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Alberto Accastello chi era il papà killer di Carignano

Erano le 5.30 di ieri mattina, lunedì 9 novembre, quando Alberto Accastello ha sterminato tutta la sua famiglia con 5 colpi di pistola, prima di suicidarsi ha sparato persino al cane a cui la moglie era tanto affezionata. La figlia è in rianimazione, ricoverata in gravissime condizioni.

Federica Federico

di Federica Federico

10 Novembre 2020

La famiglia è quel luogo in cui riponiamo tutto di noi stessi, non è solo il luogo del cuore, inteso come sentimenti e passioni, essa è il luogo delle aspettative, il rifugio e la sede delle sicurezze. Non è facile sostenere il progredire di una famiglia quando il tempo avanza su chi l’ha costruita: marito e moglie cambiano vesti, idee e progetti, in questo divenire possono trovare insieme una via pacifica per invecchiare e rinnovarsi amandosi e rispettandosi ancora oppure possono prendere strade diverse. Spesso le sorti di una famiglia dipendono da quanto ciascuna delle sue parti sa e vuole mettersi in discussione.

 

Qualcosa di perverso e malato si insinua in questi meccanismi quando la separazione, il prendere strade emotive differente, diventa malessere distruttivo, rabbia e ferocia fisica, violenza e sangue.

Troppo spesso la cronaca si sporca di questo sangue, ovvero quello delle vittime innocenti e dei papà killer che in pochi attimi, armati di ferocia e rancore, trasformano l’amore in morte.

 

E’ accaduto di nuovo in una villetta di  Carignano nel torinese: un papà 40enne ha scelto di portare  la morte nella sua casa perchè eliminasse ogni traccia dell’amore e spazzasse via da questa terra tutta la sua famiglia.

Quello che i vicini e il datore di lavoro descrivono come un uomo infaticabile, dedito alla casa e alla famiglia, impegnato nelle rifiniture della sua villetta già costruita con sacrificio, ha preso tra le mani una pistola e con 5 colpi, sparati all’alba di un giorno mai vissuto, ha portato via un’intera famiglia, anche il cane di casa a cui la moglie tanto era legata.

 

Chi è Alberto Accastello il papà killer di Carignano

Chi è Alberto Accastello il papà killer di Carignano. Fonte immagine Fanpage.it

 

 

Chi era Alberto Accastello il papà killer di Carignano

 

Erano le 5.30 di ieri mattina, lunedì 9 novembre, il cielo è ancora buio a quell’ora, la luce è un presagio come la promessa di un alto giorno, Alberto, non curante del tempo e delle opportunità che la vita avrebbe potuto dare ai suoi figli, ha puntato l’arma contro i suoi gemelli e ha fatto fuoco: la gemellina è ricoverata in rianimazione ed è gravissima, il fratellino è morto; un altro colpo lo ha destinato a sua moglie, morta anch’ella e prima di suicidarsi ha sparato anche al cane. La dinamica è tutta da ricostruire, mentre è chiaro il movente: Barbara, la moglie, impiegata in un centro commerciale, era intenzionata a separarsi, marito e mogli non andavano più d’accordo e la convivenza era carica di tensione e litigi. 

 

Alberto Accastello sembrava a tutti incapace di un simile gesto, ma ha annunciato la sua strage al fratello, solo poco prima di compiere l’irreparabile, infatti, lo ha raggiunto al telefono sorprendendolo con parole sconcertanti: “A breve non ci sarò più”, gli ha detto.

 

L’avvertimento alle forze dell’ordine, per quanto tempestivo, non è valso a fermare Alberto, ma suo fratello dall’altra parte del telefono non avrebbe potuto fare altro. Probabilmente porterà per sempre con sé questo dolore e il ricordo di quelle parole.

 

I figli e la moglie di Alberto Accastello sono stati sorpresi dalla violenza del padre forse la morte ha colto il piccolo nel sonno, la speranza è di nuovo di quelle peggiori, ovvero non ci resta che sperare  che questi bimbi non abbiano capito, sentito e compreso nulla. Nessun bambino, men che meno a due anni, ha diritto a provare la paura che il proprio papà possa uccidere.

 

Secondo le indiscrezioni della stampa Alberto Accastello aveva immaginato e premeditato lo scenario criminoso, gli era insopportabile che la moglie volesse lasciarlo.

 

Alberto Accastello è morto durante il trasporto in ospedale, ha vissuto fino in fondo la sua violenza, ha visto il sangue di chi amava e ha saputo di averne compromesso il futuro fino a strapparlo anche ai suoi figli di 2anni.

Quest’uomo aveva 40 anni, era un operaio, sposato com Barbara Gargano, 38 anni, impiegata in un centro commerciale; l’amore che fu di questa coppia aveva dato la vita a due gemellini Alessandro e Aurora. Non si può morire così, non si può affogare nel sangue di un amore violento e criminale.

 

Alberto Accastello

La casa dove Alberto Accastello ha sterminato la sua famiglia.
Fonte immagine IlMessaggero.

 

Quando i vicini hanno allertato i Carabinieri la pistola aveva già fatto il suo sporco lavoro. Dietro la porta sfondata dagli uomini dell’Arma, il 118 ha trovato una scena di dolore irreparabile. Aurora, la sola superstite, è in rianimazione, ma i medici non fanno mistero del fatto che le sue condizioni sono “disperate”, peraltro aggravate da un importante trauma cranico.

 

La pistola con cui Albero Accastello ha sterminato la sua famiglia era legalmente detenuta ma immaginare che ne avrebbe fatto un uso simile sembra impossibile a chi lo conosceva.

 

Gli orfani dei femminicidi sono le vittime sopravvissute: i bambini che fino a un attimo prima della tragedia avevano una vita familiare, un papà e una mamma. ECCO COSA SUCCEDE NELLA MENTE E NEL CUORE DEGLI ORFANI DEI FEMMINICIDI, I FIGLI DEI PAPA’ KILLER.

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