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Somatizzare: Ecco il Significato Emotivo di Ogni Dolore Fisico

Quel dolore che nessuno sa spiegare: sapere di essere capace di somatizzare equivale a indagare dentro se stessi sin all’origine del proprio malessere.

Federica Federico

di Federica Federico

26 Gennaio 2016

Per definizione somatizzare vuol dire trasformare le energie negative, i conflitti mentali, le paure e le ansie in concrete manifestazioni di tipo organico e funzionale ovvero in dolori e disturbi fisici.

L’etimologia di somatico è indicativa: somatizzare ha la sua radice greca in σῶμα che significa “corpo” e somatico è ciò che attiene al corpo. Pertanto somatizzare significa riverberare, volontariamente o no, l’energia negativa sul fisico. E’ negativa tutta quell’energia difficile da scaricare e\o da manifestare.

L’uomo tende a somatizzare quello che non è in grado di esprimere, sfogare, metabolizzare, scartare e allontanare da sé.

somatizzare dolori fisici

Ammettendo il rapporto tra sfera emotiva e σῶμα, cioè tra mente e corpo, alcune volte, a fronte di taluni stati emozionali, è possibile rintracciare il significato emozionale dei dolori fisici. In questo senso la classificazione di un dolore e di un disturbo come somatico è cosa non secondaria: inquadrare un fastidio come emotivo rappresenta un’opportunità per indagare dentro se stessi sino all’origine del male.

Per liberassi dalla somatizzazione è necessario “sbloccare” l’energia negativa o canalizzarla in modo differente evitando che si aggravi e si attardi sul corpo come un peso.

Non è un caso che possa smettere di somatizzare colui che accetta una situazione o chi si crea un diversivo che può essere persino un hobby oppure quell’individuo che decida di sfogare il proporio stress attraverso l’attività fisica.

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E’ difficile disegnare una mappa precisamente capace di mettere in corrispondenza le sofferenze della psiche e i dolori dolori fisici. La somatizzazione, infatti, è l’espressione intima del potenziale della mente che crea ma distrugge anche! Laddove detto potenziale mentale è tanto alto quanto misterioso.

Vi basti pensare che hanno natura somatica anche disturbi complessi come le acufene che spesso non si spiegano con fattori organici, mancando nei soggetti che ne soffrono disfunzioni fisiologiche.

Prima si analizzare uno per uno i dolori fisici che possono nascere da una “deviazione” dello stato emotivo, è necessario fare delle premesse importanti:

  • somatizzare significa riflettere sul corpo uno stato di sofferenza, apprensione e dolore che la mente non riesce ad alienare o esprimere o minimizzare;
  • non si può dettagliare con precisione una mappa delle manifestazioni fisiche in cui l’uomo traduce i dolori del cuore;
  • chiunque può somatizzare a fronte di uno speciale stato emotivo e di una particolare situazione di vita, ma non è mai detto che lo stesso dolore in due soggetti diversi abbia la medesima origine somatica.

Somatizzare: dolori addominali e disfunzioni intestinali (anche occasionali come vomito e diarrea o episodi di stipsi).

L’addome è l’area del nostro corpo ove transita ciò che mangiamo, mangiando attiviamo importanti funzioni gastrointestinali che non sono avulse da condizionamenti emotivi. Il nervosismo può alterare i processi digestivi e quelli di evacuazione delle feci, può, in casi estremi, persino determinare un rigetto di ciò che abbiamo ingerito.

E non a caso si dice comunemente “Mi ha fatto girare lo stomaco”, “Mi sento torcere le budella”, “Non digerisco questa situazione” o, più banalmente “Mi hai fatto venire il mal di stomaco”.

La colite e la gastrite nervose sono un esempio classico di somatizzazione con negative influenze sulle funzionalità addominali. In alcuni casi il mal di pancia rappresenta anche nei bambini un’espressione dell’ansia, della paura o della rabbia.

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Somatizzare: mal di testa.

L’emicrania può derivare da un eccesso di stress lavorativo o familiare. Essa può dipendere dalla concentrazione del pensiero negativo quando l’individuo non riesca a risolvere i problemi che lo affliggono o a far riposare la mente.

Somatizzare: dolori muscolari, articolari e ossei.

Braccia e gambe possono “ammalarsi di mal di vivere” quando il peso che l’individuo porta sul suo cuore è eccessivo. La somatizzazione muscolare è una richiesta di alleggerimento del carico emotivo che la psiche fa al corpo.

Spesso in questo genere di somatizzazione vengono coinvolte le articolazioni (dolori al ginocchio, al gomito o ai polsi) e le ossa (dolori alla schiena e al collo).

Più complessi sono i dolori cervicali che coinvolgono la testa, il collo e spesso anche l’orecchio, persino riverberandosi sul senso dell’equilibrio. Rispetto ad essi è assolutamente necessario appurare che non vi siano ragioni di malessere organiche e funzionali.

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Somatizzare: dolore all’osso sacro.

Come altri dolori ossei, l’osso sacro può soffrire il contraccolpo di un male emotivo ma questo peculiare osso merita una riflessione ulteriore: l’osso sacro è l’osso che fu della coda ovvero quello che segna la nostra origine e la nostra evoluzione, quando fa male, senza che vi siano motivazioni di carattere organico, probabilmente il dolore intimo che ispira il malessere è profondo e recondito e va indagato laddove l’anima ha origine.

Somatizzare: dolore alle mani e ai piedi.

La riflessologia plantare e palmare ci insegna che mani e piedi sono caratterizzati da punti che stanno in corrispondenza con gli organi importanti e centrali del corpo e ciò determina anche il possibile rapporto tra dolore fisico ed emotivo.

Le mani, in modo particolare sono il veicolo tra l’uomo e il mondo, un dolore nelle mani può equivalere a un blocco nel contatto col mondo, un freno nell’espressione delle emozioni.

Valutare una possibile somatizzazione non deve equivalere a sfuggire da una cura di sè e del proprio corpo e sopratutto non deve rappresentare un autodiagnosi fatta a se stessi senza ricorrere al parere medico. E’ lo specialista stesso, e solo lui, a parlare di somatizzazione quando non si rintraccino cause fisiche ed organiche in un malessere anche fastidioso, importante o invalidante. Sapere di essere capace di somatizzare equivale a indagare dentro se stessi sin all’origine del proprio malessere.



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