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Sarah Scazzi: Ecco Come è Morta e Perché è Stata Uccisa a Soli 15 Anni

Ecco perché è stata uccisa la 15enne di Avetrana

Federica Federico

di Federica Federico

24 Marzo 2014

Sarah Scazzi

Caso Scazzi, il delitto di Avetrana – 11 mesi fa, in Corte d’Assise, venne pronunciata la sentenza che ha condannato all’ergastolo Sabrina Misseri, 25 anni, e Cosima Serrano, 58 anni, riconoscendole colpevoli dell’omicidio di Sarah, 15 anni appena.

Sono state necessarie 1.600 pagine per esplicitare le ragioni che hanno condotto alla decisione giudiziale: i magistrati hanno, nei giorni scorsi, depositato le motivazioni della sentenza.

In aula, nel corso del dibattimento, Cosima e Sabrina non hanno mai ammesso la loro colpevolezza, al contrario hanno negato apertamente di avere ucciso Sarah. Questo atteggiamento difensivo associato ad alcune lacune nella ricostruzione dei fatti accaduti quel 26 agosto 2010, ha determinato una sensibile incertezza sul movente.
E così, proprio il movente, è divenuto il nodo centrale del delitto Scazzi.

Perché zia Cosima e l’amata cugina Sabrina hanno ucciso Sarah?

Ai giudici è spettato il compito di ricostruire le ragioni di un delitto familiare efferato, rabbioso, assolutamente vile e sconsiderato.

Sarah conosceva un terribile segreto”, questo scrivono i giudici nelle motivazioni della sentenza.

Dalla ricostruzione processuale delle circostanze che hanno condotto all’uccisione di Sarah è emerso il ruolo centrale di Cosima Serrano.

Fu Cosima a “determinare” la morte di Sarah inducendo Sabrina ad uccidere e “sostenendola materialmente” nell’esecuzione dell’efferato reato; sempre Cosima avrebbe impartito a Michele Misseri l’ordine di occultare il cadavere di Sarah e, successivamente, lo avrebbe indotto ad assumersi tutta la responsabilità del delitto.

Cosima, stando alla ricostruzione operata dai giudici, avrebbe covato negli anni un insostenibile rancore verso la nipote (e sostanzialmente verso la sorella), tale sentimento negativo avrebbe origini antiche radicate nelle dinamiche di una famiglia inserita in un piccolo contesto contadino e molto più che provinciale.

Concetta Serrano Spagnolo, la mamma della piccola Sarah, era considerata tra i Serrano la sorella fortunata perché aveva beneficiato di una cospicua eredità ricevuta in maniera del tutto esclusiva da uno zio che l’aveva cresciuta come una figlia; Concetta è fisicamente diversa da Cosima, differenza trasposta nelle figlie e molto più evidente e marcata nelle due giovani ragazze; Sarah a differenza di Sabrina attirava l’attenzione dei ragazzi, probabilmente anche quella di Ivano Russo; la bellezza di Sarah era inequivocabile e la giovane non doveva fare nulla per essere notata, brillava di luce propria.

<<Il movente che animò Sabrina Misseri non può ridursi alla gelosia (per Ivano Russo, ndr.)>>, così recita un passaggio delle 1.600 pagine in cui sono esplicate le motivazioni della sentenza.

Le ragioni del delitto Scazzi non risiedono solo in Ivano Russo, c’è dunque dell’altro: l’animo di Cosima e quello di Sabrina erano avvelenati dal rancore.

Dalla ricostruzione processuale emerge che Cosima, come madre, sia stata dura è poco amata, avrebbe vissuto in opposizione aperta col marito creando in casa un clima di violente contrapposizioni affettive.

Dall’esame delle conversazioni telefoniche di Sabrina e dall’analisi degli sms da lei inviati proprio a Ivano Russo vengono fuori scenari inquietanti: Sabrina racconterebbe di una madre che la maltrattava verbalmente, che si ostinava a non prendersi cura del padre, che lanciava piatti contro il marito e che costringeva l’uomo di casa a dormire da solo in una stanza diversa, lontano dal letto coniugale.
Questo clima familiare complicato e teso spiegherebbe anche il bisogno di Sabrina di sentirsi riconosciuta come donna e quindi la sua ossessione per Ivano.

