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Vittime Terremoto, Lettera di un Soccorritore a una Bimba

Lettera di un soccorritore ad una bimba tra le vittime terremoto

Gioela Saga

di Gioela Saga

30 Agosto 2016

Da quel 24 agosto il terremoto del Centro Italia ha sicuramente lasciato il segno nella coscienza di ognuno di noi. Anche chi non è stato colpito direttamente da questo dramma non può fare a meno di farsi delle domande, guardare la propria vita sotto una lente diversa e rivalutare la propria quotidianità.

 

Tra le “vittime terremoto” potrebbe esserci chiunque di noi e dei nostri cari e il senso di impotenza a volte può opprimerci, pensiamo a chi scava tra le macerie, i soccorritori che alternano piccoli miracoli con tragedie difficili da raccontare, il carico deve essere enorme, a loro va il nostro grazie enorme. Uno dei pompieri che operano nelle zone colpite ha lasciato persino una lettera per una delle piccole vittime di questa tragedia.

Vittime terremoto: la storia della piccola Giulia

vittime terremoto lettera per Giulia

Abbiamo già raccontato del piccolo miracolo di Giorgia, la bimba di 4 anni che è stata salvata dalle macerie di Pescara del Tronto, dopo più di 16 ore, è stata riportata alla luce spaesata, ancora con la bocca piena di macerie forse avrà dormito, pianto, senza neppure sapere cosa fosse successo, cercando la mamma e sentendosi abbandonata al buio.

 

Ora dorme con il suo peluche in ospedale in attesa di riprendersi completamente ma in condizioni tutto sommato buone. Al suo capezzale la mamma e il papà che accanto alla felicità di aver ritrovato Giorgia devono però affrontare la terribile perdita di Giulia, la primogenita di 10 anni.

 

Giorgia è stata trovata abbracciata alla sorella come se questa avesse voluto proteggerla.

vittime terremoto lettera per Giulia

La piccola Giorgia nel reparto di Pediatria dell’ospedale di Ascoli Piceno

 

Vittime terremoto: Una sorellina si salva e l’altra muore

Dormivano assieme nella stessa stanza.

Ricorda la nonna in ospedale tra le lacrime.

 

Giorgia è rimasta più in superficie, forse si è creata una specie di bolla d’aria che le ha permesso di respirare mentre Giulia era sotto e quando l’hanno recuperata già era esanime. I genitori dormivano nella stanza accanto solo parzialmente crollata.

vittime terremoto lettera per Giulia

L’Ansa  riporta le parole di uno dei vigili del fuoco che ha trovato Giorgia, Angelo Moroni:

“Ci hanno detto che c’erano delle bambine sotto le macerie, da lì abbiamo iniziato a scavare, trovando prima il materasso, poi il cuscino; infine abbiamo sentito un rantolo e ci siamo galvanizzati. Continuando a scavare a mani nude è spuntato fuori un piedino, poi un braccio e infine il busto. Alla fine l’ho tirata fuori e consegnata agli altri colleghi e ai sanitari.

 

“Spero che Giorgia si ricordi poco di qui, anzi spero che dimentichi tutto.”

Certo non sarà facile…

Vittime del terremoto: il biglietto di scuse del vigile del fuoco

Un altro pompiere della squadra soccorritori che sono accorsi per liberare Giorgia, ha trovato poi il corpo senza vita della sorella Giulia. Andrea De Filippo, 27 anni, ha commosso tutta Italia con il suo biglietto di scuse che ha lasciato istintivamente sulla piccola bara bianca della bimba.

 vittime terremoto lettera per Giulia

 

“Ciao piccola, ho solo dato una mano a tirarti fuori da quella prigione di macerie. Scusa se siamo arrivati tardi, purtroppo avevi già smesso di respirare ma voglio che tu sappia da lassù che abbiamo fatto tutto il possibile per tirarvi fuori da lì”.

“Quando tornerò a casa mia a L’Aquila saprò che c’è un angelo che mi guarda dal cielo e di notte sarai una stella luminosa. Ciao Giulia, anche se non mi hai mai conosciuto ti voglio bene. Andrea”.

Andrea non pensava di fare un gesto così eclatante, ha partecipato al funerale della piccola e ha dichiarato commosso:

“Sono un volontario, ero lì come essere umano, prima di tutto. Non sono un vigile del fuoco effettivo. Lavoro a chiamata e sogno di diventarlo. Lasciare il biglietto è stato un gesto istintivo, che mi è venuto in mente sul momento.”

 

Un gesto umano, di amore e passione per il proprio lavoro e per il valore della vita. Grazie Andrea, a te e a tutti quelli che ancora adesso, in questo momento, danno una mano.

 

 I volti e le storie delle vittime del terremoto

 

Fonte: Repubblica

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