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Padre e figlia morti nel Rio Grande

Padre e figlia morti nelle acque del Rio Grande: l’immagine non può non rievocare quella della morte di Alan Kurdi, bimbo siriano morto in Turchia nel 2015

Federica Federico

di Federica Federico

27 Giugno 2019

Oscar e Valeria sono stati ritrovati così, stretti nel loro ultimo abbraccio che in sé rappresenta assai più che una semplice tragedia: “padre e figlia morti nel Rio Grande, il fiume che separa il Messico dagli Stati Uniti”, è questa la sintesi della struggente immagine che sta catturando l’attenzione internazionale.

 

E’ stata necessaria la morte di un giovane padre, Oscar Alberto Martinez Ramirez, 25 anni, e della sua Valeria, di appena 23 mesi, perché il mondo parlasse con forza del disperato confine che separa il Messico dagli Stati Uniti.

 

Oscar e sua moglie Tania Vanessa Avalos, 21 anni, avevano deciso che rischiare la vita non sarebbe stato un prezzo così alto a fronte delle condizioni di precarietà e miseria in cui vivevano a San Martin, un borgo di San Salvador.

 

A parlare di loro è la nonna di Valeria, mamma di Oscar; sebbene la donna affermi che la coppia non aveva problemi con le gang – una delle principali ragioni del dolore e del mal di vivere messicano – sta di fatto che questa famiglia doveva nutrire un forte desiderio di evasione per tentare una fuga in acqua.

 

Oscar ha deciso di legare sua figlia dentro la propria maglietta di cotone e spingersi nelle acque del Rio Grande nel tentativo, oggettivamente disperato, di raggiungere il suolo americano.

 

Padre e figlia morti nel Rio Grande: dinnanzi all’immagine dei due corpi a faccia in giù affogati nell’acqua fangosa di un canneto, il New York Times urla: “America sveglia”.

padre e figlia morti nel Rio Grande

Perché i messicani poveri cercano una via d’uscita emigrando anche illegalmente in America e superando frontiere blindate attraverso vie pericolose, a rischio della propria vita?

Oscar faceva il cuoco in una pizzeria, la moglie, invece, era cassiera in un fast food, vivevano insieme alla madre di Oscar che oggi sostiene che la coppia aveva deciso di fuggire dalla miseria: “Avevano deciso di andar via per motivi economici. Oscar non aveva avuto problemi con le gang“.

 padre e figlia annegati nell'acqua paludosa: cercavano di fuggire dalla miseria

Padre e figlia morti nel Rio Grande: il riferimento alle gang non può rimanere secondario.

 

Le gang sono organizzazioni criminali violente e insidiose che nei Paesi del Centro America, El Salvador, Guatemala, Honduras, quotidianamente esercitano un dominio violento sulla popolazione, spesso estorcono ai cittadini, comuni lavoratori, almeno la metà del loro guadagno reagendo all’opposizione delle gente con violenza: chi non paga perde la casa che va in fiamme, subisce minacce di morte e pestaggi.

 

Eppure i salari medi sono bassi, tanto bassi che questo fenomeno estorsivo priva l’uomo comune delle stesse possibilità di una mera sopravvivenza guadagnata e sudata col proprio lavoro.

 

Padre e figlia morti nel Rio Grande la vera storia dietro la foto scattata della giornalista Julia Le Duc

 

Oscar e Vanessa, con la piccola Valeria, erano arrivati lo scorso fine settimana a Matamoros, una cittadina messicana posta sul lembo più a est della frontiera con il Texas, uno di quei luoghi da cui parte la speranza di approdare sul suolo americano.

 

Sebbene a Matamoros vi sia uno dei valichi ufficiali, l’International Bridge, un ponte che arriva a Brownsville, non molto distante da un centro di smistamento, questo valico ufficiale è chiuso temporaneamente perché le strutture di accoglienza sono sovraffollate e i tribunali che si occupano delle cause di immigrazioni sono, a loro volta, al collasso.

 

La famiglia di Oscar era partita con l’intenzione di chiedere asilo alle autorità americane, ma il blocco dei flussi di migranti ha reso impossibile qualsiasi richiesta legale e legittima. Probabilmente marito e moglie hanno visto nelle acque del Rio Grande la loro unica speranza di fuga.

 

Tutto il mondo sa che su queste acque di confine si arricchiscono i trafficanti di vite umane che traghettano da una parte all’altra i migranti, più soldi hanno i disperati più il viaggio è “sicuro”, con una ingente somma di danaro, per esempio, il trasporto dal Messico arriva fino a una città americana lontana dal confine.

 

Oscar non aveva abbastanza soldi e pertanto è stato costretto a vivere parte del suo viaggio della speranza nuotando. Sua moglie ricorda di averlo visto andare in difficoltà e annaspare, lei non ce l’ha fatta ed è tornata indietro, si è salvata mentre suo marito, trascinando con sè la figlioletta, è morto inghiottito dalla speranza di superare le acque a cui chiedeva libertà e riscatto.

padre e figlia morti nelle acque del rio grande, per sfuggire alla disperazione e alla povertà

Padre e figlia morti nelle acque del Rio Grande: l’immagine non può non rievocare quella della morte di Alan Kurdi, il bimbo siriano di 3 anni, ritrovato eternamente addormentato su una spiaggia della Turchia, allora era il settembre del 2015. Dopo tre anni nulla è cambiato in questo mondo in cui la dignità umana conosce ancora profonde negazioni.

 



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