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Diastasi del retto addominale: sintomi, cause e intervento chirurgico

La diastasi del retto addominale dipende dalla gravidanza ed è la malattia delle mamme: pancia gonfia, dolori addominali, difficoltà digestive e dolori lombari

Federica Federico

di Federica Federico

04 Dicembre 2020

Alla diastasi del retto addominale è stata lungamente negata la qualifica di patologia, i suoi sintomi sono stati sottovalutati da tutti quei medichi che per anni hanno relegato questa condizione della donna a mero problema estetico.

 

Oggi la diastasi del retto addominale è riconosciuta come la malattia delle mamme poiché ne è causa principale la gravidanza.

 

I sintomi con cui si manifesta questa frequente condizione post-gravidica sono distinguibili, se non evidenti; possiamo dire che segnano il corpo della mamma e ne inficiano l’animo divenendo spesso invalidanti e psicologicamente complessi da gestire.

 

Diastasi del retto addominale

Diastasi del retto addominale.
Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso
ID Immagine: ID Immagine : 95242114

Quali sono i sintomi della diastasi del retto addominale.

 

Sono spie di una diastasi:

  • gonfiore addominale post pranzo (post prandiale, come direbbero i medici);
  • dolorose fitte all’addome;
  • difficoltà digestive che nei casi più seri possono ingenerare nausea;
  • difficoltà respiratorie che possono associarsi o meno a quelle digestive;
  • dolori lombari;
  • difettose inclinazioni della spina dorsale, in modo particolare l’iperlordosi che si riconosce dall’addome sporgente accompagnato dai glutei protratti eccessivamente all’indietro.

 

Le più comuni complicanze dipendenti da una diastasi del retto addominale risultano essere: 

  • ernie ombellicali;
  • ernie addominali;
  • prolasso uterino;
  • incontinenza.

 

Diastasi del retto addominale - cause

Diastasi del retto addominale, quali sono le cause.
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Quali sono le cause della diastasi del retto addominale.

 

L’immagine con cui corrediamo questo paragrafo mette in evidenza il cosiddetto muscolo retto addominale che si estende nell’area della pancia, ovvero proprio nella sede della gravidanza.

 

Tra tutti i muscoli del nostro corpo il retto addominale è un muscolo pari o a specchio: c’è un retto destro e un retto sinistro, due parti di un tutto unite da una linea mediana, la linea alba.

 

La linea alba è una sottile linea costituita da tessuto connettivo, come suggerisce la parola stessa, tessuto di connessione e collegamento in sé sprovvisto sia di nervi che di vasi sanguini.

 

La stessa evidenza della cosiddetta linea alba, caratteristica di molte pance pregne,  è segno della pressione della gravidanza sul retto addominale.

 

E’ ovvio che una fisiologica apertura dei retti è normale rappresentando lo spazio vitale di cui il bebè necessita. Infatti durante la gravidanza l’addome della mamma si apre per accogliere il bambino, la camera gestazionale si fa spazio dall’interno, l’utero si amplia, il feto cresce e la pancia diventa sempre più grande.

 

Questa spinta sul retto addominale può causarne uno stiramento, stiramento del retto addominale; il pericolo di diastasi interviene quando l’allontanamento dei due retti, retto dx e retto sx, supera la tollerabilità fisiologica.

 

A ciò si aggiunga che la tempesta ormonale della gravidanza è, insieme allo stiramento addominale, un altro fattore negativamente contingente sull’assottigliamento dei tessuti connettivi. Più si assottigliano i tessuti connettivi più c’è il rischio che l’apertura dei retti superi l’ordinario e la pancia non ritorni nelle sue condizioni pre-parto.

 

Con riferimento allo spazio di cui ha bisogno il feto nel ventre materno per un accrescimento normale, i medici parleranno di GAP per indicare la fisiologica distanza tra i retti in gravidanza.

 

Nei mesi successivi al parto il GAP dovrebbe gradualmente ridursi fino a riportare l’addome alla sua condizione d’origine, o quasi. Fatti salvi i problemi eventualmente legati all’aumento di peso.

 

Una corretta valutazione dell’andamento del GAP in recesso si fa a circa 6/8 mesi dal parto:
– a questa data il GAP risulterà fisiologico solo se inferiore alla misura di 2 cm;
– sopra i 2 cm possiamo, invece, considerare la diastasi del retto addominale patologica.

 

Diastasi del retto addominale, ricaduta psicologica

Diastasi del retto addominale, ricaduta psicologica.
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Ricaduta psicologica della diastasi del retto.

La malattia ha un’evidente ricaduta estetica che in termini psicologici, anche considerate tutte le fragilità delle neo mamme e delle mamme, non si può sminuire e sottovalutare, nemmeno rispetto ai sintomi fisici.

 

A una donna con la diastasi addominale del retto chiederanno spesso: “Ma sei di nuovo incinta?“. Inoltre potrebbe soffrire di incontinenza e dopo aver mangiato, magari un pasto normale, dovrà fare i conti con un palloncino al posto della pancia e con disturbi digestivi non trascurabili, spesso socialmente limitanti.

Com si cura la diastasi addominale del retto.

La ginnastica addominale, la fisioterapia e l’osteopatia (considerate terapie alternative alla chirurgia quando il GAP è minimo) aiutano, ma una soluzione definitiva al problema arriva solo dall’approccio chirurgico.

 

Una prima valutazione della condizione addominale è visiva:  la mamma che sospetta di essere affetta da diastasi riscontra nel suo quotidiano tutti i sintomi sopra elencati e vive i disturbi che vitadamamma ha descritto in questo scritto divulgativo.

 

Tuttavia il medico chirurgo rinvierà la diagnosi alle risultanze di un accertamento ecografico a conferma della presenza della diastasi addominale del retto e a misurazione certa dell’ampiezza del GAP.

 

Diastasi del retto addominale, intervento

Diastasi del retto addominale, intervento chirurgico.
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Intervento chirurgico correttivo della diastasi addominale del retto: plicatura dei retti mediante addominolpastica.

 

Senza entrare nel dettaglio dell’intervento di addominoplastica, diciamo di esso che riduce i sintomi della diastasi sino ad azzerarli e risolve l’inestetismo eliminando anche la pelle in eccesso (il chirurgo rimuove la pelle in eccedenza).
Insomma l’intervento è curativo!

 

Sul tavolo operatorio, l’intervento ha, più praticamente, lo scopo di riavvicinare i muscoli del retto addominale, dx e sx, per farlo il chirurgo opererà un’incisione sovrapubica, che corre da anca ad anca.


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