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Iuschra Gazi è morta: la bimba autistica dispersa a Serle

Il cranio rinvenuto nei boschi di Serle, provincia di Brescia, appartiene a Iuschra Gazi, la 12enne autistica dispersa durante una gita nel luglio del 2018.

Redazione VitaDaMamma

di Redazione VitaDaMamma

28 Ottobre 2020

I poveri resti di Iuschra Gazi, come quelli di Gioele, sono stati trascinati dagli animali selvatici nei boschi e la deturpazione dei corpi oggi incombe sulle famiglie di questi bambini aggiungendo dolore al dolore:

Sono sotto shock, ora so che mia figlia è davvero morta“, ha commentato il padre di Iuschra Gazi, la 12enne autistica svanita nel nulla nei boschi di Serle (Brescia) nel luglio 2018.

 

Le tracce di Iusisca si persero durante una gita con gli operatori della Fondazione bresciana di assistenza a psicodisabili. I bambini, in quel luglio di due anni fa, vennero condotti in una zona carsica con oltre 700 ettari di bosco e più di 22 chilometri di grotte, un’area impervia e difficile da battere durante le ricerche.

Iuschra Gazi

 

Un cranio rinvenuto a Serle, la conferma: è di Iuschra Gazi.

 

La scomparsa è rimasta avvolta nel mistero fino al 5 ottobre scorso quando un piccolo teschio è stato ritrovato negli stessi boschi della sparizione.

Il teschio è stato rinvenuto nella medesima zona dove due anni fa si concentrarono le ricerche della piccola, ma per accertare la corrispondenza tra quelle povere ossa e Iuschra Gazi si è reso necessario il confronto con il Dna dei genitori.

 

L’esame ha avuto luogo presso il dipartimento di anatomia patologica degli Spedali civili ai quali la Procura lo aveva affidato.

E, nello specifico, il profilo genetico è stato estratto da uno dei due molari rimasto incastonato nella mascella della bimba e confrontato col Dna del papà di Iuschra . La scienza non mente: l’analisi di laboratorio ha trovato piena corrispondenza tra il Dna del teschio e quello dell’uomo.

 

Il teschio è certamente stato spostato dagli animali selvatici, inoltre la zona circostante a quella in cui è stato rinvenuto esulò dall’area in cui si mossero le ricerche della piccola, si tratta, infatti, di un’area impervia chiusa da fitti grovigli di rovi e vegetazione.

All’epoca della scomparsa la zona era stata sorvolata solo da droni ed elicotteri, è presumibile che la morte sia avvenuta in un’area più interna e meno accessibile all’uomo mentre il rinvenimento sarebbe la conseguenza dell’azione degli animali selvatici sul cadavere. La segnalazione del teschio è stata fatta da un cacciatore.

 

Il caso giudiziario relativo alla scomparsa di Iuschra Gazi è già chiuso da mesi con la condanna dell’operatrice dell’associazione Fobap (Fondazione bresciana assistenza psicodisabili) che quel giorno aveva la responsabilità della bimba:

l’operatrice è stata condannata a otto mesi per omicidio colposo, la condanna è stata il risultato di un patteggiamento.

La donna era già stata iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Brescia nel febbraio 2019.

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