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Nausea in gravidanza, iperemesi gravidica: cos’è e come si cura

Spesso considerata una semplice, seppur incessante, nausea in gravidanza, l'iperemesi gravidica è invece un disturbo invalidante che può colpire la gestante

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

20 Ottobre 2021

L’iperemesi gravidica non può e non deve assolutamente essere considerata come una “semplice” nausea in gravidanza. Si tratta di un vero e proprio disturbo invalidante di cui può soffrire la gestante che, a seguito di incessanti e ripetuti episodi di vomito, non riesce a condurre una vita normale e a seguire una corretta alimentazione.
Ne è stato un esempio la duchessa di Cambridge, Kate Middleton infatti ha sofferto inizialmente di nausea in gravidanza con successiva diagnosi di iperemesi gravidica a seguito dei diversi ricoveri ospedalieri subiti nel corso delle sue tre dolci attese.

 

In questo articolo Vita da mamma vuol fare chiarezza su questo disturbo e spiegare perché non può assolutamente essere paragonato alla meno debilitante nausea in gravidanza.

 

Nausea in gravidanza, iperemesi gravidica: cos’è e come si cura

Vomito e nausea in gravidanza: cos’è l’iperemesi gravidica.
Foto diritto d’autore: antoniodiaz© 123RF.com – ID Immagine: 116798797 con licenza d’uso.

Nausea in gravidanza, iperemesi gravidica: cos’è.

 

Nausea in gravidanza, vomito frequente e iperemesi gravidica sono argomenti trattati in un articolo pubblicato qualche tempo fa sul The New England Journal of Medicine, scritto in cui si poneva l’attenzione sui sintomi che colpiscono buona parte delle gestanti ma che assumono caratteristiche patologiche solo in una ristretta cerchia di donne in stato interessante.
Nello specifico si afferma che:

 

  • Non è corretto parlare di “nausea mattutina” in quanto tale sintomo può presentarsi durante l’intero arco della giornata;
  • Il 50% delle donne ha nausee e vomito nelle prime fasi della gestazione mentre il 25% manifesta solo la nausea in gravidanza;
  • Un più esiguo numero di gestanti (si parla di una percentuale che varia tra lo 0,3% e l’1%) soffre di iperemesi gravidica, ossia manifesta ripetuti ed insistenti episodi di vomito che debilitano la futura mamma sia fisiologicamente che psicologicamente.

 

Come riportato sulla rivista medica, i sintomi dell’iperemesi gravidica sono:

 

  • vomito persistente: si parla di episodi che si manifestano dalle 4 alle 10 volte o più al giorno;
  • Perdita di peso superiore al 5% del peso di partenza;
  • disidratazione;
  • chetosi;
  • ipopotassiemia, ossia un basso livello di potassio nel sangue.

 

In genere i primi episodi di nausea in gravidanza si manifestano entro la quarta settimana di gestazione, periodo che solitamente coincide con l’ultimo ciclo mestruale, ma è alla nona che si raggiunge il picco.
Nel 60% dei casi gli episodi di nausea e vomito scompaiono alla fine del terzo trimestre mentre il 91% delle donne in dolce attesa vede scomparire tale malessere entro la 20esima settimana di gestazione.

 

Nausea in gravidanza, iperemesi gravidica: cos’è e come si cura

Vomito e nausea in gravidanza: cos’è l’iperemesi gravidica.
Foto diritto d’autore: bialasiewicz© 123RF.com – ID Immagine: 30194287 con licenza d’uso.

Nausea in gravidanza e iperemesi gravidica: come si cura.

 

Come detto in precedenza, l’iperemesi gravidica non può essere considerata un “semplice” malessere legato alla gravidanza, tale disturbo può infatti essere ritenuto una vera e propria complicazione che, se non adeguatamente trattata, può diventare potenzialmente pericolosa per la gestante (non vi sono evidenze scientifiche che tale disturbo comporti dei rischi per il feto).
La disidratazione infatti può provocare tachicardia e ipotensione mentre il vomito persistente può danneggiare il fegato (in rari casi si può assistere ad una grave necrosi centrolobulare, ossia la “morte” delle cellule del fegato) o irritare l’esofago, finanche provocarne la rottura.

 

La gestante che riceve una diagnosi di iperemesi gravidica – valutazione che deve tener conto di altre condizioni patologiche che comportino sintomi simili (epatite, chetoacidosi diabetica, epatite, appendicite, ecc.) – deve seguire accuratamente le indicazioni del proprio medico.
Per i casi meno gravi, che manifestano un minor numero giornaliero di episodi di vomito e nausea in gravidanza, si richiede la modifica di alcuni comportamenti come:

 

  • fare piccoli pasti ma frequenti;
  • mangiare cibi secchi come il pane, le gallette, i crackers non salati, il riso, ecc.;
  • bere lontano dai pasti;
  • assumere zenzero previo consulto del proprio medico.

 

Se tutto ciò non dovesse funzionare, si passa alla terapia farmacologica che prevede l’uso di antistaminici, pro-cinetici, vitamina B6 e, nel caso in cui i precedenti non dovessero essere sufficienti, antinfiammatori.

 

Nei casi più gravi, ossia quando gli episodi di vomito sembrano inarrestabili e la gestante manifesta i primi sintomi di disidratazione, si effettua il ricovero ospedaliero. In ospedale la futura mamma non potrà consumare cibo per bocca e riceverà la somministrazione di liquidi per via endovenosa.
Una volta reidratata, la gestante riprenderà l’alimentazione orale e verrà sottoposta ad esami oftalmoscopici per scongiurare un rischio di retinite emorragica.

 

Non dimentichiamo però che, come scritto in principio, l’iperemesi gravidica colpisce circa l’1% delle donne in gravidanza. Nella maggior parte dei casi dunque la nausea in gravidanza tende a scomparire in modo fisiologico, in particolar modo dopo i primi tre mesi di gestazione.

Iperemesi gravidica: la testimonianza di una mamma (foto)
 


 

Articolo originale pubblicato il 29 Gennaio 2015



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