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Covid e bambini: ecco spiegato perchè si ammalano di meno

Covid e bambini: possono essere più resistenti per la maggiore attitudine ad entrare in contatto con i Coronavirus, perchè il sistema immunitario è più stimolato o a causa di una determinante proteina recettore. Le ipotesi scientifiche:

Federica Federico

di Federica Federico

11 Gennaio 2021

Sin dal primo manifestarsi della SARS CoV-2 il dibattito sull’incidenza della malattia in età pediatrica è stato centrale:

  • i bambini si sono ammalati meno degli adulti sin da subito,
  • si sono dimostrati più resistenti al virus,
  • quando lo hanno contratto raramente sono incorsi in conseguenze gravi,
  • i ricoveri dei bimbi sono stati in numero assai ridotto rispetto a quelli degli adulti, questo vuol dire che quasi mai il virus ha compromesso le loro funzioni vitali (in particolare quelle cardiorespiratorie).

Tutto questo non vuol dire che i bambini non si ammalino né che non siano contagiosi, ovvero che non possano essere vettori dell’infezione.

 

Covid e bambini

Covid e bambini, le spiegazioni scientifiche al perchè sono più resistenti alla malattia da nuovo Coronavirus. Diritto d’autore : Anastasiia Stiahailo ©123RF.com ID Immagine: 144843151 con licenza d’uso.

Covid e bambini: i numeri non mentono.

 

L’incidenza del nuovo Coranavirus sui bambini va valutata per fasce d’età – è preferibile evitare generalizzazioni, già troppe ne sono circolate in rete

 

Nota per il lettore: l’invito è quello a leggere i dati tenendo conto del fatto che i bambini di età inferiore ai 10 anni rappresentano un’ampia fetta di popolazione italiana, corrispondono a ben il 10% del totale.

 

Covid e bambini sotto i 10 anni d’età.

 

I bambini d’età inferiore ai 10 anni possono contrarre la Covid, tuttavia, se pure infetti e contagiosi sono spesso asintomatici; quelle più rare volte in cui la malattia si manifesta, la sintomatologia dei bambini risulta essere molto più lieve e meno compromissoria di quella degli adulti.

 

Covid e bambini sopra i 10 anni d’età.

 

Col progredire dell’età l’incidenza della malattia aumenta così come la possibilità di incorrere in sintomatologie più pervasive.

 

Covid e bambini, i dati statistici forniscono un quadro chiaro e non equivoco della situazione in Italia:

sul complesso dei casi, rubricati e certificati, di SARS CoV-2 in Italia solo il 2,5% ha interessato i bambini sotto 10 anni d’età;

nel 90% di questi casi i bimbi, benché infetti, sono rimasti asintomatici, solo qualche volta hanno manifestato sintomi moderati o lievi. Parliamo di bambini in buona salute e senza patologie pregresse.

 

Statisticamente parlando lo solo 0,1% dei bambini potrebbe sviluppare una patologia seria come conseguenza della Covid, contro il 2,6% degli adulti;

allo stesso modo solo lo 0,001% dei bambini potrebbe andare in contro alla morte, a fronte dello 0,5% degli adulti. Questi dati, riconosciuti scientificamente, sono di conforto.

 

Covid e bambini

Covid e bambini, la scienza spiega le ragioni della resistenza dei più piccoli.
Diritto d’autore : marina113 ID Immagine: 144346385 con licenza d’uso.

Covid e bambini: come si spiega che i bambini si ammalano di meno, teorie mediche e ipotesi scientifiche.

 

Vi sono più teorie volte a dare una spiegazione circa questa relazione “non aggressiva” tra Covid e bambini, osserviamo da vicino quelle più avvalorate e credibili.

 

Covid19 e bambini – una questione di resistenza alle infezioni.

