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Eutanasia sui Bambini: Sì o No?

Eutanasia infantile: dubbi e pericoli

Gioela Saga

di Gioela Saga

10 Aprile 2014

L’eutanasia è probabilmente uno dei temi più controversi di tutti i tempi.

L’atto di fornire una morte indolore per un paziente colpito da una malattia incurabile e che soffre dolori intollerabili è un’alternativa che molti accolgono con compassione ed ineluttabilità, mentre altri la osteggiano come un rifiuta alla vita, un’ingiusta presa di posizione, soprattutto quando presa per altri.

Naturalmente, oltre a questa riduttiva contrapposizione di idee, vengono ad essere coinvolte numerosissime questioni etiche, religiose, antropologiche e personali molto complesse, che spesso richiedono un intervento diretto, come quello attuato in Belgio recentemente.

eutanasia infantile e normativa

E’ stato infatti il primo paese europeo e al mondo a legalizzare l’eutanasia per i bambini di tutte le età, anche inferiori ai 12 anni limite ancora stabilito in Olanda, paese pioniere in questo ambito.

Nel 2005 gli olandesi hanno riconosciuto un protocollo, scritto da Eduard Verhagen, avvocato e capo del Dipartimento di Pediatria della Clinica universitaria di Groningen.

Questo protocollo prevede una serie di criteri che definiscono le circostanze in cui è permesso porre fine alla vita di un bambino e solo in casi eccezionali di età inferiore a un anno.

Tra le linee guida vi è quella che permette l’eutanasia solo se la diagnosi e la prognosi della malattia del bimbo sono confermati da un medico indipendente, che ne salvaguardi i diritti. Ci deve essere la prova che stia subendo inutili sofferenze e dolori insopportabili. Inoltre, entrambi i genitori devono dare il loro consenso e la procedura deve seguire norme mediche, con tutti i dettagli documentati.

dubbi e pericoli dell'eutanasia infantile

Secondo Verhagen anticipare la morte di un bambino è tecnicamente facile. Possono essere usati sedativi per via endovenosa utilizzati per interrompere l’attività del cervello e poi applicati forti farmaci per neutralizzare il dolore, come la morfina. Nella maggior parte dei casi, questo è sufficiente a causare arresto respiratorio e di conseguenza la morte. In caso contrario, vengono somministrati farmaci per il blocco neuromuscolare. Il processo dura da 5 a 10 minuti.

“Strano a dirsi, ma tutto accade in modo pacifico.” aggiunge Verhagen.

Gli oppositori di questa normativa dicono che porterebbe ad un aumento dei casi di eutanasia infantile. Quello che è successo in Olanda fino ad ora è stato esattamente l’opposto. Dal 2005 vi sono stati solo due casi nel paese e ad entrambi i bambini era stata diagnosticata una malattia letale del tessuto connettivo: l’epidermiolisi bollosa.

Questa diminuzione dei casi di eutanasia è anche direttamente collegata all’aumento dei limiti di tempo entro i quali si può abortire.

Prima dell’introduzione del protocollo Groningen, la maggior parte dei casi di eutanasia coinvolgevano neonati con gravi casi di spina bifida, una condizione congenita in cui alcune delle vertebre non formano completamente.

pericoli delle nuove leggi per l'eutanasia infantile

Poi, nel 2007, l’Olanda ha iniziato ad offrire ultrasuoni gratuiti per le donne in gravidanza di 20 settimane, periodo in cui i casi di spina bifida possono essere rilevati. Questo ha permesso alle madri di decidere se preferivano interrompere la gravidanza.

Tuttavia l’aborto, secondo i promotori del protocollo deve essere la soluzione solo per i casi più estremi di spina bifida, considerati veramente senza speranza, non una pratica di routine. Del resto, è impossibile per i medici dire con certezza quale sia la gravità di ogni singolo caso con il bambino ancora nel grembo materno. Dunque per non rischiare, molte madri, nel dubbio, praticano l’aborto senza arrivare all’eutanasia post nascita.

L’eutanasia infantile è un argomento difficile da affrontare e che presenta numerose sfaccettature e opinioni. Un consenso generale sembra impossibile soprattutto perché la discussione coinvolge anche le convinzioni religiose e personali di chi è contro l’idea dell’aborto e dell’eutanasia, senza margine di discussione.

In ogni caso bisogna parlarne, anche per evitare che la legislazione avvenga in modo irrefrenabile ed incontrollato, creando un pericoloso scivolo di valori.

Fonte: Hypescience

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