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Selfie: se ne Fai sei Malato di Selfite?

Mentre in rete vedi gente che si autoscatta mentre mangia, mentre ride, mentre è sola, mentre è in compagnia, si fa i selfie col gelato, con la pasta, col sushi, si ritrae in costume, vestita, nuda ...

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

25 Agosto 2014

Tempo fa era circolata in rete una notizia su una scoperta dell’American Psychiatric Association di un’evidente patologia legata a chi abusa dei selfies.

L’autoscatto compulsivo determinava così, secondo l’associazione, un disturbo mentale chiamato selfite (Selfitis in lingua originale).

Leggi qui.

Quasi subito dopo la pubblicazione lessi un commento, non legato al mio pezzo, di un amico di facebook che cito testualmente perché, a posteriori, mi ha fatto molto ridere e anche pensare: “Dicono:chi fa il “selfie” sia un disturbato mentale…invece chi studia e inventa queste patologie e’ sano!!!”

Insomma, per finire, la storia dei selfie era tutta un’ invenzione, e la scoperta dell’American Psychiatric Association era una burla di un sito satirico.

Altro che disturbo mentale, è una bufala colossale!

 

La bufala è diventata una storia virale: in rete se cerchi selfitis ti rimandano a blog e notiziari che ripetono a tamburo battente di questo fantomatico disturbo mentale che è originato dai selfie.

In inglese, ma anche in spagnolo, oltre che in italiano, insomma il sito adobochronicles.com ha mietuto vittime.

Questa è la cronaca.

Adesso però vorrei aggiungere allo sbufalamento un commento del tutto personale:

Selfie di Obama con il ministro svedese

 

Ma se in rete, a Sanremo, dal Papa, agli Oscar, vedi gente che si autoscatta mentre mangia, mentre ride, mentre è sola, mentre è in compagnia, si fa i selfie col gelato, con la pasta, col sushi, si ritrae in costume, vestita, nuda, ecc, non viene il dubbio, anche non avendo la firma dell’American Psychiatric Association, che questa gente disturbata un po’ lo sia realmente?

Non che voglia per forza scrivere da radical chic che “tutti questi balovdi che si scattano con i cellulavi sono dei pressapochisti”, che con il mio compagno abbiamo cominciato i selfie in periodi non sospetti, quando ancora i cellulari servivano solo per telefonare e noi, con una macchinetta fotografica a rullino, invece di chiedere foto a estranei tentavamo i primi autoscatti quando andavamo in vacanza.

Ma è anche vero che Freud (nome a caso), quando ha cominciato a enunciare le sue teorie un po’ per pazzo è stato preso.

E se davvero la selfite morbosa fosse un disturbo?

Io l’ammissione della bufala l’ho scritta, quanto all’uso compulsivo dei cellulari per autoriprendersi sempre, un dubbio lo avrei…

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