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In piscina a 3 mesi: consigli pratici per mamme e neonati

L'acqua quasi sempre viene concepita come un pericolo per i bambini ma in realtà, portare i neonati in piscina a tre mesi, dona benefici a genitori e figli.

Anna Pannico

di Anna Pannico

04 Luglio 2017

Portare il bambino in piscina a 3 mesi gli genera molteplici benefici, difatti è uno degli sport maggiormente consigliati dagli specialisti. I corsi di acquaticità specificamente organizzati per questa fascia d’età, prevedono attività finalizzate a stimolare la crescita sana ed equilibrata del bambino.

 

Praticare attività in piscina durante i primi mesi di vita, oltre che a livello fisico, apporta tanti benefici nella sfera sensoriale del bambino, ed inoltre, stimola le abilità cognitive e motrici migliorando anche la socialità.

 

Bambino in piscina a 3 mesi, ecco quali sono i benefici.

in piscina a 3 mesi quali sono i benefici per il bambino

Per il neonato la vasca rappresenta un mondo completamente nuovo ma che a livello sensoriale rievoca le piacevoli sensazioni vissute nel periodo prenatale quando ancora era nella pancia della mamma.

 

Generalmente oltre all’istruttore che fa da guida, svolge le attività in acqua insieme al bambino anche un genitore, chiamato a supportare il bambino infondendogli una certa sicurezza e tranquillità.

Privilegiati anche sotto il profilo sensoriale, in questo contatto intimo che viene a crearsi tra genitore e figlio, si rafforza il legame affettivo tra i due, migliorando inoltre, anche l’intesa e la comunicazione.  

 

Portare il bambino in piscina a 3 mesi favorisce lo sviluppo delle capacità motorie grazie all’attività fisica che il neonato svolge in acqua.

E’ importante sottolineare però che nei primi mesi di vita il neonato non va a nuotare, ma lo sviluppo psico-fisico viene semplicemente stimolato dai movimenti delle gambe e delle braccia.

Difatti, il neonato impara a tenersi da solo lungo il bordo della piscina, si poggia sul genitore oppure si mantiene sul dorso, galleggiando in equilibrio grazie al supporto degli attrezzi utilizzati nelle attività appositamente ideate.

Mediante i giochi che fa in piscina a 3 mesi, e forse ancor prima che gattoni, il neonato impara a muoversi ed a spostarsi nell’acqua, abilità che sicuramente lo aiuterà a gestire meglio gli spazi quando andrà a quattro zampe.

 

Inoltre, in piscina il neonato acquisisce maggiore autonomia e controllo dei movimenti ed a lungo andare riuscirà a muoversi completamente da solo senza il supporto degli attrezzi.

 

Al di là dei benefici che lo stare in  piscina a 3 mesi arreca al neonato, un altro aspetto di cui tener conto è il divertimento.

in piscina a 3 mesi quali sono i benefici per il bambino

Il bambino in acqua innanzitutto si diverte! Anche le piscine preposte allo svolgimento del nuoto si caratterizzano per un’atmosfera allegra e vivace, sono piene di giocattoli colorati atti a stimolare la fantasia del bambino.

 

Portare il bambino in piscina a 3 mesi fa bene anche ai genitori.

 

La partecipazione dei genitori sembra un aspetto irrilevante, in altri casi invece, queste attività vengono considerate inadatte ed imbarazzanti per gli adulti ma in realtà, oltre a favorire il contatto e la sintonia con i figli, arrecano grossi benefici, specie ai genitori “inesperti”.

Rendendosi parte attiva nelle attività svolte in piscina, le mamme ed i papà imparano a vincere ansie ed apprensioni perché, aumentando le proprie competenze di fronte ai pericoli che corre il neonato (tra i quali può figurare anche l’acqua) acquisiscono una maggiore sicurezza.

I preziosi consigli che ricevono durante i corsi di acquaticità aumentano l’autostima dei genitori ed inoltre favoriscono il confronto e la socialità con altre coppie che vivono la stessa condizione di “genitori alle prime armi”.

 

Sicuramente portare i bambini in piscina a 3 mesi desta scetticismi, ma l’acquaticità sembra essere una delle soluzioni migliori sia perché migliora la mobilità e la socializzazione del bambino, sia perché favorisce l’intimità e la relazione madre/padre e figlio.

 

E’ da riconoscere che l’attività in questione contribuisce a migliorare lo stile di vita del bambino, lo sostiene nella crescita fisica ed assicura uno sviluppo più armonioso.

 

Fonte Immagini: Ingimage ID Immagini- ING_18989_03345- ISS_1255_00693

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