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Anna Maria Franzoni, la Mamma di Cogne: Potrebbe Uccidere Ancora

Clamorose novità sull'omicidio del bambino di Cogne

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

09 Maggio 2014

Era il 30 gennaio 2002 quando Anna Maria Franzoni chiamò il 118 per chiedere aiuto per il figlio di tre anni, Samuele Lorenzi, che aveva trovato morto nel suo lettino.

La tristemente famosa mamma di Cogne venne condannata in via definitiva a 16 anni nel 2008, dopo un processo durato sei anni, che tutti ricordiamo per la sua rilevanza mediatica che ebbe.

Annamaria Franzoni è da allora detenuta nel carcere di Dozza (Bologna) e beneficia dell’articolo 21, che consente ai detenuti modello di potere uscire dal carcere come fa la donna. Anna Maria infatti lavora di giorno presso una pelletteria, per poi fare rientro in cella la sera.

Lo scorso dicembre 2013 la difesa della Franzoni avrebbe chiesto al giudice gli arresti domiciliari.

Anna Maria ha oggi due figli, Gioele, nato dopo la terribile fine del fratello, che oggi ha 10 anni, e Davide, 18.

A seguito di tale richiesta la donna è stata nuovamente sottoposta a perizia psichiatrica, messa a punto dal Professor Augusto Balloni, perizia che ancora una volta ha gettato un’ombra sulla figura della Franzoni.

Dalla perizia infatti emerge che la donna avrebbe disturbi di adattamento, facilità al pianto, problemi di interazione col sistema carcerario.

Inoltre potrebbero sussistere ancora elementi di pericolosità, per cui Anna Maria dovrebbe essere sottoposta a terapie di supporto psicologico.

Si diceva, ancora ombre, come era già successo durante una precedente perizia del 2008, dalla quale era emerso che un rischio di reiterazione di reato non poteva essere completamente escluso.

L’avvocato difensore della Franzoni, Paola Savio, si oppone fermamente alle notizie pubblicate sui giornali: “Ritengo che i contenuti della perizia siano più complessi e variegati – dice – il documento parla di residuale pericolosità sociale”, vale a dire che la donna, con un adeguato supporto psicologico potrebbe uscire da quel lungo tunnel che è stata la sua vita dal 2002 a oggi.

Il Tribunale di sorveglianza dovrebbe pronunciarsi a giorni sulla decisione o meno di concedere gli arresti domiciliari, presto dunque si saprà l’esito di tale richiesta.

 

Fonte:  Di Più Cairo Editore n° 18 12 maggio 2014

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