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Georgie: il vero tragico finale del cartone animato

Georgie, uno dei cartoni animati degli anni ’80 più censurati, ha nella versione manga un finale molto diverso e ben più tragico di quello trasmesso in televisione

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

05 Agosto 2020

Chi ha trascorso la propria infanzia negli anni ’80 e ’90 oggi sa che molti dei cartoni animati trasmessi in televisione durante quel periodo erano tratti dai manga giapponesi. È altrettanto noto che gli stessi hanno subito pesanti censure nella trasposizione dal cartaceo alle immagini tv, un adattamento resosi obbligatorio per permetterne la visione ad un pubblico di bambini.

Il cartone animato Georgie è tra gli esempi più lampanti, il finale raccontato nei fumetti infatti è ben più tragico di quello visto in televisione e sicuramente meno adatto ad un pubblico di minori.

 
Georgie: il vero tragico finale del cartone animato
 

Georgie: il vero tragico finale del cartone animato.

 

Trasmesso per la prima volta in Italia nel 1984, il cartone animato Georgie – titolo originale Lady Georgie! – appartiene alla serie di anime o manga denominate shojo, ovvero rivolti principalmente ad un pubblico adolescenziale femminile.

La versione cartacea infatti, scritta da Mann Izawa e illustrata da Yumiko Igarashi (stessa illustratrice di Candy Candy – ndr), racconta le vicende di una Georgie adolescente impegnata nella ricerca delle sue origini, mentre la sua infanzia viene descritta solo in alcune pagine ed attraverso brevi flashback.

 

Gli argomenti trattati, soprattutto nella parte finale del manga, sono molto forti – droga, suicidio, abuso sessuale, ecc. – e non adatti ad un pubblico di bambini in età scolare, per tale motivo la censura italiana dell’epoca ha “riadattato” il cartone animato operando diversi tagli, finanche un significativo cambio del finale, così da permetterne la visione anche ai bambini più piccoli.

 

Nella versione televisiva – 45 episodi complessivi – viene dato un maggior risalto all’infanzia di Georgie (sono 14 le puntate dedicate alla Georgie bambina) e vengono inseriti due nuovi personaggi, il koala Loup e il cane di zio Kevin, il “Barone Williams Adam Junior”, scelta quest’ultima effettuata per “addolcire” i momenti più tristi del cartone come la morte del signor Butman, papà di Abel e Arthur.

 
Georgie: il vero tragico finale del cartone animato
 

Ma, come già anticipato, a subire un vero e proprio stravolgimento è stato il finale di Georgie.

 

Nella versione televisiva, Georgie rinuncia per sempre al suo caro Lowell, gravemente malato di tubercolosi, riportandolo dalla fidanzata Elisa per poterlo salvare da morte certa. Successivamente la giovane incontra Abel che la informa di dover liberare il fratello Arthur. Quest’ultimo infatti, durante la traversata che dall’Australia lo ha portato in Inghilterra, scopre il losco piano del Duca Dangering (attentare alla vita della regina Vittoria) e viene fatto prigioniero. Verrà tenuto in vita solo per compiacere i nipoti del duca, la giovane Maria, follemente innamorata di Arthur, e lo spietato Irwin, designato guardiano del giovane.

Nel contempo Georgie ritrova il padre perduto, il Conte Fritz Gerald, che aiuterà i due fratelli a liberare Arthur. Una volta riabilitato il buon nome dei Gerald – il padre di Georgie era stato ingiustamente accusato di aver complottato contro la regina – i tre fratelli decidono di fare ritorno in Australia e vivere insieme nei luoghi in cui sono cresciuti.

 

Georgie: il vero tragico finale del cartone animato

Georgie: il finale del cartone animato trasmesso in tv


 

Nella versione manga (è ancora possibile acquistare i fumetti in italiano editi dalla Magic Press nel 2009 cliccando QUI) Arthur viene catturato dal Duca Dangering, fatto prigioniero e presentato all’alta società come Cain, il fidanzato di Maria, nipote del duca. Ma non è tutto! Sorvegliato a vista dal fratello di Maria, Irwin, diventerà il passatempo preferito del giovane nobile che gli somministrerà pesanti dosi di droga per poterne abusare sessualmente, violenze che spingeranno Arthur a tentare il suicidio.

 

Il vero stravolgimento di trama si verifica durante il salvataggio di Arthur. Abel si sostituisce al fratello che, una volta libero, in preda ad una delirante crisi di astinenza da droghe, cade nel Tamigi. Il suo corpo non verrà ritrovato.

Intanto Irwin scopre il piano di Abel, recatosi nella cella di Arthur vi trova il fratello maggiore ed ingaggia con lui una lotta avendo la peggio. Abel uccide accidentalmente Irwin e viene per questo condannato a morte. Grazie alla complicità di Maria, Georgie riesce a raggiungere Abel in cella e a restare da sola con lui. I due si dichiarano reciproco amore e si lasciano andare alla passione.

 

Georgie: il vero tragico finale del cartone animato

Georgie: il vero tragico finale del cartone animato – Abel e Georgie cedono alla passione


 

Il giorno dell’esecuzione Abel decide di non rendere la sua morte vana ed inizia a raccontare ai presenti i loschi piani del duca Dangering che, ormai smascherato, spara al giovane ferendolo a morte. Prima che l’amato chiuda gli occhi per sempre, Georgie gli confessa di essere incinta. Caduta in un stato depressivo, Georgie supererà lo straziante dolore grazie all’aiuto di Lowell che la incoraggerà a rialzarsi e a continuare a vivere per suo figlio.

 

Georgie: il vero tragico finale del cartone animato

Georgie: il vero tragico finale del cartone animato – Georgie e il figlio Abel junior


 

Anni dopo la giovane mamma decide di tornare in Australia insieme al bambino, Abel junior, qui incontrerà Arthur che le racconterà di esser stato salvato da una nave che l’ha riportato in patria e di essersi disintossicato grazie all’aiuto di zio Kevin.

Il piccolo, che ha visto il volto del padre in un quadro, chiama Arthur “Papà”, riconoscendolo come tale. L’ultima immagine del manga vede Georgie, Arthur e Abel junior di spalle mentre si allontanano insieme, pronti a vivere ed assaporare quella felicità e serenità a lungo cercata.

 

Georgie: il vero tragico finale del cartone animato

Georgie: il vero tragico finale del cartone animato

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