I più piccoli risultano genericamente più resistenti alle infezioni virali, è questo un fatto già scritto nella storia della medicina. Per esempio, l’incidenza di SARS e MERS, che come il Covid19 sono affezioni respiratorie causate da un Coronavirus, fu minore nei bambini rispetto agli adulti.

 

Covid e bambini – una questione di allenamento all’esposizione ai Coronavirus.

 

I Coronavirus che aggrediscono l’uomo sono diversi, più o meno virulenti, la Covid, la SARS e il MERS ne rappresentano le facce più cattive, gli altri, invece,  sfociano in più comuni affezioni influenzali.

 

E’ possibile che i bambini, con un corredo immunitario immaturo, tendano a entrare in contatto con i virus della famiglia dei Corona più spesso rispetto agi adulti. Questa “frequentazione”, più o meno sintomatica, pretende dal corpo dei bimbi una pratica alla battaglia con i virus, ciò potrebbe essere una palestra di potenziamento capace di proteggerli anche dal nuovo Coronavirus.

 

In una larga semplificazione, quindi, sarebbe una questione di auto-immunizzazione determinata da contatti frequenti e recenti con patogeni familiari.

 

Senza contare che i meccanismi immunologici dei bambini sono fortemente stimolati anche dalle vaccinazioni. Le vaccinazioni, infatti, non fanno altro che portare il sistema immunitario in palestra stimolandolo a reagire ai patogeni.

 

Ovviamente questa resta, allo stato dell’arte, solo una plausibile ipotesi scientifica.    

 

Bambini e Covid – una questione di colonie infettive.

 

Un’ulteriore ipotesi muove dalla attitudine dei bambini alle infezioni: i bambini sono sempre raffreddati, ovvero hanno muchi, tosse e mal di gola frequentemente, perché le loro vie aeree sono, quasi costantemente, colonizzate da diversi virus. Ciò significa che nel naso e nella gola di ogni bimbo c’è molta competizione e questo sovraffollamento potrebbe nuocere e rallentare l’aggressione del Covid19 .

 

Covid e bambini – una questione di proteina: l’ Ace2.

 

La proteina Ace2 è il recettore attraverso cui il nuovo Coronavirus entrare nelle cellule dell’apparato respiratorio infettandole. Il virus, infatti, si lega a questa proteina per avere accesso al corpo umano.

 

E’ stato dimostrato da accreditati studi scientifici che questo recettore è scarsamente presente sulle cellule dell’epitelio nasale dei bambini sotto 10 anni, diversamente è molto più presente nella stessa sede nel corpo adulto.

 

La fama della proteina Ace2 è legata anche la polmonite acuta che, a sua volta, dipende da un’altro virus facente parte della famiglia dei Corona. Anche la polmonite acuta, esattamente come la Covid, colpisce più adulti che bambini e anche in questo caso i recettori sembrano determinanti nella diversa incidenza della patologia.

 

Sindrome multisistemicaKawasaki e Covid nei bambini.

 

E’ a tutt’oggi oggetto di studio la relazione tra infezione da Covid-19 e Sindrome Infiammatoria Multisistemica nei bambini. In più bimbi infettati dal nuovo Coronavirus è stata riscontrata la MIS-C (cioè la sindrome multisistemica). Essa implica l’infiammazione di cuore, polmoni, cervello, cute, occhi, organi intestinali, e altri apparati vitali del bambino.

 

Perché la MIS-C è stata associata alla Covid, o, per meglio dire, perché si sospetta che la prima possa essere una gravosa conseguenza della seconda patologia? Durante la prima ondata il numero medio statisticato di casi di MIS-C e sindrome di Kawasaki (una vasculite, che può interessare neonati e bambini tra 1 anno e 8 anni) è aumentato considerevolmente: si contano 149 casi tra il 1° febbrai e il 31 maggio 2020.

L’aumento considerevole del numero di casi in piena crisi pandemica fa pensare a una iper risposta infiammatoria all’aggressione virale causata, forse, dal nuovo Coronavirus.



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