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Compiti a casa: 166 classi dicono no, via alla sperimentazione

Basta compiti a casa! Quest’anno centinaia di alunni che frequentano le 166 classi che aderiscono al nuovo progetto diranno addio ai compiti assegnati per casa.

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

07 Settembre 2017

“Basta, non vogliamo più i compiti a casa!”

Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase dai bambini e ragazzi che, dopo diverse ore di lezione trascorse a scuola, erano costretti a trascorrere interi pomeriggi chinati sui libri.

 

E quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase dai genitori che hanno trascorso le ore pomeridiane ad aiutare i propri figli, ormai stremati dalla sempre più crescente mole di lavoro che gli insegnanti assegnavano loro.

Per non parlare di coloro che, impegnati con il lavoro, si trovano costretti ad affrontare spese extra per pagare maestri privati o doposcuola che aiutino i ragazzi nei compiti a casa.

 

Un’insofferenza che aveva dato vita ad una vera e propria protesta guidata da Maurizio Parodi, dirigente scolastico nonché fondatore e amministratore del gruppo Facebook “Basta Compiti!” e che oggi sembra abbia sortito qualche risultato.

Compiti a casa: 166 classi dicono no, via alla sperimentazione.

Compiti a casa: 166 classi dicono no, via alla sperimentazione

Ebbene si, gli alunni di 166 classi della scuola primaria e secondaria di Biella, Verbania, Torino, Milano e Trapani non dovranno più fare i compiti a casa.

Si tratta di un esperimento già adottato nelle scuole del biellese lo scorso anno e che ora verrà monitorato dall’Università di Milano.

 

Sembra infatti che le precedenti classi coinvolte in questo progetto abbiano ottenuto dei buoni risultati, oltre a far felici alunni e genitori.

Si è così deciso di estenderlo ad alcune classi delle scuole di altre due regioni, ovvero Lombardia e Sicilia, che da quest’anno introdurranno anche loro il metodo di studio che abolisce i compiti a casa.

Niente compiti a casa: in cosa consiste la sperimentazione.

Tale sistema prende spunto dal metodo scolastico finlandese, un paese dove c’è il più alto livello di apprendimento degli alunni nel minor numero di ore scolastiche.

Scuola in Finlandia: ecco perché è la migliore del mondo

Per dire no ai compiti a casa sarà necessario che le scuole riorganizzino – per alcuni si tratta di una vera e propria rivoluzione – il tempo delle lezioni sommando alle ore mattutine, durante le quali si farà la teoria, alcune ore pomeridiane, durante le quali si metterà in pratica, anche attraverso laboratori, quanto studiato nelle ore precedenti.

 

Il tutto verrà sviluppato in maniera interdisciplinare, ossia coinvolgendo più docenti di diverse materie che tratteranno lo stesso argomento per una o due settimane, in questo modo gli studenti potranno approfondire la materia considerandola sotto diversi punti di vista.

<<Le insegnanti della classe svolgono le normali attività di mattina e nel pomeriggio consolidano le conoscenze con attività di diverso tipo, anche pratiche – spiega Susanna Rolando, insegnante di una delle scuole primarie di Biella – Questo consente ai bambini di acquisire i contenuti in quelle due settimane e di non essere appesantiti da compiti a casa>>.

La sperimentazione, che ricordiamo consente di eliminare i compiti a casa, garantirà l’uniformità della classe, nessun alunno dunque verrà lasciato indietro, nessun bambino accumulerà lacune poi difficili da recuperare.

<<Si tratta di una metodologia inclusiva che non lascia indietro nessuno – spiega ancora la docente Rolando – e che evita la stratificazione delle conoscenze. In altre parole, l’argomento che gli alunni studiano viene affrontato e concluso in tempi brevi e le conoscenze vengono consolidate>>.

Insomma, un vero e proprio sogno che si avvera per molti genitori e bambini fino ad ora sommersi dai compiti a casa che, con il passare del tempo, diventano spesso motivo di frustrazioni e litigi familiari.

 

Come detto in precedenza, al momento saranno solo 166 le classi che non assegneranno più i compiti a casa – 36 nel biellese, 90 nella provincia milanese e 40 nella provincia di Trapani – mentre i risultati verranno monitorati dall’Università di Milano.

Alla fine della sperimentazione infatti, quest’ultima elaborerà i dati raccolti attraverso la compilazione di questionari al fine di valutare l’utilità e l’effettiva funzionalità del metodo.

 

E voi mamme, cosa ne pensate?

Siete pro o contro i compiti a casa?

 

Fonte: Repubblica

 

 

 

Fonte immagine di copertina Ingimage con licenza d’uso ID: ING_33594_221009

 

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