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Incinta a 13 anni, muore di parto

Incinta a 13 anni, la mamma-bambina è morta di parto per complicazioni da incuria: non era stata seguita per l'intera gravidanza. Il bimbo prematuro sta bene.

Federica Federico

di Federica Federico

02 Gennaio 2020

Incinta a 13 anni, muore di parto dopo aver dato alla luce un neonato prematuro e venuto al mondo traumaticamente. Il retroscena di questa nascita e di questa morte è doloroso, meschino, violento e devastante.

 

La notizia arriva dal Brasile ed è datata 11 dicembre 2019, se fosse stata data 30 dicembre 2015 questa giovane bimba, forse, sarebbe ancora viva poiché la nascita del figlio che attendeva è stato l’ultimo frutto amaro di un lunghissimo abuso perpetrato per ben 4 anni.

 

Ad abusare della ragazzina, sin dalla sua più tenera età, non è stato un estraneo, bensì chi più di tutti avrebbe dovuto amarla e proteggerla: suo padre. Gli abusi hanno avuto inizio quando Luana Ketlen, questo il nome della mamma-bambina , aveva solo 9 anni. Da allora ad oggi, nessuno ha fermato l’orrore!

 

incinta a 13 anni

Incinta a 13 anni, muore di parto.
Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

 

Incinta a 13 anni, subiva abusi sin da quando di anni ne aveva appena 9.

 

Luana Ketlen è morta l’11 dicembre scorso, è arrivata in ospedale accusando un forte dolore addominale, era incinta, ma, stando alle fonti giornalistiche brasiliane, nessuno aveva avuto cura della sua gestazione progredita nella più totale assenza di controlli medici e assistenza.

 

Senza una documentazione pregressa che servisse da quadro storico della gravidanza, quel mercoledì pre natalizio i medici hanno deciso che non si sarebbe potuto procedere altrimenti se non con l’induzione del travaglio, la ragazzina era presumibilmente incinta di 7 mesi ed era in uno stato anemico acuto: dall’intervento d’urgenza, è nato un maschietto sopravvissuto alla sua mamma.

 

La mamma- bambina è morta durante il trasporto presso una struttura ospedaliera più attrezzata e specializzata.

Luana è spirata mentre veniva trasferita in elisoccorso presso un ospedale specializzato a Manaus, la capitale dello stato dell’Amazzonia, a circa 363 chilometri di distanza dalla città di Coari, teatro della tragedia.

 

incinta a 13 anni, muore di parto

Incinta a 13 anni, Luana è morta l’11 dicembre. Fonte immagine: odunews.com

 

Le complicazioni post parto che hanno condotto la ragazzina alla morte potevano essere tutte evitate con un adeguato monitoraggio della gestazione. La documentazione medica parla di cirrosi epatica, acqua nei polmoni e bassa pressione sanguigna.

 

Le autorità hanno presto ricostruito lo scenario degli abusi e dedotto il padre in arresto, l’uomo, 36anni, è accusato di abusi su minore e omicidio colposo, tutto ciò aggravato dall’intimo legame di sangue. Quest’uomo ha abusato di sua figlia, ne ha cagionato la morte e ora è un papà-nonno che porta su di sé l’onta della più amara violenza.

 

Incinta a 13 anni, l’omertà rende la sua morte ancora più dolorosa.

 

In relazione allo stupro, la famiglia nega qualsiasi responsabilità sostenendo che nulla di quanto accadesse in quella casa era loro noto. Praticamente nessuno avrebbe visto, udito o percepito alcunché riguardo agli abusi.

 

Ma una parente, che avrebbe chiesto alla stampa di restare anonima, getta un ragionevole dubbio sulla famiglia: sostiene che la ragazza avrebbe svelato della sua gravidanza e accusato il padre dell’abuso, ma, a quanto pare, la mamma  si sarebbe rifiutata di crederle lasciandola incinta e senza alcuna assistenza.

Il capo della polizia conferma che alcuni familiari sarebbero intervenuti allettando i servizi sociali. Il peggioramento delle condizioni di salute della ragazza, però, ha preceduto l’intervento dell’autorità competente.

 

E’ lo stesso capo della polizia di Coari, José Barradas, a collocare la ragazza in un contesto difficile, alla stampa dichiara che “L’adolescente viveva con i suoi genitori in una zona rurale alla periferia della città.

Lei stessa non si è resa conto del suo stato, fino a due mesi fa, quando ha iniziato a sentire dolore all’addome. Probabilmente quando lo ha scoperto era già incinta di circa cinque mesi.” Sta di fatto che non ha ottenuto alcun supporto e nessuna assistenza.

 

Intanto i servizi sociali devono ancora determinare le sorti del neonato: al momento è in discussione la sua collocazione e non si sa se i membri della famiglia riceveranno la tutela.

Per quanto nato prematuramente e con un parto traumatico, il “bambino e sta molto bene”, è “forte e già respira senza l’ausilio di un respiratore”, lo confermano le autorità che hanno in carico il caso, è ricoverato nell’unità neonatale dell’ospedale in cui è nato.

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