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10 anni dal terremoto dell’Aquila: l’ultima sopravvissuta estratta dalle macerie

10 anni dal terremoto dell'Aquila: Eleonora Calesini, l'ultima vittima estratta viva dalle macerie dopo aver trascorso ben 42 ore intrappolata nei detriti.

Federica Federico

di Federica Federico

06 Aprile 2019

L’Aquila è ancora una città ferita, in alcuni angoli, dentro tanti monumenti, in certe strade e in centinaia di cuori è ancora forte e visibile la devastazione del terremoto: oggi ricorrono i 10 anni dal terremoto dell’Aquila.

 

Quando tanto tempo trascorre in una “lontananza fisica ed emotiva da queste tragedie”, le storie di vita che le caratterizzano tendono ad andare dimenticate, si confondono nel dolore di tutti e nelle lacrime di ognuno. E’ compito concreto e non violabile quello di ricordare perchè la memoria diventi monito alla sempre costante responsabilità.

 

Pensando ai moltissimi figli che in quella città erano anche studenti fuori sede, su 309 vittime ci sono stati 55 studenti universitari, è in memoria delle vite perdute e di quelle salvate, del dolore e della distruzione generati dal sisma che vogliamo ricordare Eleonora Calesini.

10 anni dal terremoto dell'Aquila:

Sono trascorsi 10 anni dal terremoto dell’Aquila e oggi Eleonora è una donna cresciuta superando lo spavento di essere stata sul punto di morire: è lei l’ultima sopravvissuta del terremoto, o meglio l’ultima ad essere stata estratta viva dalle macerie.

 

Eleonora rimase intrappolata in una “bolla d’aria”, un antro angusto nel qual non poteva muoversi né vedere nulla. Il suo buio fu totale anche perché questa donna è nata sorda e al momento del sisma non indossava il suo apparecchio acustico.

 

Trascorsero 42 lunghissime prima che i soccorritori arrivassero da Eleonora.

 

10 anni dal terremoto dell’Aquila: Eleonora Calesini oggi

 

Così come faceva ogni sera, la giovane si era tolta l’impianto acustico prima di andare a letto. Dopo la scossa non riuscì a recuperarlo e, nelle lunghe ore sotto i detriti e la polvere, dovette fare i conti anche con la necessità di percepire ciò che avveniva all’esterno senza poter sentire.

 

Eleonora ha raccontato a Bruno Vespa di come ha compreso che qualcosa stesse per avvenire attraverso le vibrazioni del cemento: malgrado le tante ore sommersa dalle macerie,  era lucida quando capì che qualcuno scavava nella sua direzione e allora urlò con tutta a forza che le restava.

 

Estratta viva, Eleonora aveva subito lo schiacciamento di una gamba e ha dovuto lungamente combattere con le conseguenze di ciò, subendo anche molteplici interventi. Ha finito i suoi studi ad Urbino, ma dell’Aquila ricorda ancora la disperazione di quella notte e l’idea devastante di essere sul punto di morire.

 

10 anni dal terremoto dell'Aquila:

10 anni dal terremoto dell’Aquila: Eleonora Calesini, il suo percorso per guarire dalle ferite del corpo

 

Era il 6 aprile del 2009 quando una potente scossa di terremoto, registrata alle 3:32 di notte e pari a 6.3 di magnitudo, provocò rovinosi crolli uccidendo, intrappolando e devastando L’Aquila.

 

10 anni dal terremoto dell’Aquila

 
La ricostruzione continua a essere un lungo percorso di speranza che passa attraverso la memoria delle 309 vittime, l’esigenza di operare un doveroso recupero dei luoghi d’arte e socializzazione, il bisogno di dare rinnovato spazio a vite e aspettative.
Non va dimenticato il terremoto in sè stesso e nemmeno l’attuale speranza di superare il passato per proiettarsi verso il futuro.

 


Nota per il lettore: l’immagine social è meramente illustrativa e la donna immortalata nell’immagine non è riconoscibile come Eleonora, trattasi di foto di repertorio.

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