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Accusata di Rendere sua Figlia un Oggetto del Desiderio

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

23 Aprile 2016

La protagonista delle foto poste a corredo di questo articolo non è un giocattolo, una di quelle bambole molto realistiche tanto in voga  negli ultimi tempi.

Quella ritratta in queste foto è invece Mya Byrne, una bambina di appena 11 mesi divenuta una vera e propria celebrità grazie alle foto che la sua mamma posta, o sarebbe meglio dire postava, su instagram.

Giovane mamma accusata di aver “trasformato” la figlia in un oggetto del desiderio.

accusata di rendere sua figlia un oggetto del desiderio

È pratica alquanto diffusa, soprattutto tra i personaggi famosi, poi ripresa anche dalle “persone comuni”, in particolar modo dalle giovanissime, postare foto sui social network mettendo in evidenza un prodotto, sia esso un vestito, un cosmetico o un accessorio, così da sponsorizzarlo.

Il tutto inizia spesso per gioco, si effettua il proprio acquisto, lo si indossa, ci si fotografa – nella maggior parte dei casi si parla di selfie – e si pubblica il tutto su una piattaforma social, in questo specifico caso instagram in quanto dedicato prettamente alle immagini.

Ed è ciò che ha fatto Amy McIndewar, la giovane mamma accusata di rendere sua figlia un oggetto del desiderio.

Venti anni appena, residente a Balloch, una piccola città della Scozia, situata vicino al lago Loch Lomond, Amy ha iniziato ad acquistare vestiti alla moda per la sua piccola Mya e a fotografarla sin da quando aveva poche settimane di vita.

<<Dopo la nascita di Mya, navigando su internet, ho visto altre persone che facevano questo genere di cose e ho pensato di provare anche io, ma non avrei mai pensato di ottenere tutto questo successo>>.

In poco tempo infatti il profilo instagram dedicato a sua figlia, My Little Mya, oggi disattivato, è riuscito ad conquistare 122.000 followers tra cui due celebrità della TV quali Khloe Kardashian, sorella dell’ancor più celebre Kim, e l’inglese Lauren Goodger.

Mamma accusata di aver reso sua figlia un oggetto del desiderio.

accusata di rendere sua figlia un oggetto del desiderio

La piccola Mya, nata lo scorso maggio, è così divenuta in poco tempo una vera e propria star del web, un’icona fashion richiesta anche dai noti marchi di abbigliamento.

Inizialmente Amy, la giovane mamma accusata dai followers di sua figlia, aveva speso all’incirca mille sterline, l’equivalente di circa 1200 euro, per acquistare i vestiti alla moda da far indossare alla piccola ed iniziare così il suo “esperimento”.

Una volta raggiunto il successo, è stata poi contattata da vari brand d’abbigliamento per bambini che si offrivano di inviarle gratuitamente degli abiti da far indossare alla piccola star.

<<Probabilmente, per iniziare, ho speso circa £ 1.000 per i vestiti di Mya. Ma una volta ottenuto il successo su Instagram ho cominciato a ricevere un sacco di roba da far indossare a Mya>>.

Ma il successo, si sa, non è tutto rose e fiori e le critiche non sono tardate ad arrivare.

<<Sono molto orgoglioso di lei, mi piace vedere tutti i commenti instagram rivolti a lei – racconta la giovane mamma accusata di dai followers – Ho avuto un paio di commenti negativi da parte di persone che dicevano che la sto rendendo un oggetto del desiderio, ma non sono d’accordo. Per ogni commento negativo ne arrivano centinaia positivi. Alcune persone semplicemente non capiscono ciò che sto facendo>>.

accusata di rendere sua figlia un oggetto del desiderio

Mamma accusata di aver reso sua figlia un oggetto del desiderio: si riapre ilo dibattito sulle foto dei minori pubblicate sui social.

La giovane mamma accusata di aver trasformato la figlia in un oggetto del desiderio si difende da ogni accusa, dichiarando che continuerà a fotografare la sua bambina a meno che non sia quest’ultima a chiederle di non farlo più.

Questo ha riacceso il dibattito sulla questione della privacy e se sia più o meno corretto postare le foto di minori che hanno il pieno diritto di poter decidere se le loro immagini possano essere o non essere pubblicate in rete.

Più volte infatti abbiamo parlato delle insidie che il web può nascondere, e non ci riferiamo soltanto della pedofilia.

Le foto dei bambini, come anche quelle di un adulto, possono anche divenire oggetto di un vero e proprio furto d’identità o di immagine, o essere usate impropriamente per qualche pubblicità (a tal proposito vi invito a leggere la storia di una madre raccontata nell’articolo Foto Rubata: Bimba Down “Usata” per una Pubblicità).

Infine, nonostante si sia dichiarata decisa a continua a fotografare la piccola Mya, Amy, la mamma accusata dai cybernauti, ha dapprima reso privato il profilo instagram della baby fashion star e poi lo ha disattivato.

Accusata di Rendere sua Figlia un Oggetto del Desiderio

E voi, cosa ne pensate?

Fonte notizia e foto: Daily MailThe Sun

 



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