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Uno Schiaffo gli Salva la Vita

Ecco come la vita di quest'uomo è stata salvata

Gioela Saga

di Gioela Saga

18 Aprile 2014

In questo clima di festa per la Pasqua è bello poter dare, ogni tanto, una bella notizia.

Siamo in una nazione dove, soprattutto ultimamente, non è facile trovare storie a lieto fine. Si tratta dell’Iran, intransigente e alquanto intollerante, per questo, ciò che è successo, assume un significato ancora più particolare ed incredibile.

La gente era accalcata in una piazza martedì scorso nella città di Noshar, nel nord del paese. Erano tutti in attesa di un’esecuzione capitale, un’impiccagione per l’esattezza.

L’iraniano Balal era stato condannato nel 2007, perché, diciannovenne, aveva ucciso un coetaneo durante una rissa, accoltellandolo.

Il giovane aveva già la corda al collo, una benda nera sugli occhi, quando, piangendo, chiedeva pietà. Tra la folla c’era anche Samereh Alinejad, la madre della vittima che era accompagnata dal marito.

iran: viene salvato mentre lo stanno impiccando

La donna ascolta le grida di Balal e non riesce a rimanere impassibile, la reazione è improvvisa ed imprevedibile: si avvicina all’assassino di suo figlio, lo guarda in faccia e gli tira uno schiaffo liberatorio, subito dopo gli sfila il cappio dal collo.

Un gesto davvero eclatante che salva la vita a Balal, incredulo, che aveva già chiesto perdono a gran voce alla donna che forse si è sentita particolarmente colpita emotivamente da questa scena.

Una testimonianza di perdono importante nel clima iraniano dove già dall’inizio dell’anno sono state giustiziate 170 persone e anche per tutto il mondo: ancora una volta una donna, piccola, apparentemente insignificante, ha dato una lezione di vita indimenticabile.

Secondo il sito AGI e ANSA, la donna spiega che questo gesto l’ha aiutata a calmarsi.

“Ora che l’ho perdonato mi sento sollevata”.

“Sono una credente, ho avuto un sogno in cui mio figlio mi ha detto che era in pace e in un bel posto… dopo questo, tutti i miei familiari, anche mia madre, hanno fatto pressioni su di me per perdonare l’omicida” .

Fonti: AGI, ANSA

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