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Le Fate Esistono Veramente: ecco le Foto che Dimostrano la Verità

Le fate sono state veramente fotografate, guarda tu stesso queste foto incredibilie

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

06 Maggio 2014

le fate esistono

John Hyatt, docente inglese, asserisce, attraverso il quotidiano Manchester Evening News, di aver fotografato delle fate.

Leggendo una notizia simile, anche il può scettico degli utenti è portato a pensare immediatamente ad una bufala, o quanto meno ad una manipolazione delle foto che “dimostrano” questa strabiliante e fantasiosa scoperta.

Ma procediamo con ordine esponendo prima i fatti.

Hyatt, direttore del Manchester Institute for Research and Innovation in Art and Design (MIRIAD) presso la Manchester Metropolitan University, racconta di aver scattato le foto (raccolte nella gallery posta in calce a questo stesso articolo – ndr) nella Rossendale Valley, nota anche come Foresta di Rossendale, zona situata a nord-est dell’Inghilterra, nel Lancashire.

Il professore 53enne ha rivelato al sopra citato quotidiano, e successivamente all’Huffington Post attraverso un’intervista rilasciata via mail, di non aver compreso la vera natura di ciò che stata fotografando se non dopo aver visionato le immagini una volta tornato nel suo studio.

“Stavo fotografando il tramonto attraverso gli alberi e, quando più tardi ho ingrandito le foto nello studio, ho visto queste figure – ha dichiarato all’Huffington Post – Non sono manipolate, ho solo aumentato le dimensioni di una dettagliata sezione di una fotografia più grande con il DPI così da impedire che i pixel risultassero sgranati, comuni tecniche di ingrandimento”.

Hyatt ha poi deciso di condividere la sua scoperta con altri attraverso una mostra fotografica denominata “Rossandale Fairies – Le fate di Rossendale” che si terrà per tutta la primavera presso il Museo Whitaker nel Parco di Whitaker a Rossendale.

Ma si parla realmente di fate?

Queste magiche e mitiche creature esistono realmente?

Per avvalorare la sua buona fede, il professore afferma attraverso il Manchester Evening News che, incredulo e scioccato da ciò che stava osservando, è uscito poco dopo per fotografare altri gruppi di mosche e moscerini ma, comparati con i primi, risultavano totalmente diversi.

“La gente può decidere se credervi o meno in modo autonomo. Il messaggio che voglio dare è di avvicinarsi a queste foto con una mente aperta. Penso che sia una di quelle situazioni in cui è necessario vedere per credere. Tante persone che hanno visto i miei scatti dicono che hanno portato un po’ di magia nella loro vita”.

Secondo Hyatt quindi, le foto andrebbero visionate seguendo un’ottica artistica, dando loro un’interpretazione che rispecchia i nostri più fantasiosi desideri, un modo come un altro per estraniarsi, seppur momentaneamente, dalla dura realtà.

Ma qual è invece la loro interpretazione scientifica?

Su questo punto sembra insindacabile l’opinione fornita dall’entomologa Erica McAlister che opera presso il Natural History Museum di Londra.

E proprio sul blog dedicato a quest’ultimo viene pubblicata la sua considerazione in merito alle “Rossandale Fairies”:

Non sono affatto fate ma piuttosto gli insetti. Piccoli insetti alati brulicanti… Piccoli insetti che volano in sciami… Piccoli moscerini brulicanti come i chironomidi (insetti appartenenti all’ordine dei Ditteri simili a zanzare – ndr) […]

Quando si paragona il comportamento, le dimensioni e la morfologia generale di un moscerino a quello di una fata risultano esserci somiglianze (evoluzione convergente), ma penso che punterò le mie credenziali professionali per sostenere la prima ipotesi. Questi piccoli moscerini formano sciami di accoppiamento in cui i maschi ‘danzano’ in circolo cercando di attrarre il sesso opposto. Hanno ali delicate e lunghe gambe che penzolano giù […]

Ci sono molte specie non descritte sul pianeta e chissà cosa c’è la fuori – attualmente stiamo ancora determinando nuove specie, tra cui i grandi mammiferi. Ma, per quanto ne so, non sono ancora saltati fuori esseri magici. Personalmente, io protendo per un unicorno”.

E voi, come interpretate queste foto? 

 

 

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