Ma Ivano, che forse aveva più volte “ceduto” alle attenzioni di Sabrina, voleva da lei solo amicizia e nessuna implicazione di carattere amoroso: in poche parole Ivano non era sentimentalmente interessato a Sabrina.

Il settimanale “Giallo” (n°12 del 26 marzo 2014) riporta alcune conversazioni avvenute via sms tra Sabrina e Ivano (vedi foto qui a destra), i testi non lasciano spazio a dubbi Sabrina, forse per sentirsi donna o forse nel disperato tentativo di portare Ivano a sé, aveva raccontato delle loro intimità a Sara e probabilmente ad un altro amico.

Ivano, a quanto si capisce dal tenore delle parole lanciate via sms, non gradiva che certi accadimenti privati venissero resi noti nel gruppo degli amici e ribadiva con chiarezza il suo aperto disinteresse sentimentale verso Sabrina.

La Corte giudicante presume però che Sabrina ha materialmente fatto qualche cosa capace di minare l’onore e la rispettabilità della famiglia Misseri, qualche cosa di “immorale o riprovevole” di cui Sarah era a conoscenza e che minacciava, appunto, di rivelare. Cosa può aver fatto Sabrina non si sa.

I giudici ritengono che Cosima sarebbe intervenuta contro Sarah percependo la nipote come un pericolo potenziale per la famiglia, infatti nelle pagine della motivazione c’è scritto questo: << Non sono noti i contorni del fatto che Sarah Scazzi aveva appreso o visto, ovvero al quale aveva partecipato e di cui avrebbe potuto riferire a sua madre, ma lo scenario ipotizzato lascia ragionevolmente ritenere che si trattasse di una circostanza che mettesse a rischio l’immagine di Sabrina e della famiglia Misseri>>.

Ovviamente in un paesino piccolo e tradizionalista come Avetrana anche banali episodi intimi, comuni tra gli adolescenti, bastano ad animare uno scandalo.

Fa però tremare l’idea che un possibile scandalo o un rancore familiare, una frustrazione personale o un mancato amore abbiano potuto innescare una violenza tanto efferata da condurre all’omicidio di una ragazzina giovanissima ed innocente.

Sabrina chiede di uscire dal Carcere adducendo problemi di salute, ma è auspicabile, invece, che da detenuta sconti la sua pena assumendosi quelle responsabilità dalle quali ha variamente tentato di allontanarsi: non vadano dimenticati i tentativi di Sabrina di costruire il proprio alibi inviando sms alla cugina che sapeva già cadavere, abbandonata in un pozzo nascosto, buio e solitario.

Mentre i giudici hanno solo ora fatto chiaro ed aperto riferimento ad un segreto pesante e ingombrante, tale da portare all’omicidio, Concetta Serrano, aveva già mesi fa avanzato l’ipotesi di un oscuro “mistero” dietro la morte di Sarah:  la mamma di Sarah aveva individuato un movente ulteriore rispetto alla gelosia rintracciabile in riti lussuriosi giustificati da ispirazioni sataniste di cui Sarah sarebbe venuta a conoscenza – Leggi qui la ricostruzione della mamma della vittima: Sarah Scazzsarah-scazzi-3i ecco perche è morta.

Secondo i giudici il delitto di Sara è avvenuto in casa Misseri, solo dopo la morte il cadavere è stato spostato nel garage.

L’omicidio sarebbe stato messo in atto da Cosima e Sabrina mentre il capofamiglia Michele non avrebbe preso parte al delitto.

Il coinvolgimento del contadino di Avetrana sarebbe stato solo successivo, una volta uccisa la piccola Sarah su di lui sarebbe ricaduto l’atroce ”ordine” di occultare il corpo e distruggere il cellulare della piccola.

Una storia grigia che tornerà ad essere dibattuta in aula, infatti non vi è quasi alcun dubbio che saranno presentati i ricorsi per il secondo grado. Resta una sola domanda aperta: Sabrina e Cosima racconteranno mai cosa accadde veramente in quel terribile giorno d’estate?

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