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Bambola di Neonato Aiuta una Mamma a Superare l’Aborto

Cura questa bambola di neonato come fosse il bambino che ha perso

Gioela Saga

di Gioela Saga

01 Aprile 2016

Il damma di un aborto spontaneo ha spesso pesanti ricadute sulla psiche di una donna, quando poi ci si trova sole, elaborare il lutto diventa ancora più difficile e sconfortante. L’idea di una ragazza è stata quella di farsi aiutare da una bambola di neonato estremamente realistica.

Bambola di neonato aiuta a superare il dramma dell’aborto

bambola di neonato dopo aborto

Natalie aveva solo 16 anni quando perde il bambino che stava aspettando a causa di un aborto spontaneo. Il suo ragazzo l’aveva appena lasciata quando aveva saputo della gravidanza e il suo dolore era immenso e non sapeva cosa fare.

Il bimbo era arrivato senza essere pianificato e aspettato visto che Natalie prendeva la pillola ed era fidanzata da poche settimane ma lei sentiva già di amarlo e non aveva paura di affrontare tutta la situazione anche da sola, non ha mai pensato neppure per un momento di voler abortire volontariamente. Natalie aveveva sempre avuto un pessimo rapporto con i suoi genitori, era in affidamento in case famiglia dall’età di 14 anni e sognava di poter diventare una brava mamma.

“Era tutto quello che avevo sempre voluto. Perdere il mio bambino era stato devastante e mi sentivo in un tunnel buio da cui pensavo non sarei mai più uscita. Andai da alcuni medici che mi diedero degli antidepressivi.”

I suoi amici cercano di aiutarla ma comprendono che la perdita di Natalie doveva essere colmata in qualche modo e che nessuna delle loro parole poteva esserle veramente di aiuto. Per questo, quando vengono a sapere che Natalie avrebbe voluto anche solo un surrogato del bambino perduto, rappresentato da una bambola di neonato, cercano di assecondarla.

Natalie, ora a 18 anni, è disoccupata e vive in un monolocale ma i suoi amici raccolgono i soldi necessari, circa 300 dollari, per acquistare la bambola di neonato in silicone che lei desiderava.

Da allora la sua vita è completamente cambiata e, almeno in parte, Natalie è riuscita a realizzare il suo sogno di diventare mamma.

bambola di neonato dopo aborto

Diventare “mamma” con una bambola di neonato in silicone. 

Natalie ha instaurato con la bambola di neonato un rapporto assolutamente realistico e anche molto impegnativo, come se fosse davvero suo figlio. Ha chiamato la bambola Lizzie e ha stabilito un programma di vita vero e proprio che comporta anche dei piccoli sacrifici, a volte non esce con gli amici per dedicarsi a lei.

La “mamma” punta la sveglia per i pasti anche di notte e per controllarla, la mette a letto accendendo la telecamera che ogni controlla per vedere se va tutto bene, le prepara i pasti e le compra dei vestitini. A Natale le ha acquistato tanti regali. Naturalmente le parla tantissimo e la porta a fare lunghe passeggiate in carrozzina e la porta nei parchi gioco e…dappertutto… Insomma una routine da vera mamma!

“Quando l’ho tirata fuori dalla scatola la prima volta e l’ho vista, ho subito capito che potevo instaurare un vero legame con lei. Non potevo smettere di abbracciarla, sapevo che mi sarei presa cura di lei.”

“Aveva un bel vestitino giallo ed era bellissima, poi ho iniziato a comprarle altri vestiti e giocattoli. E’ dura perché non ho un lavoro e ho solo un sussidio ma risparmio per lei.”

bambola di neonato dopo aborto

Bambola di neonato al posto del bambino per evitare la depressione

Per Natalie la sua Lizzie ha significato poter uscire dalla depressione e sperare in un futuro migliore, sperare un giorno di diventare mamma per davvero e il suo desiderio è anche quello di studiare per diventare ostetrica:

“Non ho dimenticato o sostituito il mio bambino, mi rendo perfettamente conto di cosa sia Lizzie ma per me rappresenta molto altro…” dice la giovane Natalie.

“A volte la gente pensa che sia vera e mi ferma per strada ma io spiego subito la situazione anche se non è facile; qualcuno vuole tenerla in braccio e io dico di stare attenti, perché è fragile, altri invece mi guardano male perché non è facile comprendere una persona adulta che gioca con una bambola.”

“Conosco persone che addirittura le usano di nascosto perché sono imbarazzate e preoccupate di non essere capite o essere prese in giro. Per me Lexi è una vera e propria terapia che aiuta la mia depressione, è meglio lei che non alcool e medicine!”

bambola di neonato dopo aborto

I terapisti pensano che questo atteggiamento di Natalie, e di altre come lei, sia una forma di ossessione che rappresenta una reazione estrema al lutto ma che le aiuta a sentirle meno sopraffatte ma potrebbe anche essere una strategia che non le consente di superare la perdita e la sofferenza in modo reale e definitivo. Natalie dovrebbe comunque seguire una terapia mirata in grado di farle capire che non deve proiettare tutti i suoi sentimenti sulla bambola di neonato.

 Fonte: Mirror

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