora Slough è rimasta scioccata dalla foto e dall’etichetta che le era stata affibbiata in modo così diretto.

Ha dichiarato al Birmingham Mail: “La mentalità della persona che ha cercato di farmi vergognare per aver allattato mia figlia mi ha fatto arrabbiare moltissimo.”

“Mi sento molto a mio agio e molto ben disposta ad allattare mia figlia ma ci sono tante persone che non la pensano così, si sentono imbarazzate, umiliate, inadeguate…”

Emily era seduta davanti ad un pub e il proprietario crede che a scattare le foto sia stato un ragazzo di circa 18 anni che probabilmente si trovava all’interno del locale e ha così commentato la vicenda: “siamo sconcertati dall’accaduto, sarà stato qualche stupido con un telefonino.”

insulti per mamma che allatta in pubblico

Per rispondere a questo duro attacco, Emily ha organizzato nella sua città, un allattamento di massa, una sorta di flash mob per protestare contro questa forma di pregiudizio e ignoranza.

L’hashtag #rugeleymassfeed ha già centinaia di posts su Twitter e eventi simili sono stati organizzati in alter città da altri sostenitori.

Sul suo profile Emily ha scritto:

“Inizialmente volevo ignorare il post e riderci su ma poi ho capito che questo è un perfetto esempio di quello che dovrebbe essere cancellato in una società moderna.”

flash mob per allattamento in pubblicoEmily è stata letteralmente bombardata da messaggi di sostegno e di condivisione anche se rivela che non sono mancati posts che la invitavano ad essere comunque maggiormente composta e riservata e magari dedicare più privacy al suo gesto andando magari in un bagno o in un posto un po’ più appartato.

Emily ha però reagito dicendo: “Perché? Voi andreste a mangiare in bagno o con una coperta per coprirvi la faccia? Perché dovrei nascondermi per provvedere al nutrimento di mia figlia?”

E ha aggiunto: “Vorrei ringraziare personalmente chiunque abbia scattato la fotografia perché ci ha permesso di sollevare questa giusta causa: che si possa finalmente permettere alle mamme di allattare dovunque e in ogni momento, contro ogni forma di discriminazione!”

Un decreto governativo inglese, addirittura, sancisce che è vietato discriminare le mamme che allattano, sia al seno che con latte artificiale, questo dovrebbe bastare ma solo giuridicamente purtroppo, la forma mentis delle persone non si cambia solo con la legge, si deve cambiare il modo di sentire e di pensare, alla radice!

Fonte: Dailymail

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