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Granchio azzurro avvistato sulle spiagge: tutto ciò che c’è da sapere

Granchio azzurro avvistato sulle spiagge nostrane, detto anche granchio blu o granchio reale: è più aggressivo dei comuni granchi, ha chele taglienti e spine sul carapace

Federica Federico

di Federica Federico

09 Agosto 2019

Molte testate giornalistiche e portali online hanno già dato l’ “allarme granchio azzurro”, ma la parola allarme induce in errore e ingenera un’ansia scorretta e non condivisibile.

Granchio azzurro

Granchio azzurro
– Fonte immagine 123RF.com, ID Immagine : 91232029

Sgomberiamo subito il campo da falsi allarmismi sul granchio azzurro:

 

  • chi lo definisce un granchio alieno travisa le parole degli esperti e fa transitare un’informazione forzosamente allarmista, tecnicamente la definizione alieno altro non vuol dire che proveniente da mari lontani dal nostro, cioè non si tratta di un granchio nativo delle nostre coste;

 

  • allo stesso modo chi lo definisce un granchio pericoloso disegna un’immagine distante dalla realtà dei fatti perché questa specie non è minacciosa ex sé, bisogna solo fare attenzione a non calpestare detti granchi poiché il carapace presenta spine acuminate (quindi sarebbe un po’ come mettere i piedi su un riccio) e bisogna evitare di importunare o giocare con questi animali poichè hanno un carattere meno accomodante dei granchi nostrani e chele molto taglienti e capaci di ferire.

 

Molte le segnalazioni in Salento: avvistato in mare il cosiddetto granchio azzurro, una specie non nostrana di granchio.

 

Il gancio azzurro, detto anche granchio blu o granchio reale, è distinguibile dal colore: ha una colorazione tendente al blu;

inoltre è distinguibile dalle grandi dimensioni: può raggiungere una lunghezza di 10 centimetri e una larghezza di 20.

 

Il granchio azzurro appartiene alla famiglia del Callinectes sapidus.

 

Si tratta di un “animale marino pericoloso” se importunato perché tendenzialmente più aggressivo di un comune granchio:

oltre ad essere dotato di chele potenti e forti, che, complice una decisa presa, possono provocare ferite, possiede anche un carapace spinoso, ovvero sul suo corpo sono presenti spine acuminate.

 

Le chele sono così taglienti da rompere le reti da pesca e, nel rapporto con l’ecosistema marino, il “danno” arriva dal fatto che è un abile e temibile predatore di molluschi, di altri crostacei e di pesci. Pertanto diverse specie autoctone sono “minacciate dalle sue chele“.

 

Dov’è stato visto il granchio azzurro?

 

Questo granchio è stato avvistato in Salento, non c’è ragione di credere che possa essere uscito da quell’area. In modo particolare sono stati numerosi gli avvistamenti sulle spiagge di Spiaggiabella e Torre Rinalda.

 

La ragione di questa presenza anomala è addebitabile all’innalzamento delle temperature, il granchio azzurro proviene dal Golfo del Messico e già prima di approdare in Italia aveva colonizzato le coste di Grecia e Albania.

 

La presenza del granchio azzurro si è velocemente massificata, come mai?

 

Il granchio si è velocemente diffuso perché nelle nostre acque non ha incontrato alcun predatore naturale.

 

Ata-pc Lecce dirige il suo comunicato ai genitori perché ciò che preoccupa maggiormente, al di là dell’impatto ambientale, è il rapporto bambini animale:

se i bambini giocano con questi granchi possono ferirsi e le spine sono tali da ferire un piede anche solo poggiato sul granchio.

Ata-pc vuole studiare l’impatto di questa specie sull’ecosistema marino nostrano, valutandone gli aspetti positivi e negativi e pertanto sta monitorando la situazione pregando la cittadinanza, in caso di avvistamento, di inviare le proprie segnalazioni fotografiche.